Nobel in vista
Ha destato grande scalpore negli ambienti scientifici l’autocandidatura dell’On. Gabriella Carlucci al Nobel, per i propri contributi agli studi sull’osservazione ad occhi nudi del bosone vettore intermedio. Non sono mancate critiche e polemiche ma la “showgirl”, con la sua consueta lucidità ha ribadito:
“l’ho visto coi miei occhi, era un facchino bolognese i cui modi non lasciavano alcun dubbio sulla sua omosessualità, e di statura era circa un metro e settanta. C’era anche un bosone vettore nano, ma non è il genere di nano che mi interessa… Comunque tutto questo lo giuro sulla testa del toro meccanico e chi non ci crede è un incompetente che scambia una cosa per un’altra cosa che pesa tre volte tanto; io lo so perché sono laureata in lingue, ed inoltre ho seguito tutte le interviste in tv di coso là… quello coi capelli tutti bianchi!”
A nulla è valso farle notare che i Nobel non si possono autoattribuire; la valorosa parlamentare non intende arrendersi di fronte ai meschini espedienti di chi si appella a tali fatti puramente circostanziali per intralciare la verità:
“anzi -ha aggiunto- mi sono documentata ed ho scoperto che due ballerine di nome Rubbia e van der Meer hanno preso il Nobel per la mia stessa osservazione, solo che sostengono sia stato necessario utilizzare macchinari grossi come un quartiere di Milano 2, e il raffreddamento di ‘sto cazzo, che non per dire ma a me non mi garba per nulla e ad ogni modo noi del popolo della libertà non usiamo simili espressioni volgari. Questa è certamente una volgare truffa scientifica ed uno spreco di denaro pubblico che getta discredito sulla ricerca italiana nel mondo.”
La Carlucci ha preparato un articolo che è stato respinto da quella cricca di comunisti pezzenti del Physical Review Letters e sarà quindi pubblicato su Libero, non appena verrà tradotto in italiano. Esso sarà tradotto in italiano non appena si capirà in che cazzo di lingua è scritto. Il direttore Feltri si è detto orgoglioso della coraggiosa mossa del proprio quotidiano, ed intende corredare l’articolo con disegnini illustrativi da colorare coi pennarelli, per portare il livello del discorso alla portata dei propri lettori, ché la Carlucci -si sa- è un po’ troppo intellettualoide per loro. Sono in corso trattative con Calderoli per la realizzazione dei disegni stessi, in modo da essere sicuri che siano proprio a prova d’idiota!