Sep 18
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Dante 01, Sonno!

Ho giò scritto di questo film: Dante 01, inferno o trascendenza? E come precisavo, mi era raccomandato da un’amica: mi spiace Cri, ma ora “devo” riscriverne sotto questo titolo; infatti nel corso mio nuovo corso cineforumatografico degli ultimi giorni, l’ho finalmente visto ma… al tempo stesso non l’ho visto!! Vabbe’: per motivi un po’ lunghi da spiegare qui non sto dormendo un cazzo ed anche se sono comunque sveglio la maggior parte del tempo, posso dire di aver visto il film al 10% mentre il restante 90% del tempo ho guardato il lato interno delle mie palpebre poiché l’abbiocco mi ha colpito proprio in quel momento! C’è da dire che evidentemente il film stesso non ha fatto molto per farmelo passare… In merito, risponde l’amico HardcoreCoreJudas:

Paccottiglia cristologica di misero profilo. Primo episodio di una trilogia. Preparare un litro di caffeina per gli altri due!

E qui mi spiace ancor di più, Cri, ma la verità è che ciò che è filtrato attraverso il suddetto 10% si accorda bene a quanto sostenuto da HCJ. Allora guardo un po’ in giro e trovo che in effetti un giudizio simile non solo è condiviso anche dalla maggior parte degli utenti sull’IMDB ed altri siti sul cinema, ma mi imbatto anche in una (più) circostanziata recensione dello stesso HCJ che condenso un po’ qui sotto:

Dante01 è il nome di un centro psichiatrico spaziale in cui sono rinchiusi e studiati delinquenti e derelitti dai nomi di origine mitologica o storica. La loro esistenza viene sconvolta dall’arrivo di una psichiatra, convinta di poter curare le psicosi con l’applicazione di nanotecnologie alla genetica (bisognerebbe trapanarsi le orecchie per non ascoltare alcune bestialità scientifiche) e di un misterioso detenuto, privo di parola e soprannominato San Giorgio come il santo che porta tatuato su un braccio. […] dialoghi demenziali e con riferimenti ultraterreni a metà tra il peggior prodotto di serie B ed un sermone da prete di campagna invasato. […] Tuttavia l’aspetto che più imbarazza è la costruzione al risparmio delle scene: un paio di effetti speciali (scadenti a dir poco) esibiti almeno un milione di volte, [me ne sono accorto persino io!] qualche scazzottata inutile, inquadrature straviste e videoclippate che tornano ogni tre minuti e che (nonostante un montaggio serrato che tenta disperatamente di salvare il salvabile) contribuiscono ulteriormente alla sensazione di un necessario copia-e-incolla di alcune sequenze visive per raggiungere una durata accettabile per un lungometraggio. La trama procede in modo quasi criptico, senza alcun coinvolgimento emotivo (impossibile appassionarsi al destino di chiunque) e la colpa è di una sceneggiatura mal calibrata e mal costruita che si concede pure buchi colossali. […] Il risultato è che gli altisonanti nomi di Persefone o di Caronte suonano solo come ulteriori elementi di una pagliacciata al ribasso senza capo né coda che non invoglia a conoscerne il seguito perché non abbiamo neanche compreso il prologo.

Il guaio è che “schematico” come sono, giassò che prima o poi vorrò rivederlo comunque, per verificare se anche il restante 90% è come il 10% che mi sono sorbito benché ne sia praticamente certo a priori. E so che poi vorrò trapanarmi i maroni…

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