Riporto fedelmente:
Domani alle 9,30 inizierà la seconda udienza del processo. Iniziano le testimonianze. Per primi testimonieremo noi genitori e a seguire i 13 ragazzi convocati.
Non eravamo presenti al pestaggio che ha ucciso mio figlio, ma tutto quel che è successo, che abbiamo tragicamente vissuto e che ha ucciso anche una parte di noi verrà fuori. Federico non potrà più parlare, ma noi saremo la sua voce.
Niente da nascondere, i fatti parlano da soli.
Federico “Aldro” Aldrovandi era un ragazzo di diciott’anni appena compiuti che rincasando alle sei di mattina di due anni fa ha incontrato sulla sua strada una pattuglia della polizia. Quattro agenti. Non è mai rientrato a casa. La famiglia è stata avvertita solo alle 11. Una brutta faccenda fatta di omissioni e coperture molto sospette che solo ora finalmente vede i quattro imputati alla sbarra in un processo. Quattro imputati che nel frattempo sono rimasti in servizio ma ora lamentano il “calvario” e la “persecuzione mediatica” cui sarebbero sottoposti - quando in realtà la maggior parte della gente di questa vicenda non sa un bel nulla. Una vicenda venuta a galla forse solo grazie all’ostinazione di due genitori che non si sono arresi alle spiegazioni tanto fantasiose quanto risibili che sono state date: autolesionismo, droga, etc. e che da allora combattono con estrema dignità e peraltro nel pieno rispetto e fiducia nelle istituzioni e nelle stesse forze dell’ordine perché la verità possa venire a galla. Non per screditare la polizia nel suo complesso, ma perché le responsabilità di quei suoi specifici quattro rappresentanti siano riconosciute. Perché la giustizia è uguale per tutti ed indossare una divisa non deve essere garanzia automatica di impunità.
Intro (di imPrecario) Ripubblico qui in versione integrale la cronaca a caldo di Alba sulla manifestazione di Sabato. L’autrice, intristita dal fatto che un pezzo decontestualizzato del suo post fosse finito in un articolo di liberoblog , sotto una foto ritraente streghe minacciose torbidamente avvolte da uno striscione inneggiante alla violenza, e che alcune parole da lei scritte (opportunamente linkate da quei volponi di libero) puntassero a sponsor pornosoft, aveva deciso in prima istanza di mandare gli artefici di suddetta manipolazione a …. pregare. Su consiglio (malevolo) del sottoscritto e sobillamento di tendenziosi blog sudisti ha autorizzato (come da licenza CC) la replicazione e diffusione della suddetta cronaca. Si invitano tutt* i/le bloggers solidali a fare altrettanto ed a diffondere un po’ di informazione libera da libero.
Incontrata fortuitamente Miss Vaitea Pachulski (link su mybabylon.com, the necessary evil) al contest dell’altra sera, costei fra una non banale chiacchiera e l’altra mi ha informato che stasera canta al BIKO, che fra l’altro un po’ di gente ultimamente va magnificandomi senza che io sia mai riuscito ad andarci. Io in realtà ho un imprescindibile dopocena molto softcore e non so se potrò esserci, ma invito gli amici che mi seguono a prendere in considerazione la cosa poiché la serata si presenta succulenta ed in particolare la signorina è in gamba e spacca come potete sentire con le vostre stesse orecchie seguendo il primo link, ciò che vi invito a fare subito, perché -fidatevi- vale! In caso, fatevi sentire, tanto prima della mezza non iniziano…