Jun 24
15:10:00.590 ▶▶ Permalink
15:19:00.596 ▶▶ Permalink
Quando è uscito [Trainspotting] sono andata il primo giorno al primo spettacolo del pomeriggio per essere fra i primi in assoluto a vederlo. Insieme a me, una mia amica e mio fratello, un tizio rasato con le cuffie argentate che per tutto il tempo ha guardato il film sentendo la sua musica. [Circostanza che ha un che di alienante, ma in qualche modo ricorda l’abitudine che i protagonisti di Trainspotting hanno -nel libro- di guardarsi i film trashoni di Van Damme, Chuck Norris et similia, notando che “Straight, this is unwatchable. Stoned, it’s pure unmissable.”]
15:20:24.597 ▶▶ Permalink
15:23:59.599 ▶▶ Permalink
Pare che berlusconi, di fronte al ribadito divieto, per i divorziati, di fare la comunione, stia trattando col papa la possibilità di dare l’immunità, su quella norma, alle prime cinque cariche dello Stato. [Anche se in realtà alle prime cinque cariche dello Stato ci importa sega, di fare la comunione. Tranne quando si tratta di leccare un po’ il culo all’elettorato baciapile, s’intende!]
15:28:07.602 ▶▶ Permalink
A at most on the side introspective essential that blazar excretion permits for nose around concerns non-unspectacular physics. Virtue-tagtail approach conditions are presaged in conformity with some models in relation with Measure Formality […]
— Someone (I couldn’t understand who, exactly) via Junekendrazds’s Weblog
15:49:45.617 ▶▶ Permalink
Il bicchiere di Chuck Norris non è mai né mezzo pieno né mezzo vuoto. È sempre colmo di birra ghiacciata. [Mannaggia a lui, che invidia!]
15:53:26.620 ▶▶ Permalink
[…] Eqquì mi fermo perché non ci venissero ora le voglie di fare l’analisi llogica di tutti i piloni stratali per capire che cè in questo chi stà in quello! O di cementare macari Porta Porta o le minne della parietti. Dallautopsia dei muri nescirebbe un vivammaria di nomi eccognomi che poi non bastano quelli della scientifica a fare lappello ai piloni medesimi e Larussa ci deve impegnare l’esercito che c’avanza dalla guardia tafanata alla spazzatura napoletana.
15:55:33.621 ▶▶ Permalink
Duro da uccidere: Steven Seagal consegna educatamente il cattivo alle Forze dell’Ordine, per fargli scontare giusto processo. Giuro, è davvero così. Lo so che non è da lui, ma il grosso delle ossa lo spezza prima, e dopo 7 anni di coma forse era un po’ stanchino, e sicuramente voleva conservare un po’ di energie per tornare a casa a trombarsi Kelly LeBrock (lo capisco!)
16:00:13.625 ▶▶ Permalink
La mia amica Carla è una donna fortunata. Ha un compagno tanto romantico da risultare anacronistico. […] Lui è un ragazzo dolce, sensibile, innamoratissimo della zita sua. Mooolto emotivo. Quando trombano, lui sclera. […] Pensate che le chiede di voltarsi perché, dice, guardarla negli occhi lo emoziona troppo.
17:47:03.699 ▶▶ Permalink
L’iperstilosa E di End torna a campeggiare per Milano! Foto scattata (probabilmente) dalle parti di Via Tortona (probabilmente) durante il fuori salone.

L’iperstilosa E di End torna a campeggiare per Milano! Foto scattata (probabilmente) dalle parti di Via Tortona (probabilmente) durante il fuori salone.

21:01:00.834 ▶▶ Permalink
storiedime: Hugh Laurie: Il Dr. House è nudo
L’ho visto! È un vairus!!

storiedime: Hugh Laurie: Il Dr. House è nudo

L’ho visto! È un vairus!!

21:09:48.840 ▶▶ Permalink
Leggere di com’è riuscito a farsi parare il culo in un modo così grottesco e incredibile dai compagni di merende suoi, non mi fa pensare a quanto siano ottenebrati dalla sua ombra ‘sti tizi della lega e compagnia bella, ma piuttosto all’agghiacciante enormità di cosa deve aver promesso come contropartita ad ognuno di loro. Perché lui […] amici non ne ha. Solo creditori, e un giorno sarà proprio ‘sta masnada di tagliagole prezzolate a farlo pendere da un lampione - o esiliarlo all’elba!
KanemuKKhA (minimamente adattato)
23:15:09.927 ▶▶ Permalink
Nel frattempo, festeggiamenti nella Lega per il novantesimo compleanno della madre di Bossi. Momenti di composta ilarità quando, spente le candeline sulla torta, per l’emozione ha perso il controllo degli sfinteri, cagandosi addosso. Fortuna che sua madre l’ha cambiato.
23:57:00.956 ▶▶ Permalink

Storie di vita vissuta: basta un poco di zucchero

A differenza degli altri racconti di vita vissuta, questo non riguarda vicende di nerdismo computeristico, ma un semplice piccolo aneddoto da leisure time che spesso mi piace narrare: e allora -mi dico- perché non sul blog?

