Oct 02
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Presto, prima che sia troppo tardi!

In realtà è già troppo tardi. Ché questo post doveva essere di due giorni fa e cioè del 29 settembre, poi… si sa: “doveva” essere di quel giorno perché volevo parlare del nome Michele che

deriva, attraverso il latino Michaelem, dall’ebraico מִיכָאֵל / מיכאל‎ (mee-KHA-el) […il cui] significato letterale è quindi “Chi (è) come Dio?” È il grido di battaglia con il quale l’Arcangelo Michele delle Sacre Scritture, alla guida delle schiere degli angeli fedeli a Dio, si oppose e sedò la rivolta degli angeli ribelli guidati dal “dragone” (Ap 12:7) ovvero Lucifero.

Il nome appare per la prima volta nella Bibbia in Numeri 13:13, dove Sethur il figlio di Michele è una delle dodici spie mandate nella Terra di Canaan. L’arcangelo Michele, menzionato più tardi nella Bibbia (Daniele 12:1) [è uno dei sette arcangeli e protettore di Yahweh…]

Michele festeggia l’onomastico:

  • il 29 settembre per la Chiesa cattolica, in ricordo della consacrazione del santuario dedicato all’arcangelo Michele a Monte Sant’Angelo [dove sono stato pochi mesi fa insieme a quando ero ospite da lei!] sul monte Gargano; […]
  • il 21 novembre [compleanno della terrona!” Coincidenzone!] per la Chiesa ortodossa che commemora in questa data l’arcangelo Michele.
(via Wikipedia & Wikipedia - minimamente adattato e tradotto.)

Poi perché ne voglio parlare? Beh, mi è stato detto che in ebraico ancor più che in latino (nomen omen) il nome è “lo specchio dell’anima,” [speriamo di esserne all’altezza! (Cit.)] e che il significato letterale del nome non è propriamente una domanda retorica come la gente, me compreso, va spesso ripetendo. Ma questa devo farmela rispiegare, la distinzione era sottile…

Poi, l’altroieri non ne ho scritto perché in combutta con mia madre anche se le feste di onomastico non è che siano propriamente comuni come quelle di compleanno, beh, me ne hanno organizzata una: un po’ come l’altra volta, ma per l’appunto molto più… organizzata! E ciononostante, a sorpresa! Come l’altra volta, forse più che “festa” dovrei dire “cena” e vabbe’: è stata un’ottima cena cui hanno partecipato la Cri, la Titti, Aui, Davide, la Bratz e Bubu, che ringrazio di cuore ancora una volta. Però ora basta, che se no in questa novella veste buonista mi vengono le carie dalla svenevolezza! Certo una festa per il palato: di questo grazie alla mamma! Quanno ce vo’, cce vo’!! Morale: non so voi, ma io per una volta mi sono lasciato andare e mi sono sfondato dalla crapula; per il prosieguo della serata, filmetto & coma!

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18:13:54.717 ▶▶ Permalink
Dai, però non tutto è perduto. La situazione dell’informazione italiana è ancora invidiatissima. Dalla Repubblica del Kazakistan.
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Autocitazione

hardcorejudas:

“The basic tool for the manipulation of reality is the manipulation of words. If you can control the meaning of words, you can control the people who must use the words.”
Philip K. Dick, How To Build A Universe That Doesn’t Fall Apart Two Days Later (1978) - via The Quotations Page, mudwerks, yellowblog, mezzomondo (via blazar)

So che l’autocitazione è malvista, ma in quest’occasione me ne fotto, perchè di recente è stato pubblicato un affascinante romanzo-rompicapo di cui si parla troppo poco ed ispirato a questo concetto in modo totale. Si intitola Le memorie dello squalo.”

Se l’autocitazione sia malvista lo ignoro e se lo è me ne fotto! Io adoro l’autoreferenzialità. Detto per inciso, il ribloggaggio da queste parti può assumere forme piuttosto nascoste, ma proprio per questo interessanti, come ad esempio in una mia recente risposta che in pratica è il reblog del reblog di un mio post.

Venendo al punto da te toccato, anch’io mi ripeto perché mi sta a cuore: i linguaggi, che si tratti di naturali o addirittura di programmazione “hanno a che fare,” sono influenzati da come la gente pensa e lo influenzano a loro volta. Le citazioni si potrebbero sprecare… Ed infatti penso che prossimamente ne cercherò qualcuna. Per adesso, visto che hai fatto un riferimento letterario, mi terrò anch’io in questo ambito, limitandomi a menzionare la Neolingua “inventata” da quel geniaccio di George Orwell per 1984, il cui fine specifico

non è solo quello di fornire, a beneficio degli adepti del Socing, un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Una volta che la neolingua fosse stata radicata nella popolazione e la vecchia lingua (archelingua) completamente dimenticata, ogni pensiero eretico (cioè contrario ai princìpi del partito) sarebbe divenuto letteralmente impossibile, almeno per quanto attiene a quelle forme speculative che derivano dalle parole. (via Wikipedia, con enfasi aggiuntiva mia!)

Ed ora: i lupini… come cazzo stanno?!?

18:53:28.745 ▶▶ Permalink
18:54:56.746 ▶▶ Permalink
19:27:03.768 ▶▶ Permalink

Segnalato da HariSeldon per “altri motivi” e con la morte nel cuore per il Lino Banfi che fu, ormai ridottosi alla vergogna di “nonno Libero” ma, già che ci siamo, continuiamo pure a parlare di anni ‘80 e di trash:

19:39:02.777 ▶▶ Permalink
19:44:12.780 ▶▶ Permalink
Negli ultimi giorni Gianfranco Fini ha detto tre cose di sinistra. Veltroni e D’Alema una in due, accusandosi a vicenda di averla rubata a Fini.
Spinoza via imod
19:52:55.786 ▶▶ Permalink
Oh, ma qui ci chiamiamo tutti uguale? [Cioè blazar?!?]