Libera traduzione/parafrasi di un mio vecchio pezzo su PerlMonks
Larry Wall, il geniale creatore di Perl, è noto per i suoi molti ed arguti aforismi. Uno dei più famosi vuole che le tre virtù dei programmatori siano pigrizia, impazienza ed arroganza. Inoltre sostiene che il Perl è stato disegnato intorno a tali principi. Non si tratta solo di una affermazione scherzosa, ma ha anche un fondamento molto serio. Per come la intendo io, è una sinergia fra di esse che le rende virtù. O almeno, due qualsiasi di esse. Io ad esempio eccedo in pigrizia. Invero sono così pigro che spesso faccio delle cose in maniera inefficiente perché non mi va di scrivere quelle due righe di codice (in più) che mi renderebbero la vita più facile, e nel complesso il tutto mi prende più tempo di quanto sarebbe realmente necessario. Ma se ho poco tempo, l’impazienza fornisce qualche motivazione in più. Esattamente quella che serve per scrivere quel codice. Un simile ruolo potrebbe giocare l’arroganza. E l’arroganza da sola, senza le altre due, potrebbe farti fare qualcosa di completamente diverso, come usare qualche ingombrante e stupido linguaggio di quelli che ti farebbero perdere un mucchio di tempo, solo per potertene vantare. E l’impazienza da sola? Beh, quella forse potrebbe essere sufficiente per spingere uno ad usare perl, ma magari anche qualche altro tool RAD di cui poi uno non andrebbe tanto orgoglioso…
Audioslave - Like a Stone
Molti bloggers, in questi ultimi giorni, si sfidano a colpi di canzoni tristi. Mi piace. Anche un pagliaccio come me ogni tanto ama commuoversi. (via Il Morso della Vipera)
Sarà, io non ne sapevo nulla. Inoltre:
Quindi ecco la mia proposta, che poi non per dire ma la cosa sorprendente è che non l’ho postata prima, visto che si tratta di uno dei miei pezzi preferiti: non so se è sufficientemente triste; a quanto pare il significato stesso del testo è controverso, ma melanconico ed in qualche modo funereo, pessimista lo è di sicuro… Soprattutto, per me è così coinvolgente: due anni fa, poco dopo la diagnosi, un caro amico mi regalò un ipod shuffle. Per provarlo, ci misi su una “playlist di massima” - “tanto domani o dopo la studio e la raffìno per benino…” Needless to say, è ancora quella. Tale e quale! (Ad onor del vero, più di recente mi è stato regalato anche un ipod nano, che… stesso destino!) Quell’oggettino però mi ha poi accompagnato nei tanti viaggi verso Candiolo. Needless to say, l’ascolto era caratterizzato da innumerevoli salti di brani che mi chiedevo che cazzo ce li avevo messi a fare, finché non mi imbattevo in Like a Stone, ed era l’unica che mi riascoltavo due, tre o anche più volte di seguito, rapito dalle liriche struggenti e dall’assolo di chitarra di Tom Morello, che -per non essere io affatto un rockettaro- non mancava mai di strapparmi un potente brivido lungo la schiena. E pensavo, e pensavo…
In your house I long to be
room by room patiently
I’ll wait for you there like a stone
I’ll wait for you there alone
vibrisse: lazy cat - giornata decisamente gattosa, non c’è che dire… Del resto il gatto “homeroso” non si poteva non ribloggare, eh!
Note a margine della considerazione di HariSeldon, che mi sono astenuto dall’inserire nella stessa fra parentesi quadre per non appesantirla troppo:
“Conservatore” […] è giustissimo: nel senso che prima di cambiare una cosa importante che funziona bene voglio analizzare nelle minuzie infinitesime tutte le parti dell’alternativa.
Allora anche nel mio caso “conservatore” […] è giustissimo: nel senso che prima di cambiare una cosa più o meno importante che funziona anche solo a cazzo purché non totalmente a cazzo, voglio analizzare nelle minuzie infinitesime tutta una serie di dettagli che poi… non c’avrò la benché minima voglia di guardare neanche da lontano. Questo, quando mi viene un attacco di buona volontà. Normalmente, non c’avrò voglia di cambiarla e basta.
A me il nuovo va benissimo se è migliore del vecchio, ma essere nuovo non è condizione sufficiente per essere migliore.
Infatti ridendo e scherzando (poco, ché a me vien più da piangere!) son passati ormai quasi 15 anni da che se ne parla, ma non ancora ho superato lo sfrantamento di maroni per “il nuovo che avanza:” macazzo, se a loro avanzava proprio a noi dovevano rifilarcelo?!?
Sempre gli scarti ci toccano! (Per il link ne ho scelto uno a caso, ma neanche troppo a caso…)
via vibrisse, lascatola20, Spirito-Libero
Questo gatto è spettacolare e non potevo astenermi dal ribloggarlo: piuttosto la scelta è stata difficile fra questa posizione bella spaparanzata, un felino sbadiglio e una bevutina (sempre che esista il sostantivo “bevutina…”) al rubinetto.
Brus, Crixi, Titti, io e Aui al MayDay 008 (via “Facebook | Foto con te” dall’album: amici di Tiziana Bartolini)
Ma vedi come sono fuckin’ pigro, che questa fotografia ce l’avevo da mò come tutte le altre ed ho dovuto aspettare di dartela stamane e che tu la mettessi su feìsbuk, per bloggarla?!?
C’era una volta… - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. E no: non c’era una volta manco un pezzo di legno, ché anche a quello c’ha già pensato qualcuno… C’era un pirla, e quello sarei proprio io! Ma come, dico io: per una volta, dico una, che mi ricordo e riesco a scrivere un pezzo in tempo… lo imposto come “privato” e mi scordo di pubblicarlo!! Quindi so che è quanto meno inusuale autotumblarsi un link, benché sublimemente autoreferenziale, ma… si sappia: il 25 ottobre è stato il mio primo anniversario di tumblaggio/bloggaggio. E se vi va, andate a leggervi il post. E se vi va ancor di più, leggetevi pure il commento da cui è tratto/ispirato. E se no… ma chi se ne fotte, va’! (Cit.)