Nov 10
20:47:34.866 ▶▶ Permalink

Un ricordo d'infanzia: La Famiglia Mezil!

In questi giorni sto chiedendo spesso ai miei amici coetanei se per caso dice loro qualcosa “La Famiglia Mezil.” Con poche e sparse eccezioni, la risposta è negativa. Per me, si tratta di un ricordo d’infanzia e per la precisione di una serie televisiva a cartoni animati. Ma per l’appunto devo essere un’eccezione, visto che sembra che per il resto quasi nessuno se la caghi…

Ad essere sincero, io stesso ho ho scoperto solo da pochi giorni il titolo originale, mentre “prima” il ricordo era semplicemente quello, confuso, di “un cartone animato il cui protagonista è un bambino che ogni notte fa un viaggio su un pianeta diverso a bordo di un’astronave gonfiabile rosa che di giorno tiene riposta nella custodia di un violino.” Ah, e non ricordavo minimamente i disegni se non per il dettaglio che… non erano quelli tipici (o dovrei forse dire stereotipi?) degli anime giapponesi dell’epoca.

Inoltre, a proposito di disegni… ricordavo pure di essermi imbattuto qualche anno più tardi ma sempre molto in là nel tempo, in un’altra serie in cui riconoscevo… come dire? Lo stesso character design. Anche se ovviamente all’epoca non mi sarei mai espresso in tali termini! Solo che questa narrava una storia meno fantascientifica e cioè precisamente quella di una famiglia un po’ “fantozziana” alla prese con un viaggio sfigato in giro per il mondo. Ricordavo, quelli sì, dei grandi spisci - il che è cosa buona e giusta, qui e in ogni luogo e bla bla e blabla!

Ora, grazie a “Santa Wikipedia” ho fatto un po’ di chiarezza: infatti a quanto pare si tratta non di due cartoni animati diversi bensì di due diverse sottoserie dello stesso, di produzione ungherese, e cioè appunto La Famiglia Mezil di cui esiste anche una prima che io non ricordavo affatto e pure di stampo fantascientifico. In effetti sono separate da diversi anni l’una dall’altra, essendo rispettivamente del ‘69, ‘72 e ‘78 per tredici episodi ciascuna, e caratterizzate da temi piuttosti differenti l’una dall’altra, soprattutto le ultime due.

Lasciando da parte gli amici personali e cercando con gùgol ed anche sul tubo, il discorso è leggermente diverso: i cultori non saranno certo tanti e tanto appassionati o financo agguerriti come quelli dei robottoni giapponisi, ma ve ne è una folta schiera… e più vedo più maieuticamente ricordo: per esempio la sigla italiana della terza serie, che come quasi tutte le sigle nostrane di cartoni animati e telefilm dell’epoca non è possibile non ascoltare senza una certa nostalgia e rimpianto, vedendo il confronto con le “robe” che fanno adesso… ed un po’ di personaggi…

Morale: ‘sti ungheresi… Era un cartone animato già fuori del tempo all’epoca. O forse in anticipo sui suoi tempi! A rivederlo adesso, ci sarebbe solo da imparare, ne sono convinto: fra l’altro forse non lo si dovrebbe urlare ai quattro formaggi, ma anche sull’equino recalcitrante si trovano tutti quanti gli episodi, e volendolo, pure comodamente organizzati in “collezione…” Ovviamente però noi non li scaricheremo, ché faremmo piangere Gesù bambino e forse anche il povero silvio - che non per dire, ma… non erano tutti comunisti, gli ungheresi?

Gli ungheresi hanno la fama di essere un popolo di geni, sicuramente almeno in parte meritata: c’è chi sostiene che sia per via della lingua, che è talmente complicata che se impari quella… Gli inventori sono stati davvero tanti, e per la Matematica si potrebbe menzionare Paul Erdős, il quale fra l’altro era piuttosto attinente al binomio stereotipo di genio e sregolatezza,” benché più che di sregolatezza bisognerebbe parlare di estrosità. Ma io mi “accontenterò” di un bel salto nel passato dei miei anni ‘80 insieme ad un altro genio ed inventore: Aladar Mezil, a bordo di un’astronave gonfiabile!!

