Oct 29
15:43:00.654 ▶▶ Permalink
Che Marx, assieme agli altri quattro Maestri del proletariato internazionale, sia sempre di moda è un dato scontato per noi marxisti-leninisti; lo conferma anche una buona notizia proveniente dalla Germania dove negli ultimi due anni si è registrato un boom nelle vendite dei suoi libri e in particolare de “Il Capitale.” Lo ha dichiarato Joern Schuetrumpf, il manager della casa editrice berlinese Karl-Dietz che pubblica le opere di Karl Marx e Friedrich Engels in tedesco, al quotidiano Neue Ruhr Zeitung: nei primi nove mesi del 2008 ha venduto 1.500 volumi rispetto ai circa 500 del 2006. E entro il mese di dicembre l’editore si aspetta un ulteriore aumento della domanda.
PMLI
Oct 24
22:02:01.876 ▶▶ Permalink
Oggi al sottoscritto è capitato un fatto di quelli che ti riconciliano col mondo e ti fanno pensare alle enormi differenze di mentalità tra Italia e Germania, […] Ho ricevuto una convocazione alla sede della polizei vicino casa e sono andato stasera, alle 19 e passa. Mi hanno fatto accomodare, dopo cinque minuti è arrivato il vice commissario in divisa verde che mi ha portato in una stanza grande e luminosa. Abbiamo parlato due minuti due e lui ha controllato i tracciati nonché le foto. Ha capito subito quello che è successo. E si è scu-sa-to. Scusato per il disturbo, per il fatto che gli atti hanno fatto avanti e indietro Monaco-Stoccarda-Berlino, e per il fatto che io sono dovuto andare lì. scu-sa-to. Ripeto: scu-sa-to. Ecco, la polizia è un servizio pubblico pagato con le tasse; non è un’arma contro i cittadini.
21:48:34.867 ▶▶ Permalink
No, no, bravi. Complimenti. Ora, tutti a dire che Haider era, probabilmente, “retrosessuale” (cit.) Primo, sarebbero stati fattacci suoi se tutto ciò fosse vero. E poi, sarebbe come insinuare che Hitler, strenue difensore della razza ariana, fosse basso, scuro di capelli e austriaco di Braunau. Minchia, devo aver sbagliato esempio.
Sep 25
22:35:31.899 ▶▶ Permalink
Quando un tedesco non sa una cosa… la impara.
Quando un americano non sa una cosa… paga qualche giovane europeo perché la studi.
Quando un inglese non sa una cosa… ci scommette sopra.
Quando un francese non sa una cosa… è comunque convinto di saperla meglio di noi.
Quando uno spagnolo non sa una cosa… chiede che gli sia spiegata.
Quando un greco non sa una cosa… ti sfida a chi ha ragione.
Quando un irlandese non sa una cosa… ci beve sopra.
Quando uno svizzero non sa una cosa… ci studia sopra, e male che vada c’ha banche e cioccolato, ‘a stronzo!
Quando un italiano non sa una cosa… la insegna!!
— Anonimo via mail (molto leggermente modificata da me che ora sono discretamente soddisfatto tranne che per lo spagnolo, ma vabbe’!)
Sep 24
22:53:00.911 ▶▶ Permalink
Le strade sono di chi ama! [Eh, in mancanza di Street Hawk… Suvvia, si fa per sdrammatizzare, N.d.”R.”] Vogliono farci credere che con qualche pattuglia in più la nostra vita cambierà, ci sentiremo sicuri, e quindi felici. Vogliono farci credere che degrado è sinonimo di straniero, che il degrado si sconfigge con le ordinanze, i manganelli, le multe o gli arresti. […] Vogliono farci credere che la soluzione sta nell’esclusione, nell’emarginazione, nella tolleranza zero. […] Siamo il paese europeo con il minor tasso di integrazione razziale… […] significa che i delinquenti si fermano in Italia mentre gli stranieri “buoni” se ne vanno in Francia, Germania, Olanda?!? O forse dipende dal fatto che, tanto per fare un esempio, la Francia investe il triplo di noi in case popolari, garantisce ad ogni persona che lavora onestamente il diritto alla casa, alla previdenza, alla salute, e quindi permette a (quasi) tutti di integrarsi nella società, senza bisogno di delinquere? […] La delinquenza certo va punita. Ma va anche prevenuta. Chi è disperato ha bisogno di delinquere, e trova il modo di farlo anche se si triplicano le pattuglie. Non c’è qualità della vita in uno stato di polizia. È la sicurezza che schiaccia la libertà. […] vi ho solo riportato le considerazioni di un gruppo di amici che ieri ha bevuto una birra insieme, meditando un’opposizione ad un sindaco che vuole sgomberare un centro sociale sede di 27 associazioni no-profit, tra cui Emergency e Africa Insieme, che tra le varie cose realizza corsi d’italiano gratuiti per immigrati. In nome della legalità.

Le strade sono di chi ama! [Eh, in mancanza di Street Hawk… Suvvia, si fa per sdrammatizzare, N.d.”R.”] Vogliono farci credere che con qualche pattuglia in più la nostra vita cambierà, ci sentiremo sicuri, e quindi felici. Vogliono farci credere che degrado è sinonimo di straniero, che il degrado si sconfigge con le ordinanze, i manganelli, le multe o gli arresti. […] Vogliono farci credere che la soluzione sta nell’esclusione, nell’emarginazione, nella tolleranza zero. […] Siamo il paese europeo con il minor tasso di integrazione razziale… […] significa che i delinquenti si fermano in Italia mentre gli stranieri “buoni” se ne vanno in Francia, Germania, Olanda?!? O forse dipende dal fatto che, tanto per fare un esempio, la Francia investe il triplo di noi in case popolari, garantisce ad ogni persona che lavora onestamente il diritto alla casa, alla previdenza, alla salute, e quindi permette a (quasi) tutti di integrarsi nella società, senza bisogno di delinquere? […] La delinquenza certo va punita. Ma va anche prevenuta. Chi è disperato ha bisogno di delinquere, e trova il modo di farlo anche se si triplicano le pattuglie. Non c’è qualità della vita in uno stato di polizia. È la sicurezza che schiaccia la libertà. […] vi ho solo riportato le considerazioni di un gruppo di amici che ieri ha bevuto una birra insieme, meditando un’opposizione ad un sindaco che vuole sgomberare un centro sociale sede di 27 associazioni no-profit, tra cui Emergency e Africa Insieme, che tra le varie cose realizza corsi d’italiano gratuiti per immigrati. In nome della legalità.

Sep 10
11:43:02.446 ▶▶ Permalink
Last Jew of Vinnitsa
Picture from an Einsatzgruppen soldier’s personal album, labelled on the back as “Last Jew of Vinnitsa,” it shows a member of Einsatzgruppe D is just about to shoot a Jewish man kneeling before a filled mass grave in Vinnitsa, Ukraine, in 1941. All 28,000 Jews from Vinnitsa and its surrounding areas were massacred at the time. (via Photos that Changed the World)

Last Jew of Vinnitsa

Picture from an Einsatzgruppen soldier’s personal album, labelled on the back as “Last Jew of Vinnitsa,” it shows a member of Einsatzgruppe D is just about to shoot a Jewish man kneeling before a filled mass grave in Vinnitsa, Ukraine, in 1941. All 28,000 Jews from Vinnitsa and its surrounding areas were massacred at the time. (via Photos that Changed the World)