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A Bolzaneto sin dall’arrivo le persone venivano sottoposte a una sorta di contrappasso violento e umiliante, una specie di vendetta, in cui le forze dell’ordine si autoqualificavano di fatto come avversari dei manifestanti. […] La conclusione amara a cui uno deve giungere è che è meglio torturare come sottoposto centinaia di persone, che non spaccare due vetrine o lanciare quattro sassi: nel primo caso prendi 10 mesi e sei libero, nel secondo prendi 10 anni di galera. […] Il problema è che quanto è avvenuto a Bolzaneto non è per nulla eccezionale, ma è la prova vivente di quanto avviene tutti i giorni in moltissimi luoghi del paese, nelle caserme, nei centri di permanenza temporanea, nei carceri e alle volte anche nelle strade. Bolzaneto è la rappresentazione dell’anima nera di una buona parte delle forze dell’ordine, della sensazione di chi veste una divisa di essere al di sopra della legge e di poter esercitare arbitrariamente il proprio potere su tutto e su tutti, in particolare su coloro che sono detenuti o comunque “ristretti” nella loro libertà.
— nero (minimamente adattato; enfasi e link aggiunti da me.)
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