(Parzialmente tratto ed ispirato da un commento molto più lungo)
La segnalazione originale è del 21/10/2007 - e doveva essere tumblata, non trovate? Maxim mi magnifica che esiste un coso che si chiama Tumblr e che potrebbe essere lo “strumento ideale per diffondere minchiate” - anche se la citazione non è perfetta: but that’s what we were after! Ma il vero inizio è esattamente un anno fa, il 25/10/2007: precisamente con una minchiata di Guelfo, il troll occasionale di ISR che le aveva veramente sfrontate a tutti, e poco più tardi… un aforisma dello stesso maxim, my witty man!
Uno “strumento ideale per diffondere minchiate” dunque: certo, mi sono avvicinato ad esso in quanto tale e fondamentalmente ancora lo considero in questa ottica. Tuttavia poi mi è piaciuto come piattaforma generica di blogging, ciò che può diventare, avvicinandosi in questo dal punto di vista tecnico ad altre ritenute generalmente più adatte ad un simile scopo, mediante opportuni “plugin” come i commenti di Disqus… e sono diventato una di quelle rare bestie che lo usano in quel modo!
L’unico rischio che voglio evitare, anche se per onestà intellettuale devo riconoscere che occasionalmente l’ho sfiorato, è quello di montarmi la testa e trasformarmi in un blogger; poiché faccio una netta distinzione fra “persona che tiene un blog” e lo usa regolarmente o meno come un diario o vi annota semplici minchiate che incontra sulla sua “strada” informatica o meno, e i “blogger” i quali sono persone che per il solo fatto di scrivere su un blog si sentono e spesso vengono percepiti nella loro “comunità” e cioè la blogosfera, come dei veri e propri maître a penser: ed allora davvero si ribalta il ruolo fra persona e blog: con quest’ultimo che diventa obiettivo primario, e non più raccoglitore di pensieri “occasionali” bensì quasi un periodico giornalistico su cui il blogger deve scrivere, per accontentare i suoi lettori, in questa tanto sbandierata socialità 2.0!
“PROFILO DEL BLOGGER - Il blogger tipico è maschio, tra i 18 e i 34 anni, con un reddito annuo di più di 75.000 dollari (51.000 euro). In media rimane attivo per tre anni e, in un caso su due, si trova al suo secondo blog. Il 69% del campione intervistato ritiene di trattare argomenti personali mentre il 65% si identifica come blogger professionale (chi periodicamente o occasionalmente pubblica commenti o informazioni non ufficiali relative a società, prodotti, ecc).”
— L’altra faccia della blogosfera. Dal blog Mediablog di Marco Pratellesi. Corriere Della Sera
ma voi conoscete davvero qualcuno che abbia risposto a st’indagine?
Profilo del blogger: un coglionazzo! Beninteso, ché non son maschilista: coglionazza, qualora trattisi di fenotipo con corredo cromosomico XX. Do we really need any further analysis?
No, non riesco a non pensarci: ne parlava giusto qualche giorno fa una carissima amica, disgustata dalla disparità vigente in Italia fra la repressione dei reati contro la persona e contro la proprietà rispettivamente. A favore di quest’ultima. Ho cercato e postato qualche citazione più o meno direttamente connessa all’orrore, allo scempio che si è compiuto. Ho provato a ridere, pensando a tutt’altro! Ma non riesco a non pensarci: lui è lì, lui che non c’è più - Abdoul Guibre, 19 anni; un ragazzo che neanche conoscevo. Assassinato da due stronzi in nome della proprietà privata, in una forma talmente superficiale che essa stessa rivela la sua vera natura: non necessità o bene, ma puro strumento di sopraffazione - in questo caso: autorizzazione ad agire. E allora vorrei scrivere qualcosa anch’io: qualcosa di intelligente e che dia un senso all’orrore. Tuttavia constato che debbo arrendermi, impotente: di fronte a quella che ormai sappiamo essere la banalità del Male. Cosa puoi scrivere di fronte all’idiozia di un quotidiano come il Giornale che non solo si arrabatta in ogni modo possibile per “dimostrare” che non di razzismo si è trattato ed anzi “denunciando” la presunta strumentalizzazione politica ma addirittura lo fa con l’ipocrisia di chi sostiene che così facendo si perde di vista il punto principale? Punto principale che sarebbe che l’omicidio è avvenuto per il futile motivo di un furto di una scatola di biscotti. Quando era da mesi e non certo solo adesso che si paventava il rischio di derive razziste a seguito delle incessanti campagne di terrorismo psicologico di questo governo! Cosa puoi scrivere di fronte a tanti sforzi, visto che se anche avessero ragione, peggio ancora di chi “strumentalizza” li spenderebbero loro stessi per occuparsi non dell’unica cosa veramente importante e cioè l’atroce morte di un giovane, e neanche del connesso rischio di razzismo, che è un problema concreto e presente, bensì di quella minuscola stronzata che possono essere le eventuali implicazioni politiche? Cosa vuoi dire a degli imbecilli che ti parlano del pacco di biscotti (sempre che sia vero!) e fingono di non sapere o capire che questa surreale difesa della proprietà ridotta più a simbolo che a bene concreto è tutt’uno con le paure deliberatamente e sistematicamente inculcate nel cittadino, dai rom agli immigrati in generale, che in un modo o nell’altro metterebbero a rischio il nostro benessere? (Alla base di tutto, in ogni caso, i miti della società borghese con le loro grandi menzogne: “il lavoro che nobilita l’uomo” e tutto il resto!) Ma soprattutto, cosa, cosa puoi scrivere, dire o anche solo pensare di mesi se non anni di mediatici lavaggi del cervello sul tema sicurezza da parte di un governo e di una parte politica tutta che ci ha mandato l’esercito per le strade, asserendo che la gente lo apprezza e non ha saputo fare niente perché fosse garantita la sicurezza di Abdoul Guibre, 19 anni, assassinato da due stronzi che si sono sentiti legittimati ad ammazzarlo proprio in virtù di quei lavaggi del cervello? Autorizzati a compiere la loro spedizione punitiva contro quello che chi ci governa vuole abituarci a pensare come ad un cittadino di serie B, come ricompensa per tutta la merda che “noi” stessi dovremo ingoiare. Bella ricompensa: no grazie, ne faccio volentieri a meno! Ecco: allora cosa vuoi scrivere? Niente. Proprio niente…
Digheno che un blog è un diario! Digheno anche che un tumblelog non è un blog, che ci raccogli solo brevi note trovate in giro, ma io dico che il mio tumblelog è anche un blog, perché mi piace la piattaforma e tutto il resto; perché mi va bene così: punto! E allora qualcuno ha notato che la mia naturale regolarità si è un po’ arenata negli ultimi giorni… che sono stato un po’ meno prolifico di quanto non fossi abituato… Detto per inciso, qualcuno mi ringrazierebbe anche!
Beh, tutto vero, quindi mò spiego diaristicamente perché, e l’unica cosa che mi piglia un po’ male è che mi pare sia una cosa da blogger, spiegare perché si scrive meno (o niente!) sul proprio blog! Che dio me ne scampi!!
Il fatto, manco a dirlo, è che il tempo mi manca sempre! La circostanza sorprendente è che apparentemente non ho un cazzo da fare: ed è anche vero. Ma non riesco mai a trovare il tempo di farlo. (O forse, tecnicamente, dovrei scrivere di “non farlo?” Mah…) Tiempo cerca o’ tiempo e tiempo nun ce ne sta! (Cit.)
Per quanto possa essere sorprendente per chi conosce esattamente le mie condizioni di salute e le ripercussioni che hanno sulla mia vita privata, non solo non mi annoio, ma arrivo ad ogni sera un po’ incazzato per tutte le robe che avrei voluto fare e che ogni mattina ho la certezza che riuscirò a concludere (immaginandomi peraltro, come un imbecille, di sbrigare ciascuna in cinque minuti, eh!) e che invariabilmente, giorno dopo giorno, devo rimandare al “giorno dopo.” E non parlo solo di quelle che continuo a procrastinare, bensì di quelle che a tutti gli effetti vorrei fare subito e velocemente!
