O Soto Gari (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)
(Parzialmente tratto ed ispirato da un commento molto più lungo)
La segnalazione originale è del 21/10/2007 - e doveva essere tumblata, non trovate? Maxim mi magnifica che esiste un coso che si chiama Tumblr e che potrebbe essere lo “strumento ideale per diffondere minchiate” - anche se la citazione non è perfetta: but that’s what we were after! Ma il vero inizio è esattamente un anno fa, il 25/10/2007: precisamente con una minchiata di Guelfo, il troll occasionale di ISR che le aveva veramente sfrontate a tutti, e poco più tardi… un aforisma dello stesso maxim, my witty man!
Uno “strumento ideale per diffondere minchiate” dunque: certo, mi sono avvicinato ad esso in quanto tale e fondamentalmente ancora lo considero in questa ottica. Tuttavia poi mi è piaciuto come piattaforma generica di blogging, ciò che può diventare, avvicinandosi in questo dal punto di vista tecnico ad altre ritenute generalmente più adatte ad un simile scopo, mediante opportuni “plugin” come i commenti di Disqus… e sono diventato una di quelle rare bestie che lo usano in quel modo!
L’unico rischio che voglio evitare, anche se per onestà intellettuale devo riconoscere che occasionalmente l’ho sfiorato, è quello di montarmi la testa e trasformarmi in un blogger; poiché faccio una netta distinzione fra “persona che tiene un blog” e lo usa regolarmente o meno come un diario o vi annota semplici minchiate che incontra sulla sua “strada” informatica o meno, e i “blogger” i quali sono persone che per il solo fatto di scrivere su un blog si sentono e spesso vengono percepiti nella loro “comunità” e cioè la blogosfera, come dei veri e propri maître a penser: ed allora davvero si ribalta il ruolo fra persona e blog: con quest’ultimo che diventa obiettivo primario, e non più raccoglitore di pensieri “occasionali” bensì quasi un periodico giornalistico su cui il blogger deve scrivere, per accontentare i suoi lettori, in questa tanto sbandierata socialità 2.0!
“Brian di Nazareth” - Monty Python - Il finale
“Ma non è la vera fine! Questo è cinema! Poi ci sarà Brian 2!” - “Ma se muore il protagonista!” - “All’ultimo momento arriva in una biga dorata tirata da quattro cammelli una stupenda ereditiera egizia che lo scorge, si innamora e lo tira giù dalla croce. Poi se lo porta a Il Cairo, lo fa diventare vicefaraone e ritornare vincitore da una guerra che provoca il declino e la caduta dell’Impero Romano. Beh, che ne dici?” - “Scusa, e se invece lo facciamo morire e qualche giorno dopo lo facciamo resuscitare?” - “No, no! Ma chi vuoi che ci creda?”
Ri-visto ieri, per cui la tumblata casca a fagiuolo, ma forse HCJ avrebbe preferito la scena di Marco Pisellonio!
Marco Maria D’Ottavi via syntheticpubes, beautifulanddepraved
Questa però non vale mica per il “culo del giorno / della buona notte” dello zio bleiz, eh!
Tokyo Undressed (via Acesso Restrito)
Anche questa, avente in comune con la precedente seppur secondo un concetto estremamente diverso, l’idea di una proiezione luminosa, è da intendersi come non valevole per il “la solita serie,” eh!