Aug 10
23:01:00.917 ▶▶ Permalink
Se scrivi al computer, ricordati di accenderlo: consuma un po’ di più, ma ne vale la pena. [Però già che ci sono ad alcuni ci consiglierei di risparmiare per motivi governo ladro e di su e di giù, che si sa che quest’anno nessuno potrà andare in ferie perché non c’ha soldi, il prezzo del petrolio sale in modo insostenibile, la gente è alla canna del gas e gli italiani non arriveranno a fine mese. Perciò altruisticamente ci consiglio di scrivere sì, ma con il compiuter spento: per loro eh, per risparmiare, mica per altro!]
Sauro con lunga chiosa mia che non so se s’è notata, ma per chi ci interessa deve molto a Giubo!
23:06:16.921 ▶▶ Permalink
Se scrivi a macchina, ricordati che le macchine, per quanto intelligenti, non potranno mai superare il cervello umano. A meno che il cervello non sia quello di Valeria Marini, che già anni fa è stato superato da un Ciao con la marmitta Polini. Un Ciao fermo. Questo se scrivi a macchina. Se invece scrivi in macchina, ricordati di allacciare la cintura. Se poi scrivi sulla macchina, tieni presente che “lavami” è una cosa ormai inflazionata e che poi ti diventa tutto il dito sporco. Anche scrivere “cornuto” sulla carrozzeria col cacciavite non è il massimo dell’originalità: già molti scrittori lo hanno fatto, tra i quali mio cognato.
Sauro, minimamentadattato
23:12:19.925 ▶▶ Permalink
Scrivi quello che ti va di scrivere. Non fare come me, che siccome mi dispiace lasciare il blog fermo, sono costretto a scrivere immonde cazzate tipo questa. Scrivi dove ti pare, ma non scrivere mai su un blog: non è sano.
Sauro, con link autologo (che credo che sia la parola giusta) inserito da me.
Aug 20
12:14:56.468 ▶▶ Permalink
Vivo nei margini. Non ai margini, proprio dentro. È la mia nicchia naturale. Da sempre. Da qualche parte, in carta e inchiostro o forse solo in bit dentro un computer, deve abitare ancora l’abbozzo di un romanzo che non ho mai scritto e che si intitolava, appunto, Margini. […] Resta che non c’è gran spazio dentro ai margini. Per esempio Angelina Jolie non ci sta. Invece ci metto volentieri la Scarlett Johansson. Nel senso che mai vorrei essere la prima ma sarei felice di trasformarmi nella seconda: perderei in altezza ma guadagnerei in età. E poi, che diamine, non sono mai stata bionda.
Oct 09
20:18:50.804 ▶▶ Permalink
A furia di cancellare gente [da FriendFeed] mi rendo conto che alla fin fine mi interessano sempre le solite persone, e che probabilmente è proprio questo genere di condivisione e di socializzazione in sé che non mi si attanaglia. A furia di socializzare, condividere, segnalare, sono mesi che non scrivo un post! Non che qualcuno ne senta la mancanza; ciò di cui però sento la mancanza io, è di prendermi un po’ di tempo per produrre, creare, esprimermi, invece di cercare l’esultanza collettiva e l’armonia della folla.
Irene in comunicazione semiprivata (minimamentadattato e con link aggiunti da me.)
Oct 24
0:38:56.985 ▶▶ Permalink
Fermo restando che i puntini di sospensione sono il male, e vanno usati con parsimonia eccessiva, dato che si vedono in giro testi che sembrano fatti da Seurat e non a caso costui era pittore, mica scrittore, eh! chi non mette lo spazio dopo un qualsiasi segno di punteggiatura, escludendo ovviamente l’apostrofo, se la vedrà col mio gatto a nove code. Oggi stress da impaginatore di testi scritti male, si nota?
dario in comunicazione semiprivata, leggermente adattato perché anche le parentesi sono il male™!
Nov 06
20:03:42.835 ▶▶ Permalink

Beppe Severgnini - Lezione 4 - La regola del P.O.R.C.O. Via MelaMela che molto modestamente me la suggerisce in privato in risposta alle mie pippe mentali sul mio modo di scrivere che ritengo sempre troppo farraginoso ed intrinsecamente prolisso.

Nov 19
15:48:00.658 ▶▶ Permalink

Piccole Note & Misteri

Voi prendete mai delle piccole note? Ma sì, che lo so che lo fate: che qui è sempre un gran parlare di Moleskine & C. Io ogni tanto ne registro qualcuna al volo sul cellulare, ed ovviamente cerco di essere il più sintetico possibile. Di solito, non v’è problema alcuno… ma oggi mi ritrovo con un’espressione che a priori potrebbe sembrare alquanto enigmatica:

Miliardi di Tappeti di Capelli

Dove l’ho vista? Come, quando, perché? Ma soprattutto, perché me la sono scritta?

Per fortuna mi risponde gùgol che si tratta di un romanzo di fantascienza, e mi tranquillizza: le recensioni, detto per inciso, sembrano tutte molto positive. Continuo a non capire per quale motivo me ne sia segnato il titolo… L’unica possibilità che mi viene in mente è che… si tratta di quanto di più distante da silvio possa esistere in tutto quanto l’universo… (Per restare in tema di fantascienza!) Tutto ciò è rassicurante? Mah, chi può dirlo?!?