Pimp My Food!- For the sake of Art and Stomach […] Make a cute little plane out of your fish - just don’t launch it inside the restaurant! (via Dark Roasted Blend: Creative Food Manipulation, slightly adapted)
All dressed up for dinner. Before we discuss the fantastic mimicry (camouflage and adaptation) that some spiders employ for hunting and waiting for prey, let’s have a look at how spectacular and notably cute these creatures can get. (via Dark Roasted Blend: The Mimicry of Spiders, slightly adapted)
Da vedere tutta la galleria: veramente difficile sceglierne soltanto uno!
If you want a weirder mask or a costume, you’d have to ask aliens to make it. […] Don’t have a mask? Go around with some fish! (via Dark Roasted Blend: Wicked Wearable Sculptures, slightly adapted)
Venezuela: Cave of the Ghost - Cueva del Fantasma is big enough for two helicopters to fly into it, but it’s not technically a cave - rather, a collapsed gorge. It does, however, sport a huge waterfall right inside of it. (via Dark Roasted Blend: Caves: The World Beneath the World)
At least this Cthulhu has some class: a leather creation from Russia. Image credit: bob-basset. (via Dark Roasted Blend: Nightmare Playgrounds, slightly adapted)
In questi giorni sto chiedendo spesso ai miei amici coetanei se per caso dice loro qualcosa “La Famiglia Mezil.” Con poche e sparse eccezioni, la risposta è negativa. Per me, si tratta di un ricordo d’infanzia e per la precisione di una serie televisiva a cartoni animati. Ma per l’appunto devo essere un’eccezione, visto che sembra che per il resto quasi nessuno se la caghi…
Ad essere sincero, io stesso ho ho scoperto solo da pochi giorni il titolo originale, mentre “prima” il ricordo era semplicemente quello, confuso, di “un cartone animato il cui protagonista è un bambino che ogni notte fa un viaggio su un pianeta diverso a bordo di un’astronave gonfiabile rosa che di giorno tiene riposta nella custodia di un violino.” Ah, e non ricordavo minimamente i disegni se non per il dettaglio che… non erano quelli tipici (o dovrei forse dire stereotipi?) degli anime giapponesi dell’epoca.
Inoltre, a proposito di disegni… ricordavo pure di essermi imbattuto qualche anno più tardi ma sempre molto in là nel tempo, in un’altra serie in cui riconoscevo… come dire? Lo stesso character design. Anche se ovviamente all’epoca non mi sarei mai espresso in tali termini! Solo che questa narrava una storia meno fantascientifica e cioè precisamente quella di una famiglia un po’ “fantozziana” alla prese con un viaggio sfigato in giro per il mondo. Ricordavo, quelli sì, dei grandi spisci - il che è cosa buona e giusta, qui e in ogni luogo e bla bla e blabla!
Ora, grazie a “Santa Wikipedia” ho fatto un po’ di chiarezza: infatti a quanto pare si tratta non di due cartoni animati diversi bensì di due diverse sottoserie dello stesso, di produzione ungherese, e cioè appunto “La Famiglia Mezil” di cui esiste anche una prima che io non ricordavo affatto e pure di stampo fantascientifico. In effetti sono separate da diversi anni l’una dall’altra, essendo rispettivamente del ‘69, ‘72 e ‘78 per tredici episodi ciascuna, e caratterizzate da temi piuttosti differenti l’una dall’altra, soprattutto le ultime due.
Lasciando da parte gli amici personali e cercando con gùgol ed anche sul tubo, il discorso è leggermente diverso: i cultori non saranno certo tanti e tanto appassionati o financo agguerriti come quelli dei robottoni giapponisi, ma ve ne è una folta schiera… e più vedo più maieuticamente ricordo: per esempio la sigla italiana della terza serie, che come quasi tutte le sigle nostrane di cartoni animati e telefilm dell’epoca non è possibile non ascoltare senza una certa nostalgia e rimpianto, vedendo il confronto con le “robe” che fanno adesso… ed un po’ di personaggi…
Morale: ‘sti ungheresi… Era un cartone animato già fuori del tempo all’epoca. O forse in anticipo sui suoi tempi! A rivederlo adesso, ci sarebbe solo da imparare, ne sono convinto: fra l’altro forse non lo si dovrebbe urlare ai quattro formaggi, ma anche sull’equino recalcitrante si trovano tutti quanti gli episodi, e volendolo, pure comodamente organizzati in “collezione…” Ovviamente però noi non li scaricheremo, ché faremmo piangere Gesù bambino e forse anche il povero silvio - che non per dire, ma… non erano tutti comunisti, gli ungheresi?
Gli ungheresi hanno la fama di essere un popolo di geni, sicuramente almeno in parte meritata: c’è chi sostiene che sia per via della lingua, che è talmente complicata che se impari quella… Gli inventori sono stati davvero tanti, e per la Matematica si potrebbe menzionare Paul Erdős, il quale fra l’altro era piuttosto attinente al binomio stereotipo di “genio e sregolatezza,” benché più che di sregolatezza bisognerebbe parlare di estrosità. Ma io mi “accontenterò” di un bel salto nel passato dei miei anni ‘80 insieme ad un altro genio ed inventore: Aladar Mezil, a bordo di un’astronave gonfiabile!!
Foto ricevuta in “regalo” da mrmozorising, senza attribuzione originale e con la seguente molto apprezzata dedica:
Speciale per zio bleiz e la sua ben strana passione per i fondoschiena femminili. Io ‘sti maschi mica li capisco, bah!
Ma grazie, cara! Del resto non è bello ciò che è bello ma ciò che è sublime: e tutto ciò è oh… non mi far dire, ché le mie povere parole sono impotenti di fronte a tanta beltade!