Nov 27
15:09:19.631 ▶▶ Permalink
Di traggica fatalità iè se macari passi davanti ammia e non chini u capo corrispetto pecchè penzi a quacche minchiata tua, che si rrivela appunto traggica e fatale pecchè la testazza tua te la rritrovi affondata nel cemento. […] Fatale iè che vuoi fare la Loggia Pì2 e ci arrinesci ma la devi traggicamente chiamare Stato democratico.
I pizzini sul concetto di traggica fatalità
Oct 23
23:56:00.955 ▶▶ Permalink
L’insulsa, insipiente logica dell’essere italiano vuole che ci si schieri in due fazioni (pro e contro) riguardo ad ogni cosa, conosciuta o meno. I criteri coi quali viene scelta la fazione sono dettati da quanto appartenere a quella fazione sia una posa interessante, da quanto sia odiato il leader dell’altra posizione, da una serie di riflessi condizionati circa l’associazione tra la cosa medesima e la propria presunta identità. […] Il risultato è che a fronte di due milioni di iscritti a Facebook, cinquanta milioni di persone hanno già deciso se essere a favore o contro Facebook. La maggior parte dei quali non ha neppure la più pallida idea di cosa sia. Questo è il motivo per il quale preferisco le dittature alle democrazie e vorrei che la democrazia finisse in Italia.
Oct 18
17:33:00.689 ▶▶ Permalink

Del perché son di sinistra, se così si può dire!

Da un vecchio commento, che ho deciso di salvare dall’obìo


Scrive zeropuntodue:

“Sinceramente mi inquieta e rende profondamente triste sapere che non uno, ma due e forse più comuni della mia provincia e regione vogliono passare al Trentino. Non per la cultura, non per le tradizioni, ma perchè lì si vive meglio. […] Ho votato secondo coscienza, secondo il mio concetto di democrazia, ovvero far rappresentare i propri interessi.”

Rispondo io:

Ho votato a Sinistra -quella vera- perchè ho votato secondo coscienza anch’io, indipendentemente dal mio concetto di democrazia -nei confronti della quale con gli anarchici sono piuttosto scettico- perché credo nell’assistenzialismo come in un valore fondamentale che distingue gli umani (evoluti) dalle bestie, ed in questo senso mi intristisce profondamente che parte dell’elettorato storico della Sinistra sia passato direttamente alla lega: perché per quel che mi riguarda non si vota e non si è di Sinistra per i propri interessi, o per dirla in un altro modo: non lo si è se non fanno parte dei propri interessi anche quelli della collettività in generale, il più allargata possibile. Suppongo che persino i gerarchi nazisti fossero delle ottime persone nelle loro famiglie, e fossero affettuosi con i propri figli per cui desideravano il meglio. Ciò non toglie che fossero dei criminali di tale incommensurabile portata che sarebbe persino difficile scriverne in due righe. Quanto a me, amo la mia città e mi sento milanese: ne sono financo in qualche modo orgoglioso. Ma più di quanto mi sento milanese, mi sento cittadino del Nord Italia. Ancora, mi sento cittadino del Nord Italia, ma meno di quanto mi senta italiano tout court. E mi sento italiano, ma meno di quanto mi senta europeo. Mi sento europeo, ma meno di quanto mi senta -sopra tutto- un essere umano. È questa la base emotiva di valori per cui pur non riuscendo a trovare una collocazione precisa cui affibbiare un’etichetta (comunista, socialista, anarchico, etc.) io mi riconosco nettamente come “una persona di Sinistra.” Non perché abbia letto, putacaso, Marx ed Engels ed abbia ricevuto l’illuminazione: “Oh, forti sti due! Hanno proprio ragione!!” Non ci arrivo mediante un percorso razionale, perché razionalmente si possono sostenere tesi tanto di destra che di Sinistra, ed oltre - e discuterne ad nauseam senza giungere ad alcuna conclusione; bensì per questioni emotive, viscerali, aprioristiche rispetto a tutte le riflessioni ed i meccanismi della Politica, quella con la “P” maiuscola - nei confronti della quale io sono, lo ammetto, fondamentalmente ignorante.

Al mio amico Pannokkio, che dopo aver letto questo pezzo mi chiede: “insomma, per te e un po’ come una religione?” rispondo, precisando ulteriormente:

No e non vedo perché. È un po’ come una emozione. Anzi, è una emozione. Voglio dire che non esiste un ragionamento razionale sufficientemente forte da farmi cambiare orientamento di massima; anzi, non escludo a priori che esista: sono sempre disponibile a cambiare tutte le mie opinioni. Semplicemente, lo dubito fortissimamente. [… Per spiegarlo in altro modo] diciamo che è il mio orientamento politico a discendere dalla mia morale e dalla mia etica e non viceversa. Queste ultime esisterebbero anche in un vuoto di nozioni politiche.

La religione è tutt’altro ed ha a che fare con la fede. Io non ho parlato di fede. Anzi, precisamente credo che etica e morale esistano indipendentemente da essa: che è proprio ciò che [in genere] viene messo in dubbio dai religiosi tutti, col papa in testa.

