Voi prendete mai delle piccole note? Ma sì, che lo so che lo fate: che qui è sempre un gran parlare di Moleskine & C. Io ogni tanto ne registro qualcuna al volo sul cellulare, ed ovviamente cerco di essere il più sintetico possibile. Di solito, non v’è problema alcuno… ma oggi mi ritrovo con un’espressione che a priori potrebbe sembrare alquanto enigmatica:
Miliardi di Tappeti di Capelli
Dove l’ho vista? Come, quando, perché? Ma soprattutto, perché me la sono scritta?
Per fortuna mi risponde gùgol che si tratta di un romanzo di fantascienza, e mi tranquillizza: le recensioni, detto per inciso, sembrano tutte molto positive. Continuo a non capire per quale motivo me ne sia segnato il titolo… L’unica possibilità che mi viene in mente è che… si tratta di quanto di più distante da silvio possa esistere in tutto quanto l’universo… (Per restare in tema di fantascienza!) Tutto ciò è rassicurante? Mah, chi può dirlo?!?
In questi giorni sto chiedendo spesso ai miei amici coetanei se per caso dice loro qualcosa “La Famiglia Mezil.” Con poche e sparse eccezioni, la risposta è negativa. Per me, si tratta di un ricordo d’infanzia e per la precisione di una serie televisiva a cartoni animati. Ma per l’appunto devo essere un’eccezione, visto che sembra che per il resto quasi nessuno se la caghi…
Ad essere sincero, io stesso ho ho scoperto solo da pochi giorni il titolo originale, mentre “prima” il ricordo era semplicemente quello, confuso, di “un cartone animato il cui protagonista è un bambino che ogni notte fa un viaggio su un pianeta diverso a bordo di un’astronave gonfiabile rosa che di giorno tiene riposta nella custodia di un violino.” Ah, e non ricordavo minimamente i disegni se non per il dettaglio che… non erano quelli tipici (o dovrei forse dire stereotipi?) degli anime giapponesi dell’epoca.
Inoltre, a proposito di disegni… ricordavo pure di essermi imbattuto qualche anno più tardi ma sempre molto in là nel tempo, in un’altra serie in cui riconoscevo… come dire? Lo stesso character design. Anche se ovviamente all’epoca non mi sarei mai espresso in tali termini! Solo che questa narrava una storia meno fantascientifica e cioè precisamente quella di una famiglia un po’ “fantozziana” alla prese con un viaggio sfigato in giro per il mondo. Ricordavo, quelli sì, dei grandi spisci - il che è cosa buona e giusta, qui e in ogni luogo e bla bla e blabla!
Ora, grazie a “Santa Wikipedia” ho fatto un po’ di chiarezza: infatti a quanto pare si tratta non di due cartoni animati diversi bensì di due diverse sottoserie dello stesso, di produzione ungherese, e cioè appunto “La Famiglia Mezil” di cui esiste anche una prima che io non ricordavo affatto e pure di stampo fantascientifico. In effetti sono separate da diversi anni l’una dall’altra, essendo rispettivamente del ‘69, ‘72 e ‘78 per tredici episodi ciascuna, e caratterizzate da temi piuttosti differenti l’una dall’altra, soprattutto le ultime due.
Lasciando da parte gli amici personali e cercando con gùgol ed anche sul tubo, il discorso è leggermente diverso: i cultori non saranno certo tanti e tanto appassionati o financo agguerriti come quelli dei robottoni giapponisi, ma ve ne è una folta schiera… e più vedo più maieuticamente ricordo: per esempio la sigla italiana della terza serie, che come quasi tutte le sigle nostrane di cartoni animati e telefilm dell’epoca non è possibile non ascoltare senza una certa nostalgia e rimpianto, vedendo il confronto con le “robe” che fanno adesso… ed un po’ di personaggi…
Morale: ‘sti ungheresi… Era un cartone animato già fuori del tempo all’epoca. O forse in anticipo sui suoi tempi! A rivederlo adesso, ci sarebbe solo da imparare, ne sono convinto: fra l’altro forse non lo si dovrebbe urlare ai quattro formaggi, ma anche sull’equino recalcitrante si trovano tutti quanti gli episodi, e volendolo, pure comodamente organizzati in “collezione…” Ovviamente però noi non li scaricheremo, ché faremmo piangere Gesù bambino e forse anche il povero silvio - che non per dire, ma… non erano tutti comunisti, gli ungheresi?
Gli ungheresi hanno la fama di essere un popolo di geni, sicuramente almeno in parte meritata: c’è chi sostiene che sia per via della lingua, che è talmente complicata che se impari quella… Gli inventori sono stati davvero tanti, e per la Matematica si potrebbe menzionare Paul Erdős, il quale fra l’altro era piuttosto attinente al binomio stereotipo di “genio e sregolatezza,” benché più che di sregolatezza bisognerebbe parlare di estrosità. Ma io mi “accontenterò” di un bel salto nel passato dei miei anni ‘80 insieme ad un altro genio ed inventore: Aladar Mezil, a bordo di un’astronave gonfiabile!!
Laboratorio di Calcolo Multimediale
Finora avevo taciuto. Ma ora in due mi costringono ad abbaiarmela…
Dopo averli embeddati uno per uno, eccoli tutti insieme: A Few Judo Throws!
In pratica qualche anno fa il mio amico Yas portò in palestra una macchinetta digitale (all’epoca non erano ancora tanto diffuse…) per prendere un po’ di filmati de noantri che eseguivamo qualche tecnica, sia per vedere come venivano fuori sia per metterli sulla sua pagina personale nel sito dell’azienda per cui lavora.
