Sep 04
20:34:28.815 ▶▶ Permalink
No, no! “Conservatore” [un tratto fondamentale del mio tipo psicologico] è giustissimo: nel senso che prima di cambiare una cosa importante che funziona bene voglio analizzare nelle minuzie infinitesime tutte le parti dell’alternativa. A me il nuovo va benissimo se è migliore del vecchio, ma essere nuovo non è condizione sufficiente per essere migliore. Ad esempio, da qualche anno alcuni progressisti si stanno adoperando per sostituire il pensiero scientifico con quello religioso. Io da buon conservatore guardo con sospetto questa innovazione incipiente, ho qualche perplessità quando sento dire che il relativismo è la morte del pensiero umanistico, ma non sono un reazionario integralista. Se il Pastore Tedesco riesce a dimostrarmi, in condizioni controllate in laboratorio, che con la fede cieca ed assoluta si possono sovvertire care vetuste regole come la legge di gravità o l’irreversibilità dello stato di morte, allora smetterò di essere il cocciuto conservatore che sono e inizierò ad essere un fricchettone progressista come lui! Più seriamente credo sia semplicemente un problema di termini: conservatore sì, ma di che cosa? Se mi chiedessero se voglio conservare la cultura del pregiudizio verso i “diversi” dai “normali” direi di no e non sarei un conservatore. La nostra Costituzione rifiuta la guerra e la pena di morte. Se mi chiedessero di cambiarla nel senso opposto direi di no: la Costituzione resta così com’è che va benissismo; nel qual caso sarei un agguerrito conservatore.
Hari-ri-wit-Seldon via mail (minimamentadattato con permesso!)
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