foto: anissa (via Praça da República » sem título)
Nessuno è innocente!
tback: Frinko » Dogs…. Man’s Best Friend
Oh, però come al solito queste foto umoristiche non valgono mica come “culo del giorno,” eh!
Da un vecchio commento, che ho deciso di salvare dall’obìo…
Scrive zeropuntodue:
“Sinceramente mi inquieta e rende profondamente triste sapere che non uno, ma due e forse più comuni della mia provincia e regione vogliono passare al Trentino. Non per la cultura, non per le tradizioni, ma perchè lì si vive meglio. […] Ho votato secondo coscienza, secondo il mio concetto di democrazia, ovvero far rappresentare i propri interessi.”
Rispondo io:
Ho votato a Sinistra -quella vera- perchè ho votato secondo coscienza anch’io, indipendentemente dal mio concetto di democrazia -nei confronti della quale con gli anarchici sono piuttosto scettico- perché credo nell’assistenzialismo come in un valore fondamentale che distingue gli umani (evoluti) dalle bestie, ed in questo senso mi intristisce profondamente che parte dell’elettorato storico della Sinistra sia passato direttamente alla lega: perché per quel che mi riguarda non si vota e non si è di Sinistra per i propri interessi, o per dirla in un altro modo: non lo si è se non fanno parte dei propri interessi anche quelli della collettività in generale, il più allargata possibile. Suppongo che persino i gerarchi nazisti fossero delle ottime persone nelle loro famiglie, e fossero affettuosi con i propri figli per cui desideravano il meglio. Ciò non toglie che fossero dei criminali di tale incommensurabile portata che sarebbe persino difficile scriverne in due righe. Quanto a me, amo la mia città e mi sento milanese: ne sono financo in qualche modo orgoglioso. Ma più di quanto mi sento milanese, mi sento cittadino del Nord Italia. Ancora, mi sento cittadino del Nord Italia, ma meno di quanto mi senta italiano tout court. E mi sento italiano, ma meno di quanto mi senta europeo. Mi sento europeo, ma meno di quanto mi senta -sopra tutto- un essere umano. È questa la base emotiva di valori per cui pur non riuscendo a trovare una collocazione precisa cui affibbiare un’etichetta (comunista, socialista, anarchico, etc.) io mi riconosco nettamente come “una persona di Sinistra.” Non perché abbia letto, putacaso, Marx ed Engels ed abbia ricevuto l’illuminazione: “Oh, forti sti due! Hanno proprio ragione!!” Non ci arrivo mediante un percorso razionale, perché razionalmente si possono sostenere tesi tanto di destra che di Sinistra, ed oltre - e discuterne ad nauseam senza giungere ad alcuna conclusione; bensì per questioni emotive, viscerali, aprioristiche rispetto a tutte le riflessioni ed i meccanismi della Politica, quella con la “P” maiuscola - nei confronti della quale io sono, lo ammetto, fondamentalmente ignorante.
Al mio amico Pannokkio, che dopo aver letto questo pezzo mi chiede: “insomma, per te e un po’ come una religione?” rispondo, precisando ulteriormente:
No e non vedo perché. È un po’ come una emozione. Anzi, è una emozione. Voglio dire che non esiste un ragionamento razionale sufficientemente forte da farmi cambiare orientamento di massima; anzi, non escludo a priori che esista: sono sempre disponibile a cambiare tutte le mie opinioni. Semplicemente, lo dubito fortissimamente. [… Per spiegarlo in altro modo] diciamo che è il mio orientamento politico a discendere dalla mia morale e dalla mia etica e non viceversa. Queste ultime esisterebbero anche in un vuoto di nozioni politiche.
La religione è tutt’altro ed ha a che fare con la fede. Io non ho parlato di fede. Anzi, precisamente credo che etica e morale esistano indipendentemente da essa: che è proprio ciò che [in genere] viene messo in dubbio dai religiosi tutti, col papa in testa.
Da un vecchio commento, che ho deciso di salvare dall’obìo…
Scrive HardCoreJudas - con enfasi aggiunta da me:
Così soprattutto gli omosessuali, rafforzando le chiese con il loro contributo prima di tutto numerico, se la prendono due volte nel culo; d’altra parte l’esperienza li avvantaggia.
Mi fa sorgere spontanea la seguente domanda - che parafraso qui cercando di porla in forma impersonale:
[Mi pongo] una domanda, […] È puramente semantica: non si avverte una dicotomia fra l’uso popolare di modi di dire a vario titolo associati alla sessualità anale, in accezione negativa, e l’accezione positiva che sicuramente [gente come me ed HCJ, ciascuno a modo suo, attribuisce] alle stesse espressioni, se intese in senso letterale? Io me lo sono domandato spesso, e talora mi sento a disagio: sono eterosessuale, ma ho la più alta considerazione del sesso anale, che per me significa un momento molto intimo e a modo suo amorevole -oltre che fisicamente piacevole- fra un uomo e una donna. Eppure nella mentalità popolare queste pratiche sono ancora associate all’idea dell’umiliazione per il partner ricevente -nella penetrazione- e quella di dominazione per [quello “attivo”] (Il porno mainstream contemporaneo non aiuta, in questo senso.) Io ammetto che ci possa essere anche questa componente psicologica e che possa far parte del ludus erotico fra due adulti consenzienti: ma a maggior ragione si tratta di piacere, e il piacere -se è sano, come in questo caso- è moralmente lecito. Similmente, anche i rapporti analinguali sono associati ad un’idea negativa: personalmente, se lo faccio, è solo ed unicamente per piacer mio e della mia partner, e non vedo alcuna differenza col cunnilingus. Eppure anch’io mi riferisco sempre a “prenderlo nel culo” e “leccare il culo” (con tutte le possibilmente argute metafore del caso) come a due cose particolarmente negative…
Se poi qualcuno si stupisce di questa riflessione, dovrebbe leggere certe twittate…
Philip Le Page (via Acesso Restrito)
Quanto mai appropriata ad una giornata climaticamente deprimente come oggi…
Hane Goshi (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)
*068 By: Elena & Vitaly Vasilieva | View Full Portfolio (via photo.net)