Storie di vita vissuta: luke
No, che poi la gente ha letto la storia di marcoa, e quelli che “erano lì” si sono divertiti, è scattato il momento amarcord, e qualcuno ha pensato che sarebbe bella anche una retrospettiva su luke. Purtroppo i miei ricordi su di lui diventano sbiaditi, appartenendo alla mia infanzia *-istica. O forse li ho semplicemente voluti rimuovere. (E se lo conosceste, capireste perché!) In effetti il tipo era il capoccia quando io collaborai con il laboratorio per la prima volta. Questo è un modo di dirlo: un altro è che si era autoeletto capoccia. Un altro ancora, molto più preciso, è che si era autoeletto “uno che si credeva di essere il capoccia.” Segni particolari: babbo! (Per i toscani: no, non aveva un figlio, era un babbodiminkia o semplicemente babbo, come si dice credo in tutto il resto d’Italia.) Certo è che a quei tempi era il referente del vero capo, per cui una minima -come diciamo noi giovani- bisognava starci attenti: il perché di questa circostanza, come sempre in casi di “uomini e caporali” non l’ho mai capito… per fortuna che anche come caporale era una mezzasega ed è stato successivamente estromesso.
Devo confessare che inizialmente mi aveva fatto una buona impressione: con quella giacchetta da gaggione e l’aspetto più da quarantenne che da studente universitario, ero convinto -come quasi tutti- che fosse un dottorando o un ricercatore. La verità emerse quando qualcuno sentì il suo nome all’appello di Analisi I: perché non lo sentì solo qualcuno ma anche gli amici di qualcuno e gli amici degli amici di qualcuno; ma non tutti insieme, bensì mese dopo mese, anno dopo anno. A posteriori, la fronte morfologicamente australopitecina ancorché rifinita a mo’ di educanda ciellina, nonché il particolare senso di vuoto che si avvertiva semplicemente fissandolo negli occhi, avrebbero potuto destare qualche sospetto.
Io non dimenticherò mai un evento accaduto nei miei giorni da 150orinatore. Avevo imparato che quando il problema era “non mi parte X” la risposta standard da dare agli utonti era: “hai un problema con la quota!” (La procedura successivamente richiedeva di sbuffare ed aiutare l’utonto ad eliminare un po’ di fuffa, oppure di sbuffare una seconda volta e masterizzargliela.) Un bel giorno ero impegnato a risolvere un complesso problema combinatorio involvente tetramini, quando uno di tali soggetti si permise di interrompermi per scassare o’ cazzo con il solito problema. Mi accingevo appunto a dare la risposta standard, ma in quel momento dietro di me c’era anche A. che sentì tutto e con fare da associzione segreta mi fece: “psst, psst, no è che… huh… non dire niente a Luke, perché… huh… non abbiamo detto niente a Luke, ma… niente, abbiamo cambiato filesystem, e questo non supporta la quota…”
Morale: io, che ero l’ultimo degli stronzi, sapevo che i ragazzi avevano cambiato il filesystem delle home degli utenti… da remoto, kriminali! Con ReiserFS, che all’epoca IIRC era ancora sperimentale! Ma soprattutto sapevo che tutti lo sapevano, tranne luke, “l’amministratore!” Non solo, ma ci mise anche secoli a scoprirlo… Fu K a capitolare, raccontandogli il fattaccio. Ma K ci tiene a precisare che capitolò solo quando vide luke che si accingeva a fare fsck.ext2 su Reiser. L’aspetto positivo è che da allora in poi scoprimmo la sorgente di tutti i mali del laboratorio, se non del mondo. Del tipo: “mi scappa la pipì: è colpa di Reiser. Abbiamo perso i mondiali di calcio: è colpa di Reiser. Oh, sai il nazismo? È colpa di Reiser.”
In effetti qualche anno più tardi Hans fu accusato di uxoricidio: luke profetico? Non lo sapremo mai, e dovremo accontentarci di ricordarlo per la sua incommensurabile babbitudo.







