La polemica sui fucili di Bossi ha dominato le ultime battute della campagna elettorale. Si sospetta che il Senatur millanti il possesso di armi da fuoco in realtà inesistenti. Secondo calcoli attendibili, la Lega disporrebbe di un numero cospicuo di forconi a tridente, già ammirati nella recente Festa della Fienagione. E di una quantità imprecisata di coltellini svizzeri, alcuni con cavaturaccioli altri senza, già usati per bucare le gomme delle macchine nei sanguinosi scontri tra bande rivali di pensionati cercatori di funghi. Discreta anche la dotazione di armi storiche, come le alabarde trafugate dai magazzini di Cinecittà e usate dai ministri leghisti per pulirsi i denti dopo i pasti, e le micidiali catapulte Golia, vanto dell’artigianato bergamasco […]
Su alcuni mezzi dell’ATM è da qualche tempo in funzione un servizio di avvertimento vocale che annuncia la fermata in corso e preannuncia quella successiva. Niente da dire: una piacevole voce femminile dal tono molto naturale. Solo in alcuni casi, almeno sulle linee che prendo io, si percepisce qualche dissonanaza. La prima: “Via Pier Lombardo,” il cui dittongo evidentemente mette in difficoltà l’algoritmo di sintesi vocale, che cerca di pronunciarlo come se fosse uno iato… beh, insomma: questo è un modo di dirlo, un altro e forse più preciso è che lo pronuncia alla cazzo. Più divertente: “Via Bergamo.” Sapete come salta fuori? “Berghem!” Avete capito bene! “Berghem!” Da vero magutt bergamasco… Ma vi pare possibile? Caso o scelta deliberata?!? Ma il massimo, in questo senso, è “Largo Rio De Janeiro,” che è pronunciato con un accento brasiliano talmente perfetto, ma talmente perfetto che quasi ti sembra di vedere le chiappe di una ballerina di samba del carnevale di Rio!
Siamo scesi in piazza per contestare Giuliano Ferrrara, avevamo preparato dei volantini informativi sulla, a dir poco parziale, applicazione della legge 194 nella provincia di Bergamo. Come spesso accade le forze dell’ordine non ci hanno permesso nemmeno di avvicinarci all’auditorium, chiudendo tutte le strade d’accesso con un imponente dispiegamento di uomini e mezzi. Quando abbiamo rivendicato il diritto di parola, le uniche risposte che abbiamo ricevuto sono state le botte e le manganellate: in particolare ci preme sottolineare il comportamento dei dirigenti della questura, che invece di tenere a bada i militari, hanno dimostrato il lato peggiore della solerzia e hanno cominciato a provocare, poi a minacciare le singole persone e, infine, sono stati i primi ad alzare mani e manganelli contro le ragazze che davanti tenevano uno striscione. (via [Bergamo] - Contestazione a Giuliano Ferrara | Indymedia Lombardia I.M.C.)