Jul 31
12:28:26.478 ▶▶ Permalink
Smentire tutto, anche l’evidenza. A tre anni dalla tragedia, parlano per la prima volta i poliziotti imputati per la morte del giovane Federico Aldrovandi. Giurano di averlo colpito solo alle gambe e che lui «stava benissimo.» La loro versione è contraddetta dai testimoni e dai loro stessi dialoghi. Non hanno idea di come si sia procurato le ferite alla testa e allo scroto, dichiarano in aula […] Eppure due dei loro sfollagente quella mattina si spezzano all’altezza del manico. E la chiamata alla centrale del capo pattuglia Enzo Pontani è inequivocabile: «L’abbiamo bastonato di brutto. Adesso è svenuto, non so… È mezzo morto.» «Una frase detta così, una maniera di dire che non significa niente - si giustifica l’interessato, […] anche l’Italia contro l’Olanda è stata bastonata di brutto.» [Stronzo! …] Pontani aggiunge un particolare mai emerso prima: durante la colluttazione, Aldrovandi avrebbe addirittura tentato di sfilargli la pistola. Un dettaglio che non compare neppure nella relazione di servizio. «Non gli ha mai nemmeno sfiorato l’idea di dire “mi dispiace” [-ricorda Patrizia Moretti, la madre di Federico-] La cosa che mi ha addolorata di più, in questa versione paradossale, è stato quando hanno detto che gli tenevano la mano sulla schiena per fargli sentire la loro presenza. Purtroppo l’ha sentita eccome.» «[…] Aldro è stato ucciso due volte» fa notare Andrea Boldrini, uno degli amici che passò con lui l’ultima serata. «Perché da quando è morto continuano a infangarlo. A ogni udienza sembra lui l’imputato, non i quattro agenti. Fin da quando siamo stati convocati dalla polizia, volevano che dicessimo che era un tossico.» […] In autunno, con la sentenza, sapremo se in questo Paese è normale non sopravvivere a un controllo di polizia.
previous    next