Le foto dell’inaugurazione della mostra su Bruno Munari [oh, ma io adoro Munari, e credo che la sua città, Milano, faccia troppo poco per onorarne la memoria…] al Museo dell’Ara Pacis (via Pensieri spettinati)
Non mi ero mai accorto della sottile opera di convincimento perpetrata nella pagina di configurazione iniziale di Internet Explorer 7. Il genio comunicativo che l’ha creata non può passare inosservato! (Gian via mail)
Un’ampia scelta di luoghi dove andare: Ospedale oppure Autostrada A3. Chi ha montato questi cartelli è un genio! (via Il dottor StranoWeb: Tutte le strade portano a Roma)
E nel dubbio, prima di partire si faccia revisionare l’auto a chi se ne intende!
In questi giorni sto chiedendo spesso ai miei amici coetanei se per caso dice loro qualcosa “La Famiglia Mezil.” Con poche e sparse eccezioni, la risposta è negativa. Per me, si tratta di un ricordo d’infanzia e per la precisione di una serie televisiva a cartoni animati. Ma per l’appunto devo essere un’eccezione, visto che sembra che per il resto quasi nessuno se la caghi…
Ad essere sincero, io stesso ho ho scoperto solo da pochi giorni il titolo originale, mentre “prima” il ricordo era semplicemente quello, confuso, di “un cartone animato il cui protagonista è un bambino che ogni notte fa un viaggio su un pianeta diverso a bordo di un’astronave gonfiabile rosa che di giorno tiene riposta nella custodia di un violino.” Ah, e non ricordavo minimamente i disegni se non per il dettaglio che… non erano quelli tipici (o dovrei forse dire stereotipi?) degli anime giapponesi dell’epoca.
Inoltre, a proposito di disegni… ricordavo pure di essermi imbattuto qualche anno più tardi ma sempre molto in là nel tempo, in un’altra serie in cui riconoscevo… come dire? Lo stesso character design. Anche se ovviamente all’epoca non mi sarei mai espresso in tali termini! Solo che questa narrava una storia meno fantascientifica e cioè precisamente quella di una famiglia un po’ “fantozziana” alla prese con un viaggio sfigato in giro per il mondo. Ricordavo, quelli sì, dei grandi spisci - il che è cosa buona e giusta, qui e in ogni luogo e bla bla e blabla!
Ora, grazie a “Santa Wikipedia” ho fatto un po’ di chiarezza: infatti a quanto pare si tratta non di due cartoni animati diversi bensì di due diverse sottoserie dello stesso, di produzione ungherese, e cioè appunto “La Famiglia Mezil” di cui esiste anche una prima che io non ricordavo affatto e pure di stampo fantascientifico. In effetti sono separate da diversi anni l’una dall’altra, essendo rispettivamente del ‘69, ‘72 e ‘78 per tredici episodi ciascuna, e caratterizzate da temi piuttosti differenti l’una dall’altra, soprattutto le ultime due.
Lasciando da parte gli amici personali e cercando con gùgol ed anche sul tubo, il discorso è leggermente diverso: i cultori non saranno certo tanti e tanto appassionati o financo agguerriti come quelli dei robottoni giapponisi, ma ve ne è una folta schiera… e più vedo più maieuticamente ricordo: per esempio la sigla italiana della terza serie, che come quasi tutte le sigle nostrane di cartoni animati e telefilm dell’epoca non è possibile non ascoltare senza una certa nostalgia e rimpianto, vedendo il confronto con le “robe” che fanno adesso… ed un po’ di personaggi…
Morale: ‘sti ungheresi… Era un cartone animato già fuori del tempo all’epoca. O forse in anticipo sui suoi tempi! A rivederlo adesso, ci sarebbe solo da imparare, ne sono convinto: fra l’altro forse non lo si dovrebbe urlare ai quattro formaggi, ma anche sull’equino recalcitrante si trovano tutti quanti gli episodi, e volendolo, pure comodamente organizzati in “collezione…” Ovviamente però noi non li scaricheremo, ché faremmo piangere Gesù bambino e forse anche il povero silvio - che non per dire, ma… non erano tutti comunisti, gli ungheresi?
Gli ungheresi hanno la fama di essere un popolo di geni, sicuramente almeno in parte meritata: c’è chi sostiene che sia per via della lingua, che è talmente complicata che se impari quella… Gli inventori sono stati davvero tanti, e per la Matematica si potrebbe menzionare Paul Erdős, il quale fra l’altro era piuttosto attinente al binomio stereotipo di “genio e sregolatezza,” benché più che di sregolatezza bisognerebbe parlare di estrosità. Ma io mi “accontenterò” di un bel salto nel passato dei miei anni ‘80 insieme ad un altro genio ed inventore: Aladar Mezil, a bordo di un’astronave gonfiabile!!