May 26
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Così mi ricordo io di come andava culturalmente la parte sana della base sociale prima dell’odierna decadenza. Era un tempo in cui la parola “cultura” aveva autorevolezza. Un ministro dei beni culturali privo di gusto e di consapevolezza dei propri limiti artistici sarebbe stata una follia al solo pensiero, una vergogna e una cosa strutturalmente impossibile, come in un sillogismo aristotelico: il ministro dei beni culturali deve come minimo essere colto; uno che scrive “poesie” brutte e le diffonde non è colto, o come minimo non è serio e fa sorgere dubbi sulla sua capacità di discernere il valore artistico delle cose, perché come minimo anche se avesse il piacere di scrivere versi meno che scarsi se li terrebbe nel cassetto; pertanto costui non finisce a fare il ministro della cultura.
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