digheno che so’ mejo der governo, quale primo motore bloggante di bestemmie - e son soddisfazioni, o almeno credo:
L’autore di questo blog intende scusarsi con quei suoi lettori […] che si erano abituati, […] a bestemmiargli dietro […e confida che] sapranno trovare motivazioni alternative per elevare le loro lodi al signore, visto che grazie a dio (micacazzi) fra governi ladri, utonti made in Redmond e simili catastrofi, non ne mancano!Non ne mancano, però io preferisco il Blazar, vedi un po’ tu come fare :-)
ma allora gli vuoi far venire una sincope da attacco biliare!!!! ma come te lo dobbiamo spiegà che non gli piacciono i sederi femminili? te facciamo un disegnino?
Je pija una sincope? Eh, no: mi spiace, ma questo non l’avevo considerato. Ora che lo so, certamente la smetto subito: lo giuro sulla testa dei figli di silvio!
PS: non è solo che non gli piacciono i sederi femminili, è che qualsiasi nudo femminile a priori è mercificante per le donne, che si sentono usate, tipo c’hai presente come se uno te lo sbattesse su per il culo senza chiederti il permesso? -Così dice: sì, lo so che è una stronzata, ma mica sono io a sostenerla!- E siccome lui è un po’ un maestro di vita e moralità in possesso della patente della verità, avverte il dovere morale di impiegare il proprio tempo a cercare le pulci negli altrui culi: ma mica per orgoglio personale, noo! Perché il suo obiettivo è “far crescere culturalmente, socialmente e umanamente sia l’autore del blog stesso che i propri lettori.” Ah, e questa è “la sua filosofia di blogger, se a qualcuno interessa.” Cioè, micacazzi! Critica della ragion pura, direi…
Al Pride Nazionale - 28 giugno Bologna - ci sarà uno spezzone organizzato da Sexyshock e Comitato per i diritti civili per le Prostitute. Reggiseni a balconcino e fiori a decorare le tette. Ombrelli rossi e uno slogan: anche io sono una puttana. […] perchè in effetti, si, anche noi siamo puttane perchè vendiamo il culo tutti i giorni per campare ma nessuno manda fondi ai vigili per dare calci sulle palle dei nostri datori di lavoro. (via Femminismo a Sud)