Bene, avete presente Mary Poppins e il famoso balletto “basta un poco di zucchero e la pillola va giù?” Ecco: non c’entra una ciunfa di minchia, ma se avrete la pazienza di leggere fino in fondo vedrete che la pillola alla fine va giù lo stesso!

Eravi dunque in Milano, cari bambini, un posto -denominato Dep. Bulk- che era centro di aggregazione giovanile, fucina di idee, sede di iniziative culturali e se non d’altro, di concerti che sfuggivano alla solite leggi di mercato, o di “serate danzanti” davvero incentrate sul culto della musica, percepita in maniera autentica e primitiva nella più positiva accezione del termine possibile: ciò che non può essere semplicemente bollato come “musica (buona) a costi contenuti” come se fosse poco, perché non è affatto poco in una città che è ancora troppo la famigerata Milano da bere degli anni ‘80. (Alla faccia dei baluba avvolti quasi come se fossero divise nelle loro camicette bianche stirate -o equivalenti abitini di botique, per quel che riguarda le donne- che affollano i locali “fighi,” così falsi, coi loro sorrisetti stereotipati, la soddisfazione di superare la selezione all’ingresso che li fa sentire superiori sulla base di niente che non sia… grana! La classica gente che ti fa discorsi tipo che la qualità la paghi, ed infatti paga, ma per ambienti, compagnie e musiche insulsi quanto lo sanno essere solo gli spot televisivi…)

La nostra storia si svolge al Bulk, una sera che c’era una di quelle serate danzanti… beh, un rave, sarebbe meglio dire… ma tanto il concetto è lo stesso: bella gente, musica e tanto sano divertimento! Che storia era? Bella storia, ovviamente: che, te lo venivo a dire se no? Tanto bella che ad una certa gli amici se n’erano andati da un pezzo, ma anche di fronte alla prospettiva di dover rientrare a piedi avevo deciso di rimanere: ebbene sì, facevo di ‘ste cose, all’epoca. E mi dice il tuttocittà che sono un paio di paii di chilometri, micacazzi! Che ci volete fare: la musica mi pigliava bene, e la serata procedeva alla grande. Anche il baretto aveva chiuso, ma avrei preso volentieri ancora qualcosa: perciò scosto le tendine per un ultimo improbabile tentativo di vedere se c’è qualcuno, possibilmente un mescitore di alcolici. Molto improbabile! Infatti non c’era qualcuno, ma qualcosa sì: nella fattispecie, una bottiglia di gin. A questo punto, ditemi voi un povero stronzo cosa può fare se non riempirsi un generoso due terzi di bicchiere di plastica da birra media?!? Esatto: si riempie un generoso due terzi di bicchiere di plastica da birra media. Solo che se poi un povero stronzo c’ha un minimo di testa sulle spalle residua e sa che deve affrontare un paio di paii di chilometri a piedi, cosa può fare?

Un povero stronzo generico, non so: ma il povero stronzo specifico che sono io, anche se si è sentito ripetere ad nauseam che “bisogna scalare verso l’alto” è convinto che per come sta (già!) messo, se si beve tutto quel gin esso finirà pure da qualche parte, e più precisamente nel circolo sanguigno, e il paio di paii di chilometri diventano sempre più probabili come percorso a nuoto piuttosto che a piedi. Perciò esce, tornando in mezzo alla massa danzante, ed avendo avvistato un tipo dotato di lattina di birra propone con inequivocabili gesti a prova di unz unz sconquassante, uno scambio: la lattina per il bicchiere di gin. Come scambio mi pare onesto: infatti lo sarebbe stato se il tipo… non avesse equivocato, versandogli -peraltro generosamente- abbastanza birra nel bicchiere da riempirlo completamente.

Ultima fase: lo zio bleiz osserva meditabondo l’agghiacciante cocktail gin & birradadiscount che pur non volontariamente ha contribuito a creare riflettendo su che sapore di merda deve avere, ma senza per questo riuscire ad astenersi dall’ingurgitarne un sorso ogni tanto… quando, quale novello deus ex machina gli si presenta davanti un tipo coi dreddoni che gliene chiede un sorso. Faccio: “se vuoi, fa pure, ma fa veramente schifo!” Risposta: “tanto mi serve solo per mandar giù ‘ste paste!” Needless to say, mi sono commosso, ed il tipo ha avuto tutto quanto il bicchiere…