Feb 01
14:47:00.615 ▶▶ Permalink

E ricordiamola, Betty 23 - Ciao Meraviglia!

Apr 03
22:41:00.903 ▶▶ Permalink
L’Underground piange Betty, morta sabato 3 aprile [2004] nell’incendio dello Sqott a Milano. Betty: così dolce, così creativa, così fondamentale, così pantera, così “nostra”. Sono stato parecchio tempo a pensare se definire “regina” una componente sincera dell’Underground non fosse in un certo senso fuori luogo. La regina è una figura che ha a che fare col potere, con lo sfarzo, è una posizione di supremazia. Tutte cose che con Lei non ci sono mai c’entrate. Eppure mi sono accorto che per me, e non solo per me, anche prima, molto prima, di questa tragedia, Betty è sempre stata una regina. Una regina gentile. E volevo dunque dire due parole, per ricordare una persona importante per questa città. Una persona che ha fatto molto per rendere questo posto meno brutto. Una sorella che verrà probabilmente ricordata solo dalla sua comunità, e non dalla sua Milano, che dove è morta costruirà a breve un altro tempio/bocconi/giovanimanager/albertinistyle. […] Betty non era una “politica”, ma ha sempre fatto politica anche se il suo atteggiamento non è mai stato ideologico. L’ha fatto con molto stile. Per questo tutti le hanno voluto bene. Per questo la ricorderanno come una specie di regina: è stata leggera e autorevole, è stata coerente e solare. È stata la “nostra” Betty.
22:53:00.911 ▶▶ Permalink
Ciao Betty, grazie per avermi insegnato a leggere e scrivere 21 anni fa quando eri la mia maestra… grazie per avermi fatto sorridere e stare bene con te 21 anni dopo dietro ad una consolle. Mi si è spezzato per sempre il cuore, mi manchi da impazzire. Ciao Betty, ti voglio bene.
“cuca” (che credo abbia scritto le parole più belle che Betty -e forse chiunque- potesse desiderare di leggere…)
23:23:00.932 ▶▶ Permalink

Proprio adesso che i giornalisti fanno a gara a gettar merda sulla cultura dei rave strumentalizzando un pur dolorosissimo fatto di cronaca quale è sempre la morte di un giovane, mi sembra giusto postare un commovente filmato in cui i bambini di Betty23 salutano la loro maestra, morta in un incendio esattamente quattro anni fa: il 3 aprile 2004. Ciao Meraviglia!

May 24
0:45:00.989 ▶▶ Permalink
cioeffiga ma il volume è alto perché la musica la devi vivere, non solo ascoltare, tutta la disco deve essere una mente sola e un corpo solo che si muove permeato dalla vibra
playmodrill (link @ mybabylon, click at your own peril) in Dentro gli hipster (Eccetto che io questa cosa non l’ho mai percepita in una discoteca. Ai rave, alle serate DNB in qualche club claustrofobico, a qualche dancehall, a qualche concerto…)
Jun 24
23:57:00.956 ▶▶ Permalink

Storie di vita vissuta: basta un poco di zucchero

A differenza degli altri racconti di vita vissuta, questo non riguarda vicende di nerdismo computeristico, ma un semplice piccolo aneddoto da leisure time che spesso mi piace narrare: e allora -mi dico- perché non sul blog?

Bene, avete presente Mary Poppins e il famoso balletto “basta un poco di zucchero e la pillola va giù?” Ecco: non c’entra una ciunfa di minchia, ma se avrete la pazienza di leggere fino in fondo vedrete che la pillola alla fine va giù lo stesso!

