L'estate dei divieti!
Non filmare i figli in piscina! A Trento ti prendono per un pedofilo. Non darti appuntamento con gli amici in un giardino pubblico la sera! A Novara ti considerano un malintenzionato. Non berti una birra all’aperto! A Brescia passi per un ubriacone. Non fumare nei parchi-giochi! A Verona dicono che non sta bene. Non fare il bagno a Sorrento e non raccogliere cozze a Napoli! In Campania il mare di oggi è infido come le strade di ieri. Non avvicinarti alla caletta più bella dell’Asinara! Solo le vacche possono passeggiarci e lasciare enormi souvenir. Non denudarti nelle spiagge dei nudisti! A Ravenna, sul Garda e sull’Adda, come a Palazzo Chigi, ritengono che un capezzolo possa provocare turbamenti. È l’estate del divieto a go-go. Tutto ciò che si vorrebbe fare costa caro, e il resto è vietato.
— Beppe Severgnini
Il “Parco dei divieti” di Camposampiero. Diciotto le cose da non fare. Diciotto divieti, nove obblighi e quattro avvertimenti di pericolo. E ironia della sorte, il parco pubblico di via Bellini si chiama «Parco della Libertà». Tra i divieti, riassunti dal cartellone all’ingresso dei giardini, oltre a quelli classici come calpestare le aiuole o gettare i mozziconi di sigaretta sull’erba, ci sono anche quello di usare un linguaggio volgare ed offensivo, di giocare con modelli radiocomandati o di ripararsi sotto le piante in caso di maltempo (via il mattino di Padova)
