Ripiegata
su me stessa
accolgo
un dolore non mio
ormai parte di me
da tempo
immemore
Stanca
di un corpo
stanco
ribelle
testardo
L’acqua modella il profilo delle montagne, spacca le rocce, forgia canyon ed orridi. Allora perché, perché mai anche se sono cinque minuti che la sto facendo correre, non riesce a staccar via dal cesso quei due ultimi minuscoli residui di sgomma?!?
Milly D’Abbraccio sbatte il suo fondo schiena nudo su 7000 manifesti e rende bollenti i muri di tre quartieri romani. Un messaggio politico che sembra rivolto ai soli elettori maschi, proprio perché giocato sulle più note qualità dell’ex pornostar oggi candidata nelle liste del Partito Socialista per Grillini sindaco. Lo slogan in parte giustifica l’esposizione delle terga scultoree che fuoriescono da un collant a rete rosa shocking, in una nuvola di piume di struzzo, sempre rosa: «Basta con i soliti manifesti tutti uguali, basta con le solite facce da c… in politica è ora di cambiare facce». (via multimedia - LASTAMPA.it)
Ferrara: «Pensavamo che non fosse necessario tutto questo chiasso, tutti questi fumogeni e tutte quelle intimidazioni e dobbiamo dire grazie alle forze dell’ordine che hanno difeso la democrazia in questo Paese». (via multimedia - LASTAMPA.it)
Ferrara ha sbagliato teatro: doveva andare allo Zelig!
Avendo finito gli argomenti interessanti nel ‘98, continuo con l’esporvi una serie di cazzi miei, in modo tale che anche gli ultimi due lettori mi abbandonino e possa chiudere il blog senza troppi rimpianti. […] Oh, voi non ci crederete, ma sono andato dall’estetista. Io non credevo che ci sarei mai andato, davvero. Mai. E invece oh, ci sono andato. La prima cosa che mi ha colpito, appena sono entrato, è stata l’odore di fioraio. Dall’estetista c’è lo stesso odore che c’è dal fiorario, uguale. Un misto di paglia, piante putride e diserbante. […] Si vede che non sei mai stato dall’estetista - mi ha detto lei. - Hai una pelle molto impura. “E tu si vede che sei una grandissima troia,” ho pensato. “Hai due mani così bastarde e capaci di infliggere dolore che secondo me non avrebbero sfigurato attaccate alle braccia del dottor Mengele”. […] Non so cosa ci fosse dentro [la tisana al sapore di cane bagnato], ma doveva essere una cosa tipo una droga per rincoglionire la volontà delle persone. Dico questo perché subito dopo averla bevuta Mary Tritascroto mi ha proposto un “ciclo di sedute” e io ho incredibilmente detto di sì. Ripeto: ho detto di sì. Non ho bestemmiato e detto no. Lo voglio dire un’altra volta: ho detto di sì. Capito?
(Veramente da leggere tutto, altro che chiudere il blog: un capolavoro!)
Dal sito della lega nord: grande concorso dillo alla lega! Donale anche tu il tuo vaffanculo federalista e dimostra il tuo rispetto per le tradizioni culturali locali dicendoglielo nel tuo vernacolo preferito!! Ben accetti modi di dire padani, brianzoli, prealpini, pedemontani e financo montanari! Fateglielo capire in un idioma che con qualche sforzo anche loro riescano a comprendere! (Son pur sempre legaioli, non si può pretendere troppo…)
Alla vigilia delle votazioni, Daniela Santanchè rincara la dose: “quello stronzo del blazar ironizza sul fatto che io ho affermato di non averla mai data per far carriera e sostiene che sono andata avanti solo a forza di pompe, ma da quel comunista che è, sparge solo notizie false e diffamatorie. Non ci sono solo le pompe, caro il mio blazar, sappi che mi sono fatta un culo così per gli affar… ehm per la politica! Sì, huh, la… politica! Non per dire ma ancor mi duole…”