Eravi dunque in Milano, cari bambini, un posto -denominato Dep. Bulk- che era centro di aggregazione giovanile, fucina di idee, sede di iniziative culturali e se non d’altro, di concerti che sfuggivano alla solite leggi di mercato, o di “serate danzanti” davvero incentrate sul culto della musica, percepita in maniera autentica e primitiva nella più positiva accezione del termine possibile: ciò che non può essere semplicemente bollato come “musica (buona) a costi contenuti” come se fosse poco, perché non è affatto poco in una città che è ancora troppo la famigerata Milano da bere degli anni ‘80. (Alla faccia dei baluba avvolti quasi come se fossero divise nelle loro camicette bianche stirate -o equivalenti abitini di botique, per quel che riguarda le donne- che affollano i locali “fighi,” così falsi, coi loro sorrisetti stereotipati, la soddisfazione di superare la selezione all’ingresso che li fa sentire superiori sulla base di niente che non sia… grana! La classica gente che ti fa discorsi tipo che la qualità la paghi, ed infatti paga, ma per ambienti, compagnie e musiche insulsi quanto lo sanno essere solo gli spot televisivi…)

La nostra storia si svolge al Bulk, una sera che c’era una di quelle serate danzanti… beh, un rave, sarebbe meglio dire… ma tanto il concetto è lo stesso: bella gente, musica e tanto sano divertimento! Che storia era? Bella storia, ovviamente: che, te lo venivo a dire se no? Tanto bella che ad una certa gli amici se n’erano andati da un pezzo, ma anche di fronte alla prospettiva di dover rientrare a piedi avevo deciso di rimanere: ebbene sì, facevo di ‘ste cose, all’epoca. E mi dice il tuttocittà che sono un paio di paii di chilometri, micacazzi! Che ci volete fare: la musica mi pigliava bene, e la serata procedeva alla grande. Anche il baretto aveva chiuso, ma avrei preso volentieri ancora qualcosa: perciò scosto le tendine per un ultimo improbabile tentativo di vedere se c’è qualcuno, possibilmente un mescitore di alcolici. Molto improbabile! Infatti non c’era qualcuno, ma qualcosa sì: nella fattispecie, una bottiglia di gin. A questo punto, ditemi voi un povero stronzo cosa può fare se non riempirsi un generoso due terzi di bicchiere di plastica da birra media?!? Esatto: si riempie un generoso due terzi di bicchiere di plastica da birra media. Solo che se poi un povero stronzo c’ha un minimo di testa sulle spalle residua e sa che deve affrontare un paio di paii di chilometri a piedi, cosa può fare?

Un povero stronzo generico, non so: ma il povero stronzo specifico che sono io, anche se si è sentito ripetere ad nauseam che “bisogna scalare verso l’alto” è convinto che per come sta (già!) messo, se si beve tutto quel gin esso finirà pure da qualche parte, e più precisamente nel circolo sanguigno, e il paio di paii di chilometri diventano sempre più probabili come percorso a nuoto piuttosto che a piedi. Perciò esce, tornando in mezzo alla massa danzante, ed avendo avvistato un tipo dotato di lattina di birra propone con inequivocabili gesti a prova di unz unz sconquassante, uno scambio: la lattina per il bicchiere di gin. Come scambio mi pare onesto: infatti lo sarebbe stato se il tipo… non avesse equivocato, versandogli -peraltro generosamente- abbastanza birra nel bicchiere da riempirlo completamente.

Ultima fase: lo zio bleiz osserva meditabondo l’agghiacciante cocktail gin & birradadiscount che pur non volontariamente ha contribuito a creare riflettendo su che sapore di merda deve avere, ma senza per questo riuscire ad astenersi dall’ingurgitarne un sorso ogni tanto… quando, quale novello deus ex machina gli si presenta davanti un tipo coi dreddoni che gliene chiede un sorso. Faccio: “se vuoi, fa pure, ma fa veramente schifo!” Risposta: “tanto mi serve solo per mandar giù ‘ste paste!” Needless to say, mi sono commosso, ed il tipo ha avuto tutto quanto il bicchiere…

Sep 23
21:31:33.855 ▶▶ Permalink
A Porta a Porta una tizia ha appena detto “vorrei scagliare una pietra in favore della polizia scientifica” mentre un uomo con un riporto di teflon discettava di rave party. Ah, il napalm! [Verrebbe voglia di impiegarlo massivamente, lo so: ma non risolve niente e sì, sto prendendo seriamente una battuta. Basterebbe un po’ di intelligenza, ma ormai è molto più difficile da trovare del napalm!]
Sep 24
19:37:38.776 ▶▶ Permalink
I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pacman avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva!
Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989 [apocrifa] via PlacidiAppunti