Jun 21
21:13:00.842 ▶▶ Permalink
Quando bisognava disegnare una nuova collana arrivava da Milano Bruno Munari. Sembrava il fratello di Cerati: piccolo, minuto, chiome candide, occhialini che mandavano miti barbagli; la voce un poco stridula e raschiante, da gnomo. Muoveva le mani con leggerezza, come se fossero fatte della materia delle nuvole. Ogni tanto pubblicava libretti semiclandestini, minimalisti, in cui riusciva a “far vedere l’aria”, come lui appunto desiderava. Richiesto di una nota autobiografica, aveva scritto: “All’improvviso, senza essere stato avvisato da alcuno, mi ritrovai completamente nudo, in piena città di Milano, la mattina del 24 ottobre 1907. Mio padre aveva contatti con le più note personalità della città, essendo cameriere al Gambrinus. Mia madre si dava delle arie ricamando ventagli.”
— Da I migliori anni della nostra vita, di Ernesto Ferrero via pensierispettinati (Grazie di cuore, adoro Munari; peccato che la nostra città abbia fatto ben poco per questo suo figlio eccezionale…)
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