Apr 09
10:11:00.382 ▶▶ Permalink
Chi viene pagato da noi come dipendente pubblico, chi gode di un incarico di fiducia come un (ex) Questore deve pur rendere conto a qualcuno del proprio operato. A chi se non alla Gente? E la Gente vede e giudica: e scrive sul blog. C’è libertà di pensiero o no? Il pensiero e il giudizio non uccidono, i manganelli e la violenza di Pontani, Forlani, Pollastri e Segatto sì, quelli hanno ucciso. La Giustizia è dovuta.
Federico Aldrovandi (link aggiunto da me)
May 26
0:20:00.972 ▶▶ Permalink
Sapete già del fatto che si è istituito il reato di immigrazione clandestina. Esso - all’applicazione della legge - sarà attribuito come aggravante per ogni altro reato. Questo concretamente significa che ci sarà una differenza tra la pena inflitta ad un italiano e ad uno straniero per lo stesso reato. Se a rubare è un italiano prende la pena prevista. Se invece lo fa un immigrato prende la pena prevista più l’aggravante perchè è uno straniero. Idem per lo stupro. Se a stuprare è uno straniero la sua pena sarà maggiore. Come se lo stupro praticato dallo straniero fosse più stupro di quello di un italiano. Non mi sorprenderebbe se per gli stranieri immaginassero di non consentire di far ricorso al rito abbreviato […] In ogni caso si tratta già di doppia misura, di doppio metro di giudizio in quei santuari in cui la giustizia si dice che sia uguale per tutti senza differenze di razza, sesso, religione. Si tratta di leggi razziali.
Jun 17
16:10:00.631 ▶▶ Permalink
Mi piace assai la fantasia che scende in campo: sminchiamento dei processi diqquì al millenovecentocuarantacingue, retroattività ma anche avantiattività (che se faccio una minchiata dumani, tengo già u bonus per dopodumani). La certezza della pena cè solo se sono certo che mi fai pena veramente. Ebbasta accussì.
Jul 11
18:17:35.720 ▶▶ Permalink
Questa è un’altra cosa che mi ha sempre irritato: parli di giustizia ed uguaglianza per tutti “senza se e senza ma” ergo sei un radical-chic che non sa nulla della realtà e dei problemi della gente. Invece il Puttaniere con i conti off-shore, n-volte prescritto, che piazza le sue troie per ministeri e dice alle ragazze carine di risolvere i problemi della III settimana sposando o, meno impegnativamente, solo scopando un miliardario, è un profondo conoscitore dei tanti disagi che la gente comune affronta tutti i giorni per fare quella strana cosa sconosciuta a noialtri chiamata sopravvivenza.
Jul 18
15:34:00.606 ▶▶ Permalink
Federico Aldrovandi: 17 luglio 2008 - 21 anni
Caro Federico, [è il tuo ventunesimo compleanno e] sono trascorsi quasi tre anni da quell’alba di morte. Ora con la testa fra le mani sono davanti alle tue ultime foto, scattate due mesi prima di quell’assurdo 25 settembre 2005 e una stretta fortissima al cuore mi assale perché non posso e non potrò mai più restituirti alla tua mamma, a Stefano, ai tuoi nonni. […] Dio, come eri bello e ingenuo. Una delle tantissime cose terribili di queste udienze […] è continuare a non vedere e percepire in questi quattro agenti alcun segno di pietà verso un ragazzino che si stava affacciando alla vita e avrebbe potuto essere il loro figlio. […] La versione di quei quattro è ben diversa da chi afferma di aver visto molto bene quelle operazioni di “polizia” […Nel video della scientifica] non traspare un benché minimo aspetto di pietoso spessore umano intorno al tuo corpo, nel tuo ultimo viaggio senza ritorno, anzi come  sottofondo audio si sente chiaramente una risata. Non so da chi possa essere partita ed il perché, ma lì c’erano solo poliziotti. […] Cosa avrebbero fatto altri poliziotti se al posto di Federico vi fosse stato il loro figlio? Le avrebbero pretese anche loro quelle risposte da quei quattro individui o sarebbero stati invece solidali… per appartenenza ad una stessa divisa? Io forse lo immagino come sarebbe andata a finire. Sarebbero in galera. [O sottoterra, non sarebbe la prima volta…]
Giustizia vorrebbe dire rivederti in tutto il tuo splendore di giovane accanto ad altri giovani, per riprendere un discorso interrotto in un’alba vigliacca, infame e bastarda, ma purtroppo non sarà così, comunque vada. […] Tu sai, Federico, quanto tempo ho aspettato invano che uno di quei quattro fosse venuto a parlarmi di te, di quella mattina? Niente di niente. Silenzio assoluto, pesante come e più della morte. […] Pensavo che avrei protetto i miei bambini a costo della mia vita e che mai nessuno si sarebbe dovuto permettere di far loro del male, nemmeno un graffio. Purtroppo così non è stato e dopo 1013 giorni di attesa […] ho dovuto ascoltare dalla loro voce  che si considerano anche bravi poliziotti… con lodi ed encomi… [Certo: nella loro mafiosa ed omertosa logica saranno stati anche più che “bravi” - perfetti, addirittura…]
Vorrei dirti di non ascoltare le parole dei tanti infami e vigliacchi, di questa disgustosa storia. Vorrei togliere dal vocabolario la parola morte. Vorrei farti riposare in pace e sereno. […]
Una morte quindi dovuta a cosa? Nessuno lo sa spiegare. Alla droga? Dicono di no. Al contatto con quegli agenti? Dicono di no. Sembra caro Federico che quella mattina il tuo cuore di 280 grammi (l’hanno anche pesato, dopo averti sezionato… Dio che immagini…) avesse deciso beffardamente di suonare la sveglia della morte. […] Certo Sig. Malaguti, i genitali [schiacciati di Federico] non erano i suoi e la capisco, ma né io né lei potremo sapere in realtà cosa mai abbia provato quel ragazzino in quegli attimi strazianti in cui forse si è reso anche conto della vita che gli stava sfuggendo senza un perché…Buon Compleanno Federico

