22:07:00.879
▶▶
Adesso è qualche mese che non veleggiamo ma comunque è qualche anno che “pratico” e ti posso dire che ancora il 90% di quello che sento dire in barca per me è un monumentale mistero: lo skipper, un mio amico di vecchia data, è un gran bravo ragazzo ma, come tutti gli ingegneri in telecomunicazioni non ha tra i suoi punti di forza la chiarezza e ogni volta che cerca di farmi andare oltre al ruolo di grinder (il tomo che, facendosi un mazzo così, avvolge e tende le corde con una manovella) cercando di dipanare le nebbie che lui stesso fa calare sulla mia vista ne esco ancora più confuso di prima e mi rimetto i guanti pronto a grindare per l’ennesima volta. Un vero dramma irrisolto. Un po’ come quelli che si ostinano a volerti spiegare la strada per arrivare dove devi andare: da più di un secolo la cartografia è scesa a bassissimo livello, possiamo individuare con una certa precisione persino la cuccia del cane che ha un determinato indirizzo. […] Eppure lui è ancora capace di coinvolgerti in discussioni tipo “Allora per andare a casa di Tizio, hai presente la pasticceria in piazza Dante che raggiungi dalla Prenestina che svolti ad un certo punto a destra… -Aspe’, io non conosco le strade di Roma, manco quelle principali quindi stai parlando cinese per me. Dimmi la via ed il numero civico che c’ho lo stradario e così trovo tutto e tutti!- Ma no che è facilissimo: da Villa Doria prendi il 4 senso unico da sinistra venendo da Piazza Fiume… Incrocia la seconda chiesa col tetto rosso guardando Largo Garibaldi di spalle alla farmacia omeopatica che da su viale tevere… - dammi questo cazzo di indirizzo!! Via e numero civico. Grazie!!” Ti lascio immaginare la comunicazione a senso unico quando lo stesso cerca di iniziarmi ai misteri della navigazione velica e della bolina.
— HariSeldon via mail
Comments (View)