Jul 21
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Il secondo esemplare [di celacanto…] fu inizialmente catalogato come una specie del tutto diversa, Malania anjounae: nome derivato da Daniel François Malan, primo ministro del Sudafrica ai tempi, e dall’isola di Anjouan. Ma in seguito si scoprì che la mancanza della pinna dorsale era dovuta soltanto a un incidente avvenuto in giovane età all’esemplare. Ironicamente, Malan era un [coglionazzo: più precisamente un] creazionista, e dopo aver scoperto che il supposto antenato di tutte le forme di vita terrestri era stato battezzato col suo nome, ebbe una reazione di insofferenza e disgusto.
Latimeria o Celacanto (minimamente modificato)
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Il gatto di Pallas (Felis manul), detto anche manul o gatto delle steppe, è un piccolo rappresentante dei Felidae diffuso in Asia centrale. (via Wikipedia)

Il gatto di Pallas (Felis manul), detto anche manul o gatto delle steppe, è un piccolo rappresentante dei Felidae diffuso in Asia centrale. (via Wikipedia)

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paulthewineguy: sex everywhere #1

paulthewineguy: sex everywhere #1

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Oscar White ad Anno Zero
(due puntate: lungo ma IMHO da vedere tutto!)

Nella prima puntata, il rapper Oscar Spennati -in arte Oscar White- che abita alle case “White” di Rogoredo, Milano, la fa da padrone documentando le pietose condizioni in cui sono costretti a vivere gli inquilini: ormai tristemente famose fin dagli anni ‘80 in quanto contenenti grandi quantità di amianto che il comune non smaltisce poiché troppo oneroso. Peccato che però la gente si ammali di cancro! Mirko, amico di Oscar, ha 25 anni e già 3 tumori. Assurdo che un’area sicuramente da bonificare non possa essere oggetto di attenzione e pianificazione da parte dell’amministrazione comunale di Milano. La reazione di Oscar si innesca quando Furio Colombo, dinosauro della politica italiana, critica Berlusconi per la tinta dei capelli e si preoccupa per la sua presunta anzianità: cosa che ha lasciato perplesso lo stesso Santoro. L’onorevole Prestigiacomo sentendosi “chiamata in causa,” si collega telefonicamente impegnandosi personalmente a visitare le White per prendere qualche impegno concreto. “Onorevole Prestigiacomo, lei lavora tanto: allora prenda un aereo e vada e vedere queste case di amianto!” È la frase esplosa con rabbia e violenza da un altro ospite: Carlo, uno dei sopravvissuti della ThyssenKrupp.

Nella seconda puntata -ospiti fra gli altri Fausto Bertinotti e Stefania Prestigiacomo- un reportage sui quartieri popolari di Milano: un viaggio nel degrado. Case popolari pronte ma mai assegnate, occupazioni abusive, quartieri ghetto. Una casa decorosa in cui vivere continua a essere un miraggio per molti e le forze politiche in competizione per le elezioni di aprile hanno nei loro programmi ricette per affrontare il problema. Programmi realizzabili o un libro dei sogni? L’onorevole Prestigiacomo, che nel frattempo non si è mai recata alle White, sostiene addirittura che -essendo in campagna elettorale- ciò sia dovuto a “rispetto” nei confronti degli inquilini stessi, ed “accusa” Oscar di aver taciuto una telefonata che avrebbe ricevuto nientepopodimeno che dalla sua segretaria!! Peccato che -il rapper ci informa- la telefonata effettivamente ci fosse stata, ma iniziasse con il chiedere se qualche rappresentante di qualche forza politica si fosse fatto vivo…

I politici prendono sì un impegno: “entro il 2008.” Ma agli inquilini non va. Una data precisa ci vuole, perché è già dal 1985 che dicono così: “entro…”


[…] I politici son fieri e a casa ti scrivono “la casa t’abbiam dato” e ti chiedono in cambio del favore votare per loro ma che grande onore che ci hanno conferito sapete che vi dico! si mettano in culo il loro voto più sporco che pulito […]

Comitato
23:32:00.938 ▶▶ Permalink

CSS: I' vulisse sape' ppecché

A.k.a. lo zio bleiz e i drammi del web publishing: ma in una forma misteriosa, ma così misteriosa che qui se la passo a Cacioppo Giacobbo (scusate, ma parlando di comici è facile confondersi…) ci fa non una bensì due puntate, micacazzi!

Prodromo: mi imbatto in un post su un generatore di tag cloud per Tumblr, che decido di tumblare, con tanto di tag cloud, ovviamente. Ed infine l’ho fatto! Ma vediamo la genesi di quel post:

  1. Incollo il codice html generato in un post privato, che salvo in un file locale;
  2. modifico il codice css del file locale finché il post non viene fuori esattamente come voglio;
  3. modifico il tema (ebbene sì, per un singolo post!) esattamente nello stesso modo.

Et voilà: sonodiversicazzo!

Controllo i sorgenti della tag cloud e la parte relative del css a posteriori: sonougualicazzo!

Il file locale
Il file locale

Il post effettivo
Il post effettivo

La domanda risuona imperiosa: why, pecché?!? (cit.)

Update: problema risolto!