Federico Aldrovandi: 17 luglio 2008 - 21 anni

Caro Federico, [è il tuo ventunesimo compleanno e] sono trascorsi quasi tre anni da quell’alba di morte. Ora con la testa fra le mani sono davanti alle tue ultime foto, scattate due mesi prima di quell’assurdo 25 settembre 2005 e una stretta fortissima al cuore mi assale perché non posso e non potrò mai più restituirti alla tua mamma, a Stefano, ai tuoi nonni. […] Dio, come eri bello e ingenuo. Una delle tantissime cose terribili di queste udienze […] è continuare a non vedere e percepire in questi quattro agenti alcun segno di pietà verso un ragazzino che si stava affacciando alla vita e avrebbe potuto essere il loro figlio. […] La versione di quei quattro è ben diversa da chi afferma di aver visto molto bene quelle operazioni di “polizia” […Nel video della scientifica] non traspare un benché minimo aspetto di pietoso spessore umano intorno al tuo corpo, nel tuo ultimo viaggio senza ritorno, anzi come  sottofondo audio si sente chiaramente una risata. Non so da chi possa essere partita ed il perché, ma lì c’erano solo poliziotti. […] Cosa avrebbero fatto altri poliziotti se al posto di Federico vi fosse stato il loro figlio? Le avrebbero pretese anche loro quelle risposte da quei quattro individui o sarebbero stati invece solidali… per appartenenza ad una stessa divisa? Io forse lo immagino come sarebbe andata a finire. Sarebbero in galera. [O sottoterra, non sarebbe la prima volta…]

Giustizia vorrebbe dire rivederti in tutto il tuo splendore di giovane accanto ad altri giovani, per riprendere un discorso interrotto in un’alba vigliacca, infame e bastarda, ma purtroppo non sarà così, comunque vada. […] Tu sai, Federico, quanto tempo ho aspettato invano che uno di quei quattro fosse venuto a parlarmi di te, di quella mattina? Niente di niente. Silenzio assoluto, pesante come e più della morte. […] Pensavo che avrei protetto i miei bambini a costo della mia vita e che mai nessuno si sarebbe dovuto permettere di far loro del male, nemmeno un graffio. Purtroppo così non è stato e dopo 1013 giorni di attesa […] ho dovuto ascoltare dalla loro voce  che si considerano anche bravi poliziotti… con lodi ed encomi… [Certo: nella loro mafiosa ed omertosa logica saranno stati anche più che “bravi” - perfetti, addirittura…]

Vorrei dirti di non ascoltare le parole dei tanti infami e vigliacchi, di questa disgustosa storia. Vorrei togliere dal vocabolario la parola morte. Vorrei farti riposare in pace e sereno. […]

Una morte quindi dovuta a cosa? Nessuno lo sa spiegare. Alla droga? Dicono di no. Al contatto con quegli agenti? Dicono di no. Sembra caro Federico che quella mattina il tuo cuore di 280 grammi (l’hanno anche pesato, dopo averti sezionato… Dio che immagini…) avesse deciso beffardamente di suonare la sveglia della morte. […] Certo Sig. Malaguti, i genitali [schiacciati di Federico] non erano i suoi e la capisco, ma né io né lei potremo sapere in realtà cosa mai abbia provato quel ragazzino in quegli attimi strazianti in cui forse si è reso anche conto della vita che gli stava sfuggendo senza un perché…

