Presto, prima che sia troppo tardi!
In realtà è già troppo tardi. Ché questo post doveva essere di due giorni fa e cioè del 29 settembre, poi… si sa: “doveva” essere di quel giorno perché volevo parlare del nome Michele che
deriva, attraverso il latino Michaelem, dall’ebraico מִיכָאֵל / מיכאל (mee-KHA-el) […il cui] significato letterale è quindi “Chi (è) come Dio?” È il grido di battaglia con il quale l’Arcangelo Michele delle Sacre Scritture, alla guida delle schiere degli angeli fedeli a Dio, si oppose e sedò la rivolta degli angeli ribelli guidati dal “dragone” (Ap 12:7) ovvero Lucifero.
Il nome appare per la prima volta nella Bibbia in Numeri 13:13, dove Sethur il figlio di Michele è una delle dodici spie mandate nella Terra di Canaan. L’arcangelo Michele, menzionato più tardi nella Bibbia (Daniele 12:1) [è uno dei sette arcangeli e protettore di Yahweh…]
Michele festeggia l’onomastico:
(via Wikipedia & Wikipedia - minimamente adattato e tradotto.)
- il 29 settembre per la Chiesa cattolica, in ricordo della consacrazione del santuario dedicato all’arcangelo Michele a Monte Sant’Angelo [dove sono stato pochi mesi fa insieme a Sà quando ero ospite da lei!] sul monte Gargano; […]
- il 21 novembre [compleanno della “terrona!” Coincidenzone!] per la Chiesa ortodossa che commemora in questa data l’arcangelo Michele.
Poi perché ne voglio parlare? Beh, mi è stato detto che in ebraico ancor più che in latino (nomen omen) il nome è “lo specchio dell’anima,” [speriamo di esserne all’altezza! (Cit.)] e che il significato letterale del nome non è propriamente una domanda retorica come la gente, me compreso, va spesso ripetendo. Ma questa devo farmela rispiegare, la distinzione era sottile…
Poi, l’altroieri non ne ho scritto perché in combutta con mia madre anche se le feste di onomastico non è che siano propriamente comuni come quelle di compleanno, beh, me ne hanno organizzata una: un po’ come l’altra volta, ma per l’appunto molto più… organizzata! E ciononostante, a sorpresa! Come l’altra volta, forse più che “festa” dovrei dire “cena” e vabbe’: è stata un’ottima cena cui hanno partecipato la Cri, la Titti, Aui, Davide, la Bratz e Bubu, che ringrazio di cuore ancora una volta. Però ora basta, che se no in questa novella veste buonista mi vengono le carie dalla svenevolezza! Certo una festa per il palato: di questo grazie alla mamma! Quanno ce vo’, cce vo’!! Morale: non so voi, ma io per una volta mi sono lasciato andare e mi sono sfondato dalla crapula; per il prosieguo della serata, filmetto & coma!


