draculafrizzi, phonkmeister: le incredibili avventure dell’omino verde! (clicca per ingrandire)
… eh fossero tutti così minchioni i fascisti…
Contiene tutti i colori dell’arcobaleno e proprio per questo è stata scelta come bandiera della pace, ma secondo il Comune di Verona “in questi anni è diventata il simbolo dell’estrema sinistra” e pertanto non può essere esposta a una manifestazione organizzata grazie alla concessione di uno spazio pubblico da parte del municipio. A denunciare la vicenda è il sito di Negrizia, la rivista dei missionari comboniani. [Pericolosi estremisti di sinistra?] Tutto ha avuto inizio oltre tre mesi fa quando l’organizzazione religiosa e i responsabili del Centro missionario diocesano (Cmd) hanno presentato agli uffici comunali la richiesta di poter utilizzare il 28 settembre piazza Bra e il primo ottobre l’auditorium del palazzo della Gran Guardia. In quelle date nel capoluogo veneto è previsto infatti il passaggio della Carovana della pace, […] la giunta veronese ha risposto solo il 17 settembre, negando il permesso di poter usufruire dei due spazi pubblici. Decisione rimessa in discussione due giorni dopo, […] “con il vincolo di omettere qualsivoglia riferimento partitico e di esporre unicamente bandiere istituzionali.” […] a specificare che tra le bandiere vietate bisognava intendere anche quelle multicolore della pace [… è stato l’assessore Di Dio] con una telefonata al direttore del Centro missionario diocesano, don Giuseppe Pizzoli, spiegandogli che “è stata trasformata in questi anni nel simbolo dell’estrema sinistra.” […] (via la Repubblica.it)
No, non riesco a non pensarci: ne parlava giusto qualche giorno fa una carissima amica, disgustata dalla disparità vigente in Italia fra la repressione dei reati contro la persona e contro la proprietà rispettivamente. A favore di quest’ultima. Ho cercato e postato qualche citazione più o meno direttamente connessa all’orrore, allo scempio che si è compiuto. Ho provato a ridere, pensando a tutt’altro! Ma non riesco a non pensarci: lui è lì, lui che non c’è più - Abdoul Guibre, 19 anni; un ragazzo che neanche conoscevo. Assassinato da due stronzi in nome della proprietà privata, in una forma talmente superficiale che essa stessa rivela la sua vera natura: non necessità o bene, ma puro strumento di sopraffazione - in questo caso: autorizzazione ad agire. E allora vorrei scrivere qualcosa anch’io: qualcosa di intelligente e che dia un senso all’orrore. Tuttavia constato che debbo arrendermi, impotente: di fronte a quella che ormai sappiamo essere la banalità del Male. Cosa puoi scrivere di fronte all’idiozia di un quotidiano come il Giornale che non solo si arrabatta in ogni modo possibile per “dimostrare” che non di razzismo si è trattato ed anzi “denunciando” la presunta strumentalizzazione politica ma addirittura lo fa con l’ipocrisia di chi sostiene che così facendo si perde di vista il punto principale? Punto principale che sarebbe che l’omicidio è avvenuto per il futile motivo di un furto di una scatola di biscotti. Quando era da mesi e non certo solo adesso che si paventava il rischio di derive razziste a seguito delle incessanti campagne di terrorismo psicologico di questo governo! Cosa puoi scrivere di fronte a tanti sforzi, visto che se anche avessero ragione, peggio ancora di chi “strumentalizza” li spenderebbero loro stessi per occuparsi non dell’unica cosa veramente importante e cioè l’atroce morte di un giovane, e neanche del connesso rischio di razzismo, che è un problema concreto e presente, bensì di quella minuscola stronzata che possono essere le eventuali implicazioni politiche? Cosa vuoi dire a degli imbecilli che ti parlano del pacco di biscotti (sempre che sia vero!) e fingono di non sapere o capire che questa surreale difesa della proprietà ridotta più a simbolo che a bene concreto è tutt’uno con le paure deliberatamente e sistematicamente inculcate nel cittadino, dai rom agli immigrati in generale, che in un modo o nell’altro metterebbero a rischio il nostro benessere? (Alla base di tutto, in ogni caso, i miti della società borghese con le loro grandi menzogne: “il lavoro che nobilita l’uomo” e tutto il resto!) Ma soprattutto, cosa, cosa puoi scrivere, dire o anche solo pensare di mesi se non anni di mediatici lavaggi del cervello sul tema sicurezza da parte di un governo e di una parte politica tutta che ci ha mandato l’esercito per le strade, asserendo che la gente lo apprezza e non ha saputo fare niente perché fosse garantita la sicurezza di Abdoul Guibre, 19 anni, assassinato da due stronzi che si sono sentiti legittimati ad ammazzarlo proprio in virtù di quei lavaggi del cervello? Autorizzati a compiere la loro spedizione punitiva contro quello che chi ci governa vuole abituarci a pensare come ad un cittadino di serie B, come ricompensa per tutta la merda che “noi” stessi dovremo ingoiare. Bella ricompensa: no grazie, ne faccio volentieri a meno! Ecco: allora cosa vuoi scrivere? Niente. Proprio niente…
Assassination of Inejiro Asanuma
This picture was taken only a second before the japanese socialist Party leader Inejiro Asanuma was assassinated by a right wing student. Photographer Yasushi Nagao said he was only on the right place and on the right time. He received a Pulitzer price for this photo. (via Photos that Changed the World)
Non so se ha cambiato il mondo, e ne dubito, ma impressionante lo è…