May 20
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[…] da una parte la tentazione sarebbe quella di ridere [delle “poesie” di Sandro Bondi], dall’altra quella di disperarsi. Forse quella più giusta è di tipo, diciamo così, sociologico spicciolo… Bondi non è altro che uno dei tanti che scrivono versi che non sono poesia, e uno dei tanti che non sa cosa sia la poesia e, credo, anche la cultura in senso più ampio, o che forse ha una sua idea di cultura che non funziona… solo che lui ora è ministro dei beni culturali! E questo non è certo un segnale rassicurante (ma siamo passati, a ben vedere, dalla padella alla brace, perchè prima c’era l’altro cicciobello Rutelli, altro personaggio fatto di vuoto spinto, e neanche tanto spinto…) Qui a Vicenza, nel piccolo, la situazione è del tutto simile: un sacco di soldi per fare il nuovo teatro comunale e la prima stagione aveva tra i protagonisti lo spettacolo di “Amici” della De Filippi, i Fichi d’India, e altre genialate del genere, senza contare lo splendido e surreale-grottesco discorso del sindaco di Vicenza con tanto di dedica sdolcinata alla mamma pubblicato sull’ormai famigerato Giornale di Vicenza.
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