Vorrei proporvi una riflessione su quanto è passato quasi senza commenti in aula: i referti medici degli agenti. […] Pontani, alto circa 1,90, ha firmato per uscire dall’ospedale alle 16,30. […] Ha attribuito la pressione alta agli ultimi due giorni in cui non aveva dormito. Eppure si sa che è stato molto molto attivo su Federico […] In una delle udienze precedenti sono emerse le sue parole “ma questo è strafatto di coca” che avrebbe pronunciato la dottoressa del 118 alla presenza dell’agente Pontani e del corpo senza vita di Federico. Chissà a chi si riferiva la dottoressa. […] Ma ho letto il suo referto a novembre 2005, perché si diceva che fosse stato Forlani, mancino, a togliere il respiro a Federico con un pugno allo stomaco. Un pugno tanto forte che dopo più di due mesi ancora gli doleva il braccio. […] Forlani sarà alto 1,75, lo definivano un palestrato, tarchiato, è quello a cui è stato detto “vagli tu sulla schiena che sei il più grosso” […] Dall’altra parte continua la strategia degli avvocati della difesa nel cercare un passato torbido in Federico, la vittima. È la strategia che usano i mafiosi, come dice il Procuratore antimafia Grasso. […] Questo conferma quanto si è sentito raccontare: i quattro hanno picchiato Federico a calci e pugni, lo hanno atterrato afferrandolo per i capelli e lo hanno schiacciato a terra fino a ucciderlo. Questo è quello che pensiamo noi, e sappiamo che è così. “BASTARDI! COSA MI FATE?!?” sono le sue ultime parole.