Nov 06
19:40:58.820 ▶▶ Permalink
Io non ho votato per lui [berlusconi] - non lo farò mai, ed ho votato a due mani, poiché il mio candidato, quello che meglio mi avrebbe rappresentato, non aveva chance alcuna di vincere. Sono assolutamente convinto che Veltroni non avrebbe voluto né potuto migliorare la situazione della ricerca e della scuola italiane. Il premier eletto invece si sta attivamente prodigando per la distruzione di tale sistema.
Eginardo via mail
Nov 02
19:58:30.832 ▶▶ Permalink
No, ma io sono veramente troppo stordito: va bene segnalare il quadro, sempre apprezzatissimo, ricevuto in regalo dal Davide… Però fra una cosa e l’altra non avevo ancora postato una foto di quello che mi aveva dipinto e portato la Kate, e già da molto tempo prima - anche se colpevolmente l’ho appeso di fronte alla scrivania solo da poco.
Caveat: la qualità della foto è soggetta alle stesse considerazioni già fatte per l’altro quadro.
Nota: [estratta ed adattata dal curriculum dell’artista] il linguaggio artistico della Kate è molto eterogeneo e spazia dal disegno figurativo realistico con una particolare attenzione ed una autentica passione per i ritratti e l’anatomia artistica, fino ad una vera e propria pittura astratta spesso di grandi dimensioni basata sull’armonia dei colori e della composizione. [Il lavoro qui presentato appartiene precisamente a questa categoria, a parte le dimensioni, ovviamente: si intravvedono appena due opere più tipiche, in questo senso, in una vecchia foto…] Inoltre lavora spesso anche con la fotografia ed altri supporti talora innovativi con cui crea elaborate installazioni. Mezzi di espressione tanto differenti fra di loro condividono invece lo stesso tema, basato sulla dimensione del tempo, sulla memoria, sui ricordi e specialmente sulla famiglia e la propria identità.

No, ma io sono veramente troppo stordito: va bene segnalare il quadro, sempre apprezzatissimo, ricevuto in regalo dal Davide Però fra una cosa e l’altra non avevo ancora postato una foto di quello che mi aveva dipinto e portato la Kate, e già da molto tempo prima - anche se colpevolmente l’ho appeso di fronte alla scrivania solo da poco.

Caveat: la qualità della foto è soggetta alle stesse considerazioni già fatte per l’altro quadro.

Nota: [estratta ed adattata dal curriculum dell’artista] il linguaggio artistico della Kate è molto eterogeneo e spazia dal disegno figurativo realistico con una particolare attenzione ed una autentica passione per i ritratti e l’anatomia artistica, fino ad una vera e propria pittura astratta spesso di grandi dimensioni basata sull’armonia dei colori e della composizione. [Il lavoro qui presentato appartiene precisamente a questa categoria, a parte le dimensioni, ovviamente: si intravvedono appena due opere più tipiche, in questo senso, in una vecchia foto…] Inoltre lavora spesso anche con la fotografia ed altri supporti talora innovativi con cui crea elaborate installazioni. Mezzi di espressione tanto differenti fra di loro condividono invece lo stesso tema, basato sulla dimensione del tempo, sulla memoria, sui ricordi e specialmente sulla famiglia e la propria identità.

Oct 31
17:57:39.748 ▶▶ Permalink
Guerra in trincea, via Magda, per mail

Guerra in trincea, via Magda, per mail

Oct 30
15:25:36.642 ▶▶ Permalink
Ed ora… da un’artista ad un altro, o per lo meno uno che ci prova ed a mio avviso con promettenti -a dir poco!- risultati: il Davide Ciliberti… che torna qui con un’altra opera, questa volta nientepopodimeno che in regalo per me: che dire? Sembra che sia tempo di regali e non è manco il mio compleanno! E non per dire… ma nemmeno l’onomastico, che è passato anche quello! Insomma, Davide e la Bratz mi passano a trovare e si presentano con questa bella sorpresa: è andata a sostituire un vecchio poster di aerei rimasuglio della mia infanzia che -posizionato sopra la porta della mia camera- non si sarebbe potuto togliere per via dell’orrenda macchia sul muro che avrebbe lasciato.
Caveat: la foto si intende ripresa al volo con macchinetta digitale in modalità “auto” e ritoccata similmente “al volo,” nella prospettiva ed un po’ nei colori col GIMP; la qualità è quella che è e non garantisce certo la massima fedeltà a quella dell’originale, eh!

