Storie di vita vissuta: marcoa
Chi è marcoa? Semplice: uno stronzo! Ovviamente questo è un mio giudizio soggettivo, ma è anche condiviso da tutti quelli che conosco. È altrettanto ovvio che le relazioni sociali sono cellulari e persino il soggetto in questione avrà una cerchia di amici in cui è tenuto in gran conto. Certo che, conoscendolo, è davvero difficile crederlo…
Premessa
Marcoa, con quel suo sorrisetto murino, ha un modo di porsi tipico di ogni stronzo: prima di tutto è un saputello. Secondo, lui sta una spanna sopra tutti gli altri. Abbiamo avuto la sfortuna di avere a che fare con lui in un laboratorio universitario sul cui cluster di macchine il soggetto ha un account. Lo stronzetto all’epoca doveva avere qualche minima esperienza di Linux sufficiente a farlo sentire più o meno all’altezza di RMS. Un giorno scopre che non riesce ad usare il comando locate. Come ogni stronzo che si rispetti, marcoa non chiede con cortesia come mai si verifichi tale circostanza, ma scrive allo staff:
gentilmente qualcuno (detentore della password di root) riesce a trovare un poco di tempo per digitare “updatedb”, poiche’ non funziona locate.
magari un giorno al corso ci potete spiegare perche’ queste operazioni non sono automatizzate.
Simpatico come un dito insabbiato nel culo, neh? Poiché nello staff c’erano alcune persone dotate di parecchio autocontrollo, una di loro ha resistito in qualche modo alla tentazione di mandarlo a fanculo ed ha risposto gentilmente:
man find
locate crea piu’ problemi che altro e se non mi ricordo male e’ disabilitato volontariamente (almeno lo era ai tempi).
Qualcuno di meno accomodante, invece, ha risposto:
non penso che ti spieghero’ mai perche’, e se fossi solo io a decidere del tuo account te lo avrei gia’ tolto (e ho la pwd di root).
> grazie
> ciao
e un grazie che scrivi forse in automatico a fine mail non basta…
Potete immaginare l’ulteriore risposta del marcoa? Come ogni stronzo che rispetti, si sente al centro di una cospirazione ai propri danni; ovviamente non tiene minimamente da conto il proprio tono arrogante, ed usa termini altisonanti per dire minchiate assolutamente tipiche e stereotipate riguardo allo “spirito costruttivo” e cazzate del genere:
Tal atteggiamento oscurantista e’ specchio di uno spirito non costruttivo che purtroppo troppo spesso deturpa l’etere di ***. Sarebbe interessante interpretarne la genesi. […] mi congratulo per l’unzione di root (cosa alquanto ben nota, ma comunque hai fatto benissimo a ribadirlo); per fortuna che una briciola di saviezza alberga almeno nelle menti degli altri amministratori.
Questo è solo un esempio tipico, ma poiché marcoa è uno stronzo duro e puro, eventi simili si sono ripetuti più volte.
Il Fattaccio
Fin qui, tutto bene: cioè male. Ma almeno non aveva ancora rotto i coglioni a me. Come si può facilmente intuire, ciò invece è successo, ma da buono stronzo, non l’ha fatto direttamente bensì subdolamente in stile “maestra, guarda cosa fa il blazar!” Ciò che forse il coglionazzo non sapeva è che gli admin erano amici miei ed io stesso avevo collaborato con loro, per cui non ci è voluto molto perché venissi a sapere della sua “delazione.”
Andiamo per ordine: a fine agosto uno degli amministratori si accorge che lo stronzo del marcoa sta usando il server per farci girare alcune sue simulazioni, impiegandone massicciamente le risorse (oggi ciò non è più tecnicamente possibile) e gli manda una mail facendogli notare che sarebbe meglio non usare quella macchina per quello scopo. Piuttosto prevedibilmente, marcoa, essendo uno stronzo con la coda di paglia, non risponde. Accade però che più di un mese dopo, io stesso mi trovi nella necessità di utilizzare alcune macchine del cluster per un compito computazionalmente intensivo della massima serietà ed importanza: la realizzazione di un japh! “Stranamente,” a questo punto il marcoa risponde alla mail:
non ero al corrente del fatto che xenon2 fosse il server, mi sembrava solo terreno vergine e fertile ove far correre i miei processi. cambiero’ lidi.
che ne dici invece di proporre qualche regola per limitare il running selvaggio di alcuni utenti (tipo blazar che al momento occupa quasi tutte le macchine buone […] con processi che durano spesso settimane). non dico che se tutti fossero sciagurati (anche se noto con gradevole sorpresa che ha scoperto nice da qualche giorno) come lui sarebbe catastrofico, ma ne basterebbero un paio. che ne dite di limitare il numero di macchine occupabili per “lungo tempo” cosi’ che non si debba vagare a cercarne una con processore libero. magari almeno mettere un’ opzione a whoall che informi se la macchina e’ libera da processi pesanti. sicuro di interpretare le esigenze dell’utenza ti saluto. grazie dell’ attenzione.
marcoa
L’enfasi nel testo è stata aggiunta da me, per commentare:
- non è affatto vero che usavo le “macchine buone:” il programma era lanciato dal mio .bash_profile con un meccanismo di locking affinché non ne girasse mai più di una istanza per macchina; quindi tendenzialmente le usavo tutte, o più precisamente tutte quelle che capitava;
- non è affatto vero che i miei processi duravano settimane: piuttosto, giravano indefinitamente; però nel momento in cui marcoa ha iniziato a frignare, stavano andando solo da un paio di giorni;
- i processi erano stati lanciati a nice 18 fin dall’inizio.
