Jul 16
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Audioslave - Like a Stone


Molti bloggers, in questi ultimi giorni, si sfidano a colpi di canzoni tristi. Mi piace. Anche un pagliaccio come me ogni tanto ama commuoversi. (via Il Morso della Vipera)

Sarà, io non ne sapevo nulla. Inoltre:

  1. non sono uno strafottuto cazzo di blogger;
  2. m’importa sega delle sfide;
  3. per il resto quoto tutta la vita!

Quindi ecco la mia proposta, che poi non per dire ma la cosa sorprendente è che non l’ho postata prima, visto che si tratta di uno dei miei pezzi preferiti: non so se è sufficientemente triste; a quanto pare il significato stesso del testo è controverso, ma melanconico ed in qualche modo funereo, pessimista lo è di sicuro… Soprattutto, per me è così coinvolgente: due anni fa, poco dopo la diagnosi, un caro amico mi regalò un ipod shuffle. Per provarlo, ci misi su una “playlist di massima” - “tanto domani o dopo la studio e la raffìno per benino…” Needless to say, è ancora quella. Tale e quale! (Ad onor del vero, più di recente mi è stato regalato anche un ipod nano, che… stesso destino!) Quell’oggettino però mi ha poi accompagnato nei tanti viaggi verso Candiolo. Needless to say, l’ascolto era caratterizzato da innumerevoli salti di brani che mi chiedevo che cazzo ce li avevo messi a fare, finché non mi imbattevo in Like a Stone, ed era l’unica che mi riascoltavo due, tre o anche più volte di seguito, rapito dalle liriche struggenti e dall’assolo di chitarra di Tom Morello, che -per non essere io affatto un rockettaro- non mancava mai di strapparmi un potente brivido lungo la schiena. E pensavo, e pensavo…

In your house I long to be
room by room patiently
I’ll wait for you there like a stone
I’ll wait for you there alone
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