Jul 28
16:23:55.641 ▶▶ Permalink

Mo'

Chiese lo zio bleiz…

Siccome che so che qui [ma non dico mica “qui” dove eh!] ci sono fior fior di personcine che se la cavano bene con la lingua, volevo chiederci a lor signori di risolvermi un dubbio, volevo: no, perché lo so che è dialettale, ma comunque se io voglio scrivere “mo’” nel senso di “ora” come che mi piace fare, va bene così con l’elisione come che ho sempre fatto, cioè è un’elisione? E se sì, di cosa, già che ci siamo? Oppure con l’accento? Dai, qual è quella corretta?

Rispose catastrofe

A rigore: mo’, con l’apostrofo, sta per “modo” e viene usato nell’espressione “a mo’ di” mentre nel senso di “ora” va con l’accento anche se, in diversi dizionari, viene segnalata pure la forma con l’apostrofo anche per quest’ultimo.

Rispose aitan

Il Dizionario Treccani attesta la voce mo e quella (che anch’io preferisco) con l’apostrofo che deriva comunque da ‘modo’ come il mo’ di a mo’ di. L’avverbio è oggi usato in tutto il sud Italia e anticamente doveva essere molto più diffuso. Dante nella Commedia ne fa un largo uso, normalmente senza né apostrofo né accento:

menava io li occhi per li gradi,
mo sù, mo giù e mo recirculando.
(Paradiso, XXXI)

colui che mo si consola con nanna
(Purgatorio, XXII)

Se tu pur mo in questo mondo cieco
caduto se’ di quella dolce terra
latina ond’io mia colpa tutta reco,
dimmi se Romagnuoli han pace o guerra
(Inferno, XXVII).

Rispose precisa come al solito zia mitì

Io uso mo’, sostantivo maschile invariato, forma apocopata di “modo” nelle locuzioni “a mo’ di”: a mo’ di esempio. Mo (senza accento e con l’accento fa lo stesso) è un avverbio temporale e si usa nel senso di “ora”: mo che sei arrivato, possiamo cominciare.

Rispose quel gran simpaticone di puscic

mò basta, che per un avverbio tutte ‘ste parole son fin troppe!

previous    next