Faccio notare inoltre che il mio programma, in realtà, consumava pochissime risorse: motivo per cui gli admin mi avevano concesso di farlo girare senza problemi.
La Reazione
Vediamo qualche commento sparso dei miei amici:
Ad ogni modo, j bond marcoa ha una faccia di merda a ritirare fuori una mail di agosto (alla quale non aveva mai risposto), giusto per prendersela con il blazar!
Oppure:
Ma ancora rompe quest’uomo?
Ed anche:
Non potrebbe capitare un errore sul cluster che gli cancella a caso dei file nella sua home?
Ed io? Beh, ovviamente gli mando una mail in cui gli faccio notare che è un po’ una merdina a chiamarmi in causa presso terzi invece di dirmi le cose in faccia, ed inoltre gli spiego i punti di cui sopra. Da quel grande stronzo che è, il marcoa non avendo argomenti con cui replicare, passa agli insulti personali:
va beh…
se fossi cosi’ gentile da lasciare un paio di cpu di lcm2 per eventuali processi di altri utenti, te ne sarei estremamente grato.
ciao
marcoa
ps = fatti curare
A questo punto cosa può fare un povero cristo? La merdaccia non è stata accomodante, non lo sarò neanche io. Non gli piacciono i processi che girano sulle macchine che lui ritiene suo diritto divino di utilizzare? Forse una cura d’urto potrebbe servire… Allora ho scritto un programmino (su perlmonk non hanno compreso l’umorismo e l’etica superiore dell’azione) molto semplice. Esso ha due modalità: nella prima siede nell’ombra attendendo una condizione, pronto a tendere un agguato. La condizione è che su una macchina sia loggato marcoa e solo lui. Nella seconda modalità, scatta l’agguato: il programma genera 127 copie di sé stesso, che iniziano a far calcoli a caso, rendendo la macchina virtualmente inutilizzabile. Ovviamente controlla che la condizione continui a sussistere, ed in caso contrario, per esempio se si logga una persona “buona,” riporta rapidamente il sistema alla normalità. Inoltre è previsto un meccanismo di emergenza per far cessare tutto più o meno all’istante qualora ci fosse qualche problema.
Ciliegina sulla torta, il nome del programma e dei corrispondenti processi era… marcoa!
Faccio notare che non ho sfruttato la mia amicizia con gli admin per sferrare la mia vendetta, né alcun potere speciale: semplicemente quelli di utente. Ovviamente, però, ho avvertito gli admin stessi, i quali “stranamente” mi hanno lasciato fare. Abbiamo verificato sperimentalmente che il programma non creasse danno a nessuno degli utenti normali, ed abbiamo atteso i primi risultati…
Conseguenze
In realtà le mie aspettative iniziali erano che il marcoa si imbattesse nel mio programma persecutorio e che comprendendone chiaramente il senso, facesse il piangina. Io mi sarei preso l’immensa soddisfazione di prenderlo un po’ per il culo, e poi avrei rimosso il programma. Niente di tutto questo è successo: il coglionazzo non si è mai lamentato e si è tenuto la persecuzione per un mucchio di tempo; probabilmente più di un anno. In tutto questo tempo, è stato uno spasso fare l’esegesi dei log, e vedere come quell’uomo provasse a connettersi agli orari più improponibili, ed a maggior ragione trovando la macchina libera, non riuscisse a far niente. Manco leggere la posta, ed ultimamente usare la shell! Provava a saltare da una macchina all’altra, solo per trovarla ugualmente in panne. Oppure uccideva la connessione e ci riprovava: no fucking way, Mr. marcoa!
Poi, un giorno, molti mesi dopo, A. e R. tornano in laboratorio trattenendo a fatica le risate. Avevano incontrato il marcoa al bar di Fisica e questi si era rivolto ad A. come se fossero amiconi da sempre: singolare come gli stronzi spesso non si rendano affatto conto di stare sui coglioni pressoché a tutti! Gli aveva detto: “senti, A. lo sai che a volte sulle macchine ci sono dei processi del blazar che si chiamano come me, ma tanti eh, tipo cento. Tu sai perché?” A. aveva glissato, facendo finta di cadere dalle nuvole… Il coglionazzo, inter alia, doveva essersi contato le righe a mano: evidentemente un wc -l era troppo per lui…
Alla fine, ho rimosso il marcoa: il programma, non lo stronzo in carne ed ossa - purtroppo… C’era stata qualche miglioria sul cluster, e qualche cambiamento di policy; inoltre un bel gioco dura poco e quello si era già protratto fin troppo. Ma sono sicuro che un mucchio di gente che ha bazzicato il laboratorio in quel periodo ancora ricorda con affetto e nostalgia i log più spisciosi, che diffondevo per posta, e le risate che ci facevamo alle spalle del nostro zimbello preferito!