(“Spiega:”) a suo tempo, quando venni in possesso dei filmati, mi creai una paginetta per mostrarli ed offrirli in download sulla macchina di un amico che mi offriva spazio et webserver. Dopodiché, sfortunatamente, il mio amico ha avuto delle difficoltà tecniche a mantenere un IP statico ed anche l’hostname su un certo dominio che gentilmente gli aveva regalato un nostro comune amico. Ancora, poiché c’ho un account pure questo gentilmente offertomi for free (in entrambi i sensi del termine) su Perlmonk.org, ho mirrorato tutto là. In ogni caso rimane tutto, come si dice adesso, 1.0… mentre ora va di moda uploadre tutto su network sociali e blog e roba del genere. Perciò ho deciso di promuovere questi vecchi filmati ad una fase 2.0 della loro vita, precisamente uploadandoli su Vimeo ed embeddandoli nel blog. In effetti, io trovo che abbiano ancora il loro perché.
Dunque… cos’è che dicevo nei singoli filmati?!? Ah… amarcord ma non troppo, non si creda!
Ah, visto che ci ho “lavorato” ecco il “nuovo” sfondo del desktop di cui parlavo stamattina: l’ho raddrizzata, ché dopo quasi due anni mi rompeva un po’ i bàl che fosse storta benché di circa un grado… ho aumentato contrasto e saturazione nel cielo, modificato leggermente i livelli altrove, ed applicato una piccola maschera di contrasto dapperttutto. Beh, forse non troppo piccola… Amen!
Ricordo di una piccola vacanza a Santa Margherita. Però, beninteso, la foto è di Recco!
C’era una volta… - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. E no: non c’era una volta manco un pezzo di legno, ché anche a quello c’ha già pensato qualcuno… C’era un pirla, e quello sarei proprio io! Ma come, dico io: per una volta, dico una, che mi ricordo e riesco a scrivere un pezzo in tempo… lo imposto come “privato” e mi scordo di pubblicarlo!! Quindi so che è quanto meno inusuale autotumblarsi un link, benché sublimemente autoreferenziale, ma… si sappia: il 25 ottobre è stato il mio primo anniversario di tumblaggio/bloggaggio. E se vi va, andate a leggervi il post. E se vi va ancor di più, leggetevi pure il commento da cui è tratto/ispirato. E se no… ma chi se ne fotte, va’! (Cit.)
Uchi Mata (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)
(Parzialmente tratto ed ispirato da un commento molto più lungo)
La segnalazione originale è del 21/10/2007 - e doveva essere tumblata, non trovate? Maxim mi magnifica che esiste un coso che si chiama Tumblr e che potrebbe essere lo “strumento ideale per diffondere minchiate” - anche se la citazione non è perfetta: but that’s what we were after! Ma il vero inizio è esattamente un anno fa, il 25/10/2007: precisamente con una minchiata di Guelfo, il troll occasionale di ISR che le aveva veramente sfrontate a tutti, e poco più tardi… un aforisma dello stesso maxim, my witty man!
Uno “strumento ideale per diffondere minchiate” dunque: certo, mi sono avvicinato ad esso in quanto tale e fondamentalmente ancora lo considero in questa ottica. Tuttavia poi mi è piaciuto come piattaforma generica di blogging, ciò che può diventare, avvicinandosi in questo dal punto di vista tecnico ad altre ritenute generalmente più adatte ad un simile scopo, mediante opportuni “plugin” come i commenti di Disqus… e sono diventato una di quelle rare bestie che lo usano in quel modo!
L’unico rischio che voglio evitare, anche se per onestà intellettuale devo riconoscere che occasionalmente l’ho sfiorato, è quello di montarmi la testa e trasformarmi in un blogger; poiché faccio una netta distinzione fra “persona che tiene un blog” e lo usa regolarmente o meno come un diario o vi annota semplici minchiate che incontra sulla sua “strada” informatica o meno, e i “blogger” i quali sono persone che per il solo fatto di scrivere su un blog si sentono e spesso vengono percepiti nella loro “comunità” e cioè la blogosfera, come dei veri e propri maître a penser: ed allora davvero si ribalta il ruolo fra persona e blog: con quest’ultimo che diventa obiettivo primario, e non più raccoglitore di pensieri “occasionali” bensì quasi un periodico giornalistico su cui il blogger deve scrivere, per accontentare i suoi lettori, in questa tanto sbandierata socialità 2.0!
O Soto Gari (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)
Kata Guruma (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)
La cena dell’altra sera, qui a casa mia, e per quanto sia stata una cosa semplice: uno dei regali più belli che potessero farmi, i miei compagni di Judo. La foto è sfuocata, mossa e tanto sottoesposta in alcuni particolari quanto bruciata in altri, ma… per qualche motivo mi piace molto proprio per tali caratteristiche!!
In senso antiorario: Lena (purtroppo di schiena,) io, Marzione, Augusto, il mio Maestro Giancarlo ed il “grandissimo” Alesie. (Che è grandissimo ma anche io non scherzo mica e se non corre ai ripari mò lo raggiungo, però forse vengo squalificato per doping, ché è tutto merito del cortisone…) Ah, e la foto è stata ripresa da Marco “Christie’s.”
Ippon Seoi Nagei (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)
Ippon Seoi Nage (via A Few Judo Throws: amarcord ma non troppo, non si creda!)