Sep 17
19:13:39.759 ▶▶ Permalink
È arrivata la Carfagna
    e finisce la cuccagna
    di cercare per la strada
    la battona che ti aggrada:
   
    è social e grave allarme
    e potrà qualche gendarme
    arrestar te e la battona,
    la Carfagna non perdona.
   
    Anche il solo avvicinarti
    la galera può costarti,
    poiché la prigione arriva
    pure per la trattativa.
   
    Ma se, invece, in un alloggio
    di virilità fai sfoggio,
    puoi scopar senza paura.
    Questa legge ci assicura
   
    che in un bell’appartamento
    non esiste sfruttamento,
    non c’è l’ombra di minaccia
    di lenoni e di magnaccia.
   
    Soprattutto non si vede
    e per gli uomini di fede
    non veder che la dan via
    è una vera garanzia
   
    di rigor e austerità.
    In Italia, ben si sa,
    si può sol fare i guardoni:
    tutte le televisioni
   
    mostran chiappe, culi, tette.
    Le veline e le soubrette
    il cul muovono con smania.
    Miss Italia e Miss Padania
   
    son mercati di pulzelle,
    molto spesso neanche belle,
    con le madri pronte a tutto
    purché qualche farabutto
   
    le indirizzi alla carriera
    di velina o ereditiera,
    di valletta o letterina,
    primo passo sulla china
   
    di chi poi la darà via.
    “Guarda qui la figlia mia!”
    E poi parlano di orrore
    per l’amor col contatore,
   
    di social allarme se
    la prostituzione c’è.
    “Io che son donna illibata
    e ministra assai impegnata
   
    odio la prostituzione,
    non capisco le battone
    che la danno per quattrini!”

    dice quella che in bikini,
   
    e per nulla castigato,
    col suo corpo ha commerciato
    tempo fa in fotografia.
    Questo ha un nome: ipocrisia.
   
    E che differenza c’è
    fra scopare in un coupé
    o nel chiuso di una stanza,
    come vuol la maggioranza?
   
    Fra scopare in un boschetto
    o con due puttane a letto
    nella suite dell’Hotel Flora,
    con la coca che lavora?
   
    Fra concederla per via
    o scopar con frenesia
    su un sofà alla Farnesina,
    come quella birichina
   
    che, passando per la Rai,
    diventata è ricca assai?
    Ed infin facciam due conti:
    se corrette son le fonti,
   
    i clienti sporcaccioni
    son più o men nove milioni,
    metà a casa, metà in strada,
    come media par che vada.
   
    Li processan tutti quanti?
    In prigion coi lestofanti
    vanno tutti i puttanieri?
    Ma ci sono i carcerieri,
   
    le prigioni, i magistrati,
    i caramba e gli avvocati
    per più o men cinque milioni
    di battone e sporcaccioni?
   
    Non per tutti esiste un lodo
    per il qual restano ammodo
    pur se scopan per la strada…
    Finirà che la masnada
   
    ai domiciliari andrà.
    E Carfagna che farà?
    Gli apporrà sui genitali
    gli elettronici bracciali.
Carlo Cornaglia, È finita la cuccagna! (via Paola)
19:28:00.769 ▶▶ Permalink
Tira aria da Far West da quando in Italia è stata approvata la nuova legge che amplia la legittima difesa. “La miglior difesa è l’attacco, dice una vecchia regola non scritta. In Italia, questa norma è diventata legge: per legittima difesa si può sparare a un ladro che entra in casa o in un negozio, e non si rischia il carcere neanche se si uccide l’intruso. La Lega Nord ha esultato: il Carroccio aveva fortemente voluto questa legge, cara al suo elettorato, fatto soprattutto di piccoli imprenditori.” […] Il provvedimento è aberrante: pone sullo stesso piano il valore della vita ed il valore delle cose; e non c’era da aspettarsi nulla di diverso da un governo che, per ammissione dello stesso ministro Scajola, ha concesso la licenza ad usare le armi durante il G8 di Genova. Il proliferare delle armi renderà più pericolosa la vita dei cittadini; negli Stati Uniti, presi sempre più spesso a modello sociale da imitare, con agghiacciante frequenza vengono usate pistole e fucili in situazioni che nulla hanno a che fare con le aggressioni. Mi si potrà obiettare che i fatti di Milano [conclusisi con l’omicidio di Abdul Salam Guibre,] sono di tutt’altra specie. No! Sono la diretta conseguenza di quel provvedimento, che non è altro che un incitamento a farsi giustizia da sé, ad applicare la legge del Far West dove aveva ragione il pistolero più veloce.
Pier Luigi Zanata (minimamente adattato)
19:35:45.774 ▶▶ Permalink
Alla domanda se l’Italia è razzista, risponderei: no, l’Italia non è razzista. Ma alcune delle sue leggi, sì; parte consistente di italiani, sì, è razzista; un’altra parte consistente di italiani lo è senza saperlo: ed è proprio quest’ultima che si precipita a dichiarare di non essere razzista: excusatio non petita! Fra le vittime di questo razzismo, figurano al primo gradino coloro che sono di pelle nera. E noi neri spesso ce lo meritiamo, perché a volte basta stare vicino a qualche bianco, per disprezzare i nostri simili dello stesso colore. Certe ospiti nere della Licia Colò alle falde di Kilimanjaro, certi funzionari delle nostre ambasciate africane, sono due dei tanti esempi.
Pedro Miguel, docente di Sociologia delle Relazioni Etniche presso l’Università di Bari
19:46:36.782 ▶▶ Permalink
Gli assassini di Abdul dopo averlo rincorso al grido di sporco negro e averlo ucciso a sprangate hanno dichiarato di non essere razzisti. Nei Paesi civili queste persone fanno parte del sottoproletariato urbano, e le loro idee sono una reazione all´emarginazione culturale che devono subire e soffocare nell´alcol. […] La vera anomalia italiana è questa. Se in ambienti elitari […] si respira un´aria europea, laica, antirazzista, antiomofoba, nella provincia non si toccano i livelli di razzismo delle periferie delle metropoli europee, ma si rimane a un penoso livello intermedio intriso di provincialismo bigotto. Emblematico il caso di Daniel, nigeriano, licenziato dalla Vismara. Dopo insulti razzisti, scherzi da caserma, finalmente trova il coraggio di denunciare e viene licenziato. Passino i colleghi padani parigrado, ma che dire del capo del personale e coloro i quali hanno deciso per il licenziamento? Questa è la classe dirigente italiana. Dei fighetti di provincia vestiti da «alla domenica andando alla Messa» che vogliono sfidare la globalizzazione al grido di «mogli e buoi e paesi tuoi,» con le solite batuttine su froci, negri e zingari, a cavallo di un SUV.
20:00:49.792 ▶▶ Permalink

