Feb 25
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La lettera di Glashow

Ho recentemente letto un bel post significativamente intitolato (in inglese) “Glashow umilia la Carlucci sulle accuse a Maiani.” Al che mi viene da pensare che un titolo più corretto sarebbe “Glashow umilierebbe la Carlucci sulle accuse a Maiani, se costei fosse dotata di un cervello almeno al livello di quello di un babbuino, e di una dose ancorché microscopica di dignità.” Tant’è… il post ripercorre la vicenda Maiani-Carlucci-Glashow, che solo a giustapporre i nomi di due immensi fisici a quello di una… una… che cosa cazzo è la Carlucci? (Ché persino showgirl mi pare troppo, e “onorevole” del tutto fuori luogo!) Beh, solo a giustapporne i nomi son colto da un principio di orchite deflagrante…

Per riassumere al massimo la vicenda -chi vuole maggiori dettagli può leggersi il post originale- la Carlucci, sulla base di “informazioni” trovate su certi giornalacci, muove delle accuse a Maiani sostenendone la “manifesta incompetenza” e tirando in ballo nientepopodimeno che il premio Nobel Sheldon Glashow, il quale si sente in dovere di replicare con una indignata lettera a Romano Prodi nella quale esprime il proprio disgusto per tali accuse. L’ulteriore risposta della Carlucci è un involontariamente comico capolavoro di idiozia, basandosi su un’argomentazione che si può così riassumere: se sono tanto bravi [Maiani e i suoi “amici”] perché non hanno ancora vinto un premio Nobel? Al che Glashow, un gigante della scienza e del pensiero, deve ancora perdere il suo tempo per far notare ad una nullità come la Carlucci che ci sono moltissimi teorici -italiani e non- “da Nobel” che non ne hanno ricevuto uno, poiché vi sono molti più candidati che premi…

Riporto qui, traducendola in italiano, la lettera di Glashow:

14 Febbraio 2008
Sig. Romano Prodi
Primo Ministro

Gentile signore:
Mi sono stati mostrati i contenuti di una lettera calunniosa che le è stata inviata dalla Sig.ra On. Gabriella Carlucci, datata il 7 Febbraio 2008. Tale lettera è stata pubblicata su Puglia-Live ed è ampiamente circolata. Essa afferma falsamente che io ho messo in discussione la competenza scientifica del Prof. Luciano Maiani, recentemente eletto Presidente del CNR, e che mi ero opposto al suo mandato presso il CERN. Queste accuse completamente false ed invidiose sono parte di un più generale tentativo di sminuire la statura scientifica del Prof. Maiani. La lettera denigra i suoi risultati scientifici nel corso degli anni insieme a quelli dei suoi colleghi, i Proff. Cabibbo, Parisi e Petronzio, ed afferma che il loro lavoro ha causato gravi danni all’immagine della Fisica italiana nel mondo. Non è così! Gli appunti che la Sig.ra Carlucci mi attribuisce sono del tutto falsi e tendenziosi. Il Prof. Maiani rivestì un ruolo cruciale nella nostra collaborazione decenni fa, per cui ricevette giustamente riconoscimento internazionale con il conferimento di onoreficenze di altro prestigio quali la Medaglia Dirac e il Premio Sakurai. Le  numerose pubblicazioni di ricerca di Maiani sono state citate ben oltre le 8000 volte (senza contare le 3600 citazioni al nostro lavoro congiunto). Non ho mai scritto, suggerito o pensato alcunché di remotamente sminuente sulle abilità e i risultati di questo stellare scienziato italiano. Le argomentazioni di carattere più generale nella lettera della Sig.ra Carlucci sono egualmente false, calunniose e tendenziose. Io, e i miei colleghi in tutto il mondo, abbiamo la più alta considerazione per i molti contributi di grande rilievo che i teorici italiani hanno apportato alla fisica delle particelle, fra i quali i Proff. Cabibbo, Petronzio e Parisi (tanto quanto Maiani) sono luminari di primo piano e potrebbero effettivamente essere considerati “eredi di Fermi.” Nessun evento associato alle loro notevoli carriere ha mai minimamente danneggiato l’immagine della Fisica italiana. Agli occhi di un accademico straniero, se c’è qualcosa che può danneggiare l’immagine delle istituzioni scientifiche del vostro paese, è l’ingannevole volgarità di questo calunnioso tentativo di denigrare alcuni dei più grandi scienziati della vostra nazione.