Ed ora… da un’artista ad un altro, o per lo meno uno che ci prova ed a mio avviso con promettenti -a dir poco!- risultati: il Davide Ciliberti che torna qui con un’altra opera, questa volta nientepopodimeno che in regalo per me: che dire? Sembra che sia tempo di regali e non è manco il mio compleanno! E non per dire… ma nemmeno l’onomastico, che è passato anche quello! Insomma, Davide e la Bratz mi passano a trovare e si presentano con questa bella sorpresa: è andata a sostituire un vecchio poster di aerei rimasuglio della mia infanzia che -posizionato sopra la porta della mia camera- non si sarebbe potuto togliere per via dell’orrenda macchia sul muro che avrebbe lasciato.

Caveat: la foto si intende ripresa al volo con macchinetta digitale in modalità “auto” e ritoccata similmente “al volo,” nella prospettiva ed un po’ nei colori col GIMP; la qualità è quella che è e non garantisce certo la massima fedeltà a quella dell’originale, eh!

Oct 28
20:24:57.850 ▶▶ Permalink

Dopo averli embeddati uno per uno, eccoli tutti insieme: A Few Judo Throws!

In pratica qualche anno fa il mio amico Yas portò in palestra una macchinetta digitale (all’epoca non erano ancora tanto diffuse…) per prendere un po’ di filmati de noantri che eseguivamo qualche tecnica, sia per vedere come venivano fuori sia per metterli sulla sua pagina personale nel sito dell’azienda per cui lavora.

(“Spiega:”) a suo tempo, quando venni in possesso dei filmati, mi creai una paginetta per mostrarli ed offrirli in download sulla macchina di un amico che mi offriva spazio et webserver. Dopodiché, sfortunatamente, il mio amico ha avuto delle difficoltà tecniche a mantenere un IP statico ed anche l’hostname su un certo dominio che gentilmente gli aveva regalato un nostro comune amico. Ancora, poiché c’ho un account pure questo gentilmente offertomi for free (in entrambi i sensi del termine) su Perlmonk.org, ho mirrorato tutto là. In ogni caso rimane tutto, come si dice adesso, 1.0… mentre ora va di moda uploadre tutto su network sociali e blog e roba del genere. Perciò ho deciso di promuovere questi vecchi filmati ad una fase 2.0 della loro vita, precisamente uploadandoli su Vimeo ed embeddandoli nel blog. In effetti, io trovo che abbiano ancora il loro perché.

Dunque… cos’è che dicevo nei singoli filmati?!? Ah… amarcord ma non troppo, non si creda!

Oct 26
23:53:14.995 ▶▶ Permalink

Uchi Mata (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)

Oct 25
1:13:09.009 ▶▶ Permalink

O Soto Gari (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)

Oct 24
10:57:55.415 ▶▶ Permalink

Kata Guruma (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)

Oct 21
19:41:38.778 ▶▶ Permalink

Ippon Seoi Nagei (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)

Oct 18
19:16:00.761 ▶▶ Permalink

Hane Goshi (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)

Oct 15
15:36:00.608 ▶▶ Permalink
Brus, Crixi, Titti, io e Aui al MayDay 008 (via “Facebook | Foto con te” dall’album: amici di Tiziana Bartolini)

Ma vedi come sono fuckin’ pigro, che questa fotografia ce l’avevo da mò come tutte le altre ed ho dovuto aspettare di dartela stamane e che tu la mettessi su feìsbuk, per bloggarla?!?

Brus, Crixi, Titti, io e Aui al MayDay 008 (via “Facebook | Foto con te” dall’album: amici di Tiziana Bartolini)


Ma vedi come sono fuckin’ pigro, che questa fotografia ce l’avevo da come tutte le altre ed ho dovuto aspettare di dartela stamane e che tu la mettessi su feìsbuk, per bloggarla?!?