Maurizio Milani - Su la testa!

(1992)


Un Maurizio Milani d’annata, cortesemente segnalato dal solito HariSeldon: per spezzare un po’ con l’orrore di questa realtà - lui, sempre così genialmente surreale e tentativamente cinico… Ma la realtà in questi giorni sembra sia ancora più surreale e più cinica. E soprattutto non fa ridere per niente, anzi: solo una stretta allo stomaco!

22:09:00.881 ▶▶ Permalink

L'Orrore!

No, non riesco a non pensarci: ne parlava giusto qualche giorno fa una carissima amica, disgustata dalla disparità vigente in Italia fra la repressione dei reati contro la persona e contro la proprietà rispettivamente. A favore di quest’ultima. Ho cercato e postato qualche citazione più o meno direttamente connessa all’orrore, allo scempio che si è compiuto. Ho provato a ridere, pensando a tutt’altro! Ma non riesco a non pensarci: lui è lì, lui che non c’è più - Abdoul Guibre, 19 anni; un ragazzo che neanche conoscevo. Assassinato da due stronzi in nome della proprietà privata, in una forma talmente superficiale che essa stessa rivela la sua vera natura: non necessità o bene, ma puro strumento di sopraffazione - in questo caso: autorizzazione ad agire. E allora vorrei scrivere qualcosa anch’io: qualcosa di intelligente e che dia un senso all’orrore. Tuttavia constato che debbo arrendermi, impotente: di fronte a quella che ormai sappiamo essere la banalità del Male. Cosa puoi scrivere di fronte all’idiozia di un quotidiano come il Giornale che non solo si arrabatta in ogni modo possibile per “dimostrare” che non di razzismo si è trattato ed anzi “denunciando” la presunta strumentalizzazione politica ma addirittura lo fa con l’ipocrisia di chi sostiene che così facendo si perde di vista il punto principale? Punto principale che sarebbe che l’omicidio è avvenuto per il futile motivo di un furto di una scatola di biscotti. Quando era da mesi e non certo solo adesso che si paventava il rischio di derive razziste a seguito delle incessanti campagne di terrorismo psicologico di questo governo! Cosa puoi scrivere di fronte a tanti sforzi, visto che se anche avessero ragione, peggio ancora di chi “strumentalizza” li spenderebbero loro stessi per occuparsi non dell’unica cosa veramente importante e cioè l’atroce morte di un giovane, e neanche del connesso rischio di razzismo, che è un problema concreto e presente, bensì di quella minuscola stronzata che possono essere le eventuali implicazioni politiche? Cosa vuoi dire a degli imbecilli che ti parlano del pacco di biscotti (sempre che sia vero!) e fingono di non sapere o capire che questa surreale difesa della proprietà ridotta più a simbolo che a bene concreto è tutt’uno con le paure deliberatamente e sistematicamente inculcate nel cittadino, dai rom agli immigrati in generale, che in un modo o nell’altro metterebbero a rischio il nostro benessere? (Alla base di tutto, in ogni caso, i miti della società borghese con le loro grandi menzogne: “il lavoro che nobilita l’uomo” e tutto il resto!) Ma soprattutto, cosa, cosa puoi scrivere, dire o anche solo pensare di mesi se non anni di mediatici lavaggi del cervello sul tema sicurezza da parte di un governo e di una parte politica tutta che ci ha mandato l’esercito per le strade, asserendo che la gente lo apprezza e non ha saputo fare niente perché fosse garantita la sicurezza di Abdoul Guibre, 19 anni, assassinato da due stronzi che si sono sentiti legittimati ad ammazzarlo proprio in virtù di quei lavaggi del cervello? Autorizzati a compiere la loro spedizione punitiva contro quello che chi ci governa vuole abituarci a pensare come ad un cittadino di serie B, come ricompensa per tutta la merda che “noi” stessi dovremo ingoiare. Bella ricompensa: no grazie, ne faccio volentieri a meno! Ecco: allora cosa vuoi scrivere? Niente. Proprio niente…