Sep 13
20:29:36.812 ▶▶ Permalink
Caro Presidente [Napolitano,]
ho sempre avuto grande stima per Lei e per la sua lunga militanza democratica. Perciò non capisco come abbia potuto firmare a tambur battente una legge indegna di un paese democratico come il lodo Alfano. Lei dice che la sua firma è stata meditata, e forse intendeva dire che lo considerava il male minore. Ma io, e come me molti italiani che hanno ancora la capacità di indignarsi di fronte alle violazioni della Costituzione da parte di una destra arrogante, non capiscono come sia possibile varare una legge apertamente incostituzionale. La Costituzione afferma che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, e quindi anche senza essere giuristi, non si capisce come quattro cittadini siano più eguali degli altri (e migliaia meno eguali, come i clandestini, che, se delinquono subiscono un aggravio di condanna.) Scandalizza l’impudenza di Berlusconi, che appena varata la legge esclama: finalmente libero dalla persecuzione della magistratura. Non si configura in questa frase un oltraggio alla magistratura? Per quanto ne so, Lei aveva trenta giorni di tempo per firmare, poi avrebbe potuto rimandare alle camere la legge per sospetta incostituzionalità, e solo dopo il secondo riesame avrebbe dovuto comunque firmarla. Io credo che per amor di pace non si debba essere troppo acquiescenti con una destra antidemocratica. È già successo una volta, ottantasei anni fa.
Margherita Hack (in una lettera inviata a luglio a diversi quotidiani, nessuno dei quali pare l’abbia pubblicata; ora, su Micromega; enfasi e link aggiunti da me!) via virginie?
Sep 12
14:58:08.582 ▶▶ Permalink
Fossimo un paese civile la vera notizia sarebbe l’intolleranza della gente, l’ignoranza di chi guardando un trans gli dà del frocio, l’indifferenza di chi tratta come bestie solo chi si prostituisce ma ignora chi va con le prostitute. Il tg1 ha mostrato tutto questo senza prendere posizione e dunque, implicitamente, dando legittimità all’intolleranza, alle minacce del branco, all’insofferenza che sicuramente nasce da un problema oggettivo ma che non si risolve colpendo sempre e solo la categoria più debole, quella meno rappresentata e protetta. Un tg deve fornire fatti non opinioni, così disinformate e sessuofobe per giunta […] In un paese veramente democratico il direttore di quel tg si sarebbe già dimesso. In un paese veramente democratico l’autore del servizio, radiato dall’albo. In un paese veramente democratico la magistratura indagherebbe perché ci sono gli estremi per l’istigazione al linciaggio di massa. Ma noi non viviamo in un paese democratico. Non viviamo nemmeno in un paese di destra come, pure, ce ne sono in Europa. Noi viviamo in un paese di fascisti. Non già chi ci rappresenta in parlamento e ci governa ma gli uomini e le donne italiani che si illudono così di cacciare i diversi, chi non è come loro, e non sanno o hanno dimenticato di sapere quale rischio si corre ogni volta che si tollera un atto d’intolleranza, ogni volta che si permette a un fascista di comportarsi come tale.
paesanini land (minimamente adattato)
Sep 07
14:26:37.560 ▶▶ Permalink
Jul 09
0:00:29.958 ▶▶ Permalink
Il Papa all’inferno, dove deve stare […] Grazie alla legge Moratti fra vent’anni gli insegnanti saranno scelti dal Vaticano, ma fra vent’anni Ratzinger sarà dove deve stare, cioè all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi, e non passivissimi. Non come i gay che hanno accettato di spostare il Gay Pride a Bologna perché a Roma, a San Giovanni, c’era un coro di preti. E ‘sti cazzi, si direbbe in una repubblica democratica!
Jul 04
8:56:20.330 ▶▶ Permalink
Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto [e il dovere!] di governare. Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto […] e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
Jun 23
18:19:40.721 ▶▶ Permalink
Madame Pourboir è una signora molto democratica. Quando parla di diritti lo fa con grande emozione, si indigna, manifesta il suo disappunto a tavola, difende i poveri e spesso vuota gli armadi di cose e riempie sacchi per il Secours Populaire. Una donna onesta, un avvocato. Mi ha detto che Simona stira da dio, è una gran lavoratrice e le piacciono i bambini. Troppo simpatica, Simona. Simona non ha documenti, nessun permesso di soggiorno. Simona ha un figlio che va a scuola, un marito muratore e una casa piccola e accogliente. Simona viene dalla Romania, ma parrebbe onesta. Madame Pourboir mi ha detto che Eva è bravissima, è polacca, stira da dio, è una gran lavoratrice e le piacciono i bambini. Troppo simpatica, Eva. E Simona? Simona voleva esser messa in regola e Madame Pourboir non ha tempo per queste cose. Poi, per dieci euro l’ora, ti pare giusto?
— Articolo tradotto velocemente da R a p i d a, apparso su Le Monde.
May 28
23:51:03.952 ▶▶ Permalink
Sono contrario al voto, penso che sia un crimine contro l’unanimità.
May 23
12:35:00.482 ▶▶ Permalink
May 12
10:35:00.399 ▶▶ Permalink
Con questa faccenda della democrazia si ha un po’ passato il segno, direi.
Apr 27
12:06:00.462 ▶▶ Permalink
L’ultima cenetta tra blogger a cui ho partecipato c’era ancora la democrazia. E comunque non si è parlato di calcio. E si dice pheega.
Apr 15
13:02:00.501 ▶▶ Permalink
Quando gli idioti sono la maggioranza, la democrazia svela i suoi limiti
10:50:00.409 ▶▶ Permalink
Chi ha inventato la democrazia avrebbe dovuto mettere un’avvertenza: “Attenzione - non funziona in paesi con teste di cazzo eccedenti il 50% della popolazione”.