Federico Aldrovandi: 17 luglio 2008 - 21 anni
Caro Federico, [è il tuo ventunesimo compleanno e] sono trascorsi quasi tre anni da quell’alba di morte. Ora con la testa fra le mani sono davanti alle tue ultime foto, scattate due mesi prima di quell’assurdo 25 settembre 2005 e una stretta fortissima al cuore mi assale perché non posso e non potrò mai più restituirti alla tua mamma, a Stefano, ai tuoi nonni. […] Dio, come eri bello e ingenuo. Una delle tantissime cose terribili di queste udienze […] è continuare a non vedere e percepire in questi quattro agenti alcun segno di pietà verso un ragazzino che si stava affacciando alla vita e avrebbe potuto essere il loro figlio. […] La versione di quei quattro è ben diversa da chi afferma di aver visto molto bene quelle operazioni di “polizia” […Nel video della scientifica] non traspare un benché minimo aspetto di pietoso spessore umano intorno al tuo corpo, nel tuo ultimo viaggio senza ritorno, anzi come sottofondo audio si sente chiaramente una risata. Non so da chi possa essere partita ed il perché, ma lì c’erano solo poliziotti. […] Cosa avrebbero fatto altri poliziotti se al posto di Federico vi fosse stato il loro figlio? Le avrebbero pretese anche loro quelle risposte da quei quattro individui o sarebbero stati invece solidali… per appartenenza ad una stessa divisa? Io forse lo immagino come sarebbe andata a finire. Sarebbero in galera. [O sottoterra, non sarebbe la prima volta…]
Giustizia vorrebbe dire rivederti in tutto il tuo splendore di giovane accanto ad altri giovani, per riprendere un discorso interrotto in un’alba vigliacca, infame e bastarda, ma purtroppo non sarà così, comunque vada. […] Tu sai, Federico, quanto tempo ho aspettato invano che uno di quei quattro fosse venuto a parlarmi di te, di quella mattina? Niente di niente. Silenzio assoluto, pesante come e più della morte. […] Pensavo che avrei protetto i miei bambini a costo della mia vita e che mai nessuno si sarebbe dovuto permettere di far loro del male, nemmeno un graffio. Purtroppo così non è stato e dopo 1013 giorni di attesa […] ho dovuto ascoltare dalla loro voce che si considerano anche bravi poliziotti… con lodi ed encomi… [Certo: nella loro mafiosa ed omertosa logica saranno stati anche più che “bravi” - perfetti, addirittura…]
Vorrei dirti di non ascoltare le parole dei tanti infami e vigliacchi, di questa disgustosa storia. Vorrei togliere dal vocabolario la parola morte. Vorrei farti riposare in pace e sereno. […]
Una morte quindi dovuta a cosa? Nessuno lo sa spiegare. Alla droga? Dicono di no. Al contatto con quegli agenti? Dicono di no. Sembra caro Federico che quella mattina il tuo cuore di 280 grammi (l’hanno anche pesato, dopo averti sezionato… Dio che immagini…) avesse deciso beffardamente di suonare la sveglia della morte. […] Certo Sig. Malaguti, i genitali [schiacciati di Federico] non erano i suoi e la capisco, ma né io né lei potremo sapere in realtà cosa mai abbia provato quel ragazzino in quegli attimi strazianti in cui forse si è reso anche conto della vita che gli stava sfuggendo senza un perché…
Buon Compleanno Federico