Mi alzo ogni mattina e mi dico: “leggo e rispondo alle mail, poi passo su PerlMonks, leggo gli articoli nuovi sul Reader, e nel frattempo tumblo tutto ciò che trovo di interessante, magari passando anche per la dashboard…” Mi pare addirittura di poter far tutto in mattinata. See, illuso! Una parte del problema è che checché ne dica il test, io sto troppo attento ai dettagli anche laddove potrei fregarmene ampiamente: terminata una mail, la rileggo. Quando scrivo qualcosa, ricontrollo due o tre volte cercando di eliminare tutti gli errori ortografici…
Stamattina ho solo risposto a mail, anche perché continua a verificarsi il fenomeno misterioso alla Cacioppo per cui da più di due mesi ne ho circa venti arretrate, e continuo a rispondere, ma sempre (circa) venti rimangono! Allora ho solo risposto alle mail, e mi sono autoimposto di non rileggere: mi pare già un buon inizio. A qualcuno cadrà il mito dello zio bleiz “che non fa mai errori” ma penso che posso sopravvivere! Anche perché tanto ne faccio comunque…
Morale: a parte i dettagli, bisogna operare qualche scelta. Stamattina sono state le mail. Nei giorni passati ho trascorso un po’ più tempo su PerlMonks che non negli ultimi tempi. Anche perché andare su un forum tecnico tanto per dire ai niubbi, ripetendosi sempre: “non usare la forma a due argomenti di open(), controlla il valore restituito, etc. etc.” non è granché gratificante. Sto ricominciando a scrivere del codice non del tutto banale… Il problema, ancora, è che ci vuole tempo: e qui io ai dettagli ci tengo proprio. Per esempio, la storia che “non tutti sanno” è che in quel codice c’era un bug, di cui mi sono accorto solo un attimo prima di postare. E sono stato il primo a dire che era uno script che lasciavo “in dono per loro” perché mi era rimasto fra le balle pur senza essere senza pretese. Ma buggato, no! E allora mi ci metto a lavorarci sopra… solo che… correggi di qui, correggi di là… Lo faccio così o lo faccio cosà? Oh, se taglio di qui e metto di là viene molto più elegante… etc. etc. Come niente ti parte più di un’ora. Poi putacaso ti chiamano per la cena. Poi, putacaso, ti viene un abbiocco micidiale. E così passano le giornate…
In tutto questo scenario, non mancano le visite: l’altra sera, in particolare, già ne avevo alcune preventivate - poi, in pratica, si è presentata tutta la cricca. Beh, non proprio tutta, ché quella non ci sarebbe stata. Ma certo i migliori: Davide & la Bratz, Aui, Bruce, Titti e infine il Bubu, che non vedevo da un fottio™ (se è termine tecnico è termine tecnico, non ci posso fare nulla!) di tempo. Sì, ragazzi: vi sto leccando; lo so che vi piace! ;) A sorpresa, mi hanno proposto se mi andava di prendere delle pizze dal cinese qui sotto e cenare insieme, che il cinese qui sotto le fa mica male, eh. Proposta accettata ed oltremodo gradita: ci ha rimesso il blog, ne ha guadagnato lo stomaco… Per non parlare del pomeriggio e della serata un po’ diverse dal solito! Ci ha rimesso il blog: come dire… ‘azzi sua!! Meglio gli amici, ovviamente!
Ah, e poi ultimamente ed in particolare dopo mesi e mesi in cui mi sono messo a procurarmi una gran messe di film per vedermeli (che altro?) senza peraltro farlo e passando per lo più le serate davanti al pc, ho finalmente ripreso a… farlo! (Che altro?) Gli ultimi tre giorni mi son visto:
Stasera?!? Chi può dirlo, chi può dirlo?
Come i più di voi sapranno, (e se non “i più” in senso numerico, certamente i più fighi!) il maggiore contributo dello zio bleiz alla blogosfera è stato quello di… romperla! Precisamente, a Capodanno ho inviato un post con qualche migliaio di link ad altri blog: le motivazioni precise dietro a tale gesto sono già state spiegate; ciò è stato necessario perché alcuni mi hanno mi hanno preso per un eroe; altri per un pezzo di merda; altri ancora per uno che faceva degli auguri sinceri. In breve ed in tutta onestà, sono tutto questo e niente di questo contemporaneamente: l’ho semplicemente fatto senza pensarci su molto, mentre mi preparavo per andare a una festa e la circostanza più sorprendente di tutte è che indipendentemente dall’opinione che si erano fatti di me, ‘sti tizi erano tutti convinti che io avessi fatto un lavoro certosin-segaiolo di inserimento manuale dei link, laddove in realtà è bastato uno scriptino in Perl imbastito in cinque minuti!
Morale: cotanta opera deve rimanere ad imperitura memoria, no?!? Certo che sì, invece vado a controllare un attimo, ché ancora adesso, in pieno agosto gente mi arriva su quel post provenendo chissà da dove e… ATTENTATO, FUCKIN’ ATTENTATO!! Il post c’è, ma è brasato, cancellato, demolito! Niente ascii art, niente linchi! Oddio: diciamola tutta… me ne sono accorto già qualche giorno fa, ma desta più scalpore se fingo di realizzarlo solo ora, vero?
Non è difficile recuperare il sorgente originale della pagina, visto che il “problema” all’epoca fu proprio che la gente lo copiò sui propri blog finché tutte le classifiche non vennero sconvolte e i bimbi si misero a piangere per il loro giocattolino rotto: basta qualche ricerca mirata. Tuttavia ho fatto qualche esperimento e sembra proprio che Tumblr non permetta più di ripristinarlo: forse è stato imposto un limite superiore sulla dimensione dei post. Certo che un messaggino d’errore sarebbe stato più user-friendly… e comunque non è bello che la nuova politica agisca anche retroattivamente, eh!
Alla fin della fiera ho ripristinato il post nella maniera più simile possibile all’originale utilizzando il seguente barbatrucco:
<p>Da far impallidire Catepol, e da far deflagrare i maroni a Livefast:</p>
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Ovviamente l’affidabilità di questo “ripristino” dipende da quella della mia copia su perlmonk. Speremm…