Jun 10
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Quando ho visto per la prima volta gli imputati dell’omicidio di mio figlio [Federico Aldrovandi] ho provato rabbia, cieco dolore, disgusto soffocante, ma anche sorpresa. La stessa sorpresa che ho trovato nelle parole di Hanna Arendt alla vista di Eichmann, criminale nazista. […] Ciò che la Arendt scorgeva in Eichmann non era neppure stupidità ma qualcosa di completamente negativo: l’incapacità di pensare. […] In quell’alba maledetta pensavano, i quattro che hanno tolto la vita a mio figlio, alle conseguenze del loro “pestare di brutto per mezz’ora” e alla conseguenza della loro ferrea volontà di annichilire un ragazzo soffocandolo a terra? […] E che dire di alcune altre persone che abbiamo sentito al processo? Per esempio qualcuno […] che dice: “l’importante è che non ci vadono di mezzo i colleghi.” Il 12 giugno 2008 gli imputati Pontani, Forlani, Segatto, Pollastri dovranno parlare davanti al giudice.
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