C NB B BCPL CPL
Dedicato con affetto & stima a nikink, che so che apprezzerà!
Forse saprete che alcuni (nerd) sanno che il C, inteso come linguaggio di programmazione, si chiama così perché “viene dopo il B.” La genealogia più precisa e pignolina, come stabilita dall’HOPL (che ho appena scoperto - e vi assicuro che se non è una pignoleria quella dell’NB qui sotto, non so cosa al mondo possa esserlo!) sarebbe:
Lasciando perdere gli ALGOL, il punto è che andando a ritroso fino ad un certo punto si trovano ancora un bel po’ di informazioni. Per esempio di BCPL (1967) non solo è disponibile il manuale di riferimento, ma anche una distribuzione completa, ed inoltre è interessante sapere che:
- è stato il primo della famigghia ad usare le parentesi graffe per delimitare i blocchi;
-
generava bytecode per una macchina virtuale! Ed io non per dire, ma mi credevo che questa fosse un’invenzione molto più recente. Invece parliamo di 1967, micacazzi!! (Bambini, attenzione: questo è ciò che capita a sorbirsi troppo marketing di Java…)
Ma il CPL…del CPL non riesco a trovare molto: e non è che chieda molto. Volevo solo vedere du’ cazzo di righe di codice! Giusto per vedere che faccia hanno… Sulla pagina dell’HOPL dice:
Partially implemented on the Titan (Atlas 2) computer at Cambridge. According to Higman (1977, 2nd Edition) the language did not “survive the demise of the machine.”
Per cui le speranze non sembrano essere molte. Però vi dovrebbero essere un po’ di articoli in qualche rivista specializzata, (beninteso, non sono uno storico dei linguaggi e non inizierò un pellegrinaggio per biblioteche, anche perché con tutta la buona volontà del mondo adesso non potrei!) fra cui uno disponibile online: peccato che richieda una sottoscrizione, ed io da casa non ce l’ho proprio. Vabbe’, chiederò più tardi agli amici cernioti o affini…