Oct 09
17:57:29.706 ▶▶ Permalink
È da un po’ di anni che voglio dirlo. Per una serie di motivi, che non spiegherò, lo faccio oggi. Matrix è una boiata pazzesca! Ecco. L’ho detto.
Maxim: Potemktrix (minimamentadattato, ché IMHO ci stava proprio bene un punto esclamativo, e con link aggiunto da me perché sono megalomane, ovviamente!)
Oct 02
1:08:28.005 ▶▶ Permalink

Presto, prima che sia troppo tardi!

In realtà è già troppo tardi. Ché questo post doveva essere di due giorni fa e cioè del 29 settembre, poi… si sa: “doveva” essere di quel giorno perché volevo parlare del nome Michele che

deriva, attraverso il latino Michaelem, dall’ebraico מִיכָאֵל / מיכאל‎ (mee-KHA-el) […il cui] significato letterale è quindi “Chi (è) come Dio?” È il grido di battaglia con il quale l’Arcangelo Michele delle Sacre Scritture, alla guida delle schiere degli angeli fedeli a Dio, si oppose e sedò la rivolta degli angeli ribelli guidati dal “dragone” (Ap 12:7) ovvero Lucifero.

Il nome appare per la prima volta nella Bibbia in Numeri 13:13, dove Sethur il figlio di Michele è una delle dodici spie mandate nella Terra di Canaan. L’arcangelo Michele, menzionato più tardi nella Bibbia (Daniele 12:1) [è uno dei sette arcangeli e protettore di Yahweh…]

Michele festeggia l’onomastico:

  • il 29 settembre per la Chiesa cattolica, in ricordo della consacrazione del santuario dedicato all’arcangelo Michele a Monte Sant’Angelo [dove sono stato pochi mesi fa insieme a quando ero ospite da lei!] sul monte Gargano; […]
  • il 21 novembre [compleanno della terrona!” Coincidenzone!] per la Chiesa ortodossa che commemora in questa data l’arcangelo Michele.
(via Wikipedia & Wikipedia - minimamente adattato e tradotto.)

Poi perché ne voglio parlare? Beh, mi è stato detto che in ebraico ancor più che in latino (nomen omen) il nome è “lo specchio dell’anima,” [speriamo di esserne all’altezza! (Cit.)] e che il significato letterale del nome non è propriamente una domanda retorica come la gente, me compreso, va spesso ripetendo. Ma questa devo farmela rispiegare, la distinzione era sottile…

Poi, l’altroieri non ne ho scritto perché in combutta con mia madre anche se le feste di onomastico non è che siano propriamente comuni come quelle di compleanno, beh, me ne hanno organizzata una: un po’ come l’altra volta, ma per l’appunto molto più… organizzata! E ciononostante, a sorpresa! Come l’altra volta, forse più che “festa” dovrei dire “cena” e vabbe’: è stata un’ottima cena cui hanno partecipato la Cri, la Titti, Aui, Davide, la Bratz e Bubu, che ringrazio di cuore ancora una volta. Però ora basta, che se no in questa novella veste buonista mi vengono le carie dalla svenevolezza! Certo una festa per il palato: di questo grazie alla mamma! Quanno ce vo’, cce vo’!! Morale: non so voi, ma io per una volta mi sono lasciato andare e mi sono sfondato dalla crapula; per il prosieguo della serata, filmetto & coma!

Oct 01
21:07:00.838 ▶▶ Permalink
Un’altra immagine che mi viene in mente per spiegarvi come sto: mi sento come una padrona di un cagnolino, stronza, che tenta di abbandonarlo e poi scappa veloce per non farsi seguire, ma quello resta lì, dietro di lei, con il musetto affettuoso e la testa girata di lato e le orecchie basse, e che deve fare la padrona? C’ha provato, ma non è cosi stronza come credeva e se lo ripiglia in braccio e via andare. Non è il passato con le persone dentro che non riesco a lasciare, ma è proprio la paura di abbandonare me stessa per una me stessa che ancora non vedo.