Buon Compleanno Federico

Jul 31
12:28:26.478 ▶▶ Permalink
Smentire tutto, anche l’evidenza. A tre anni dalla tragedia, parlano per la prima volta i poliziotti imputati per la morte del giovane Federico Aldrovandi. Giurano di averlo colpito solo alle gambe e che lui «stava benissimo.» La loro versione è contraddetta dai testimoni e dai loro stessi dialoghi. Non hanno idea di come si sia procurato le ferite alla testa e allo scroto, dichiarano in aula […] Eppure due dei loro sfollagente quella mattina si spezzano all’altezza del manico. E la chiamata alla centrale del capo pattuglia Enzo Pontani è inequivocabile: «L’abbiamo bastonato di brutto. Adesso è svenuto, non so… È mezzo morto.» «Una frase detta così, una maniera di dire che non significa niente - si giustifica l’interessato, […] anche l’Italia contro l’Olanda è stata bastonata di brutto.» [Stronzo! …] Pontani aggiunge un particolare mai emerso prima: durante la colluttazione, Aldrovandi avrebbe addirittura tentato di sfilargli la pistola. Un dettaglio che non compare neppure nella relazione di servizio. «Non gli ha mai nemmeno sfiorato l’idea di dire “mi dispiace” [-ricorda Patrizia Moretti, la madre di Federico-] La cosa che mi ha addolorata di più, in questa versione paradossale, è stato quando hanno detto che gli tenevano la mano sulla schiena per fargli sentire la loro presenza. Purtroppo l’ha sentita eccome.» «[…] Aldro è stato ucciso due volte» fa notare Andrea Boldrini, uno degli amici che passò con lui l’ultima serata. «Perché da quando è morto continuano a infangarlo. A ogni udienza sembra lui l’imputato, non i quattro agenti. Fin da quando siamo stati convocati dalla polizia, volevano che dicessimo che era un tossico.» […] In autunno, con la sentenza, sapremo se in questo Paese è normale non sopravvivere a un controllo di polizia.
Aug 29
11:25:18.434 ▶▶ Permalink
Lo schema ormai è un classico. Al Tappone minaccia di impalare i magistrati. L’Anm insorge, il Pdl la accusa di essere al servizio della sinistra, il Pd invita Al Tappone a non compromettere il dialogo sulle riforme «ma anche» i magistrati a non arroccarsi su posizioni corporative. Poi arriva il Ghedini o l’Angelino Jolie di turno e dice che no, impalarli forse è troppo: si potrebbe garrotarli, come gesto di buona volontà. A quel punto saltano su i pontieri del Pd che elogiano le «aperture» dei «moderati» Ghedini o Angelino in vista di un sereno confronto sulla Giustizia.
Sep 17
19:28:00.769 ▶▶ Permalink
Tira aria da Far West da quando in Italia è stata approvata la nuova legge che amplia la legittima difesa. “La miglior difesa è l’attacco, dice una vecchia regola non scritta. In Italia, questa norma è diventata legge: per legittima difesa si può sparare a un ladro che entra in casa o in un negozio, e non si rischia il carcere neanche se si uccide l’intruso. La Lega Nord ha esultato: il Carroccio aveva fortemente voluto questa legge, cara al suo elettorato, fatto soprattutto di piccoli imprenditori.” […] Il provvedimento è aberrante: pone sullo stesso piano il valore della vita ed il valore delle cose; e non c’era da aspettarsi nulla di diverso da un governo che, per ammissione dello stesso ministro Scajola, ha concesso la licenza ad usare le armi durante il G8 di Genova. Il proliferare delle armi renderà più pericolosa la vita dei cittadini; negli Stati Uniti, presi sempre più spesso a modello sociale da imitare, con agghiacciante frequenza vengono usate pistole e fucili in situazioni che nulla hanno a che fare con le aggressioni. Mi si potrà obiettare che i fatti di Milano [conclusisi con l’omicidio di Abdul Salam Guibre,] sono di tutt’altra specie. No! Sono la diretta conseguenza di quel provvedimento, che non è altro che un incitamento a farsi giustizia da sé, ad applicare la legge del Far West dove aveva ragione il pistolero più veloce.
Pier Luigi Zanata (minimamente adattato)
Oct 01
22:14:25.885 ▶▶ Permalink
EBBRAVO SILVIO!!! SPACCACI U CULU AI GGIUDICI!! FACCIAMO PER ESSI UNA PROFONDA RRIFLESSIONE, PROFONDA ALMENO DUE METRI, (Macari nella terra santa di Arcore, che Mangano mi disse china china di letame di cavaddi e cristiani come poche altre). ECCHELLORO POI FACISSERO PURE UNA GENUFLESSIONE, DAVANTI ANNOIALTRI E A VOSSIA!!
Oct 15
14:11:58.549 ▶▶ Permalink
Caro Federico questa mi mancava: “Quella mattina Dio aveva deciso che comunque ci avresti dovuto lasciare, perché era giunto il tuo ‘momento’ finale…” È quello che emerge oggi alla ventesima udienza […] È vergognoso… […] È un insulto all’intelligenza delle persone… che amano la vita e più di ogni cosa i loro figli. […] Giustizia vorrebbe dire farti ritornare Federico a noi… Ma purtroppo ciò non è più possibile… […] Sono sicuro che se quella mattina non avessi incontrato pontani enzo, pollastri luca, monica segatto e forlani paolo, […] saresti qui con noi felice e sereno e forse “l’infarto” sarebbe venuto ad altri.