Apr 09
9:10:00.340 ▶▶ Permalink
Veramente non ti telefoniamo per il tuo libro […] Tu scrivi di notte, no? Allora volevamo invitarti a un dibattito sul popolo della notte, con un dj, una puttana e un tassista. Ti va vero?
Apr 16
12:02:00.459 ▶▶ Permalink
Ma a parte la determinazione ad andare a vivere all’estero, io dico riscopriamo l’ozio. Riprendiamoci quello sflanellare felici e fascinosi degli anni dell’opposizione. Andiamo ai festival estivi, fidanziamoci, troviamo nuovi passatempi, sfidanziamoci, scriviamo un libro, facciamo delle cose creative, sdraiamoci su un’amaca, insomma facciamo tutto. Anche niente.
Apr 29
16:35:00.649 ▶▶ Permalink
Il mio ego è talmente fioco che anche i personaggi che invento hanno l’ego più grande.
May 07
17:07:00.671 ▶▶ Permalink
Suzukimaruti, tu riusciresti a scrivere anche sulla sensazione che ti dà l’aria tra le dita mentre dormi
Twitter / mafe (minimamente adattato)
May 14
0:44:00.988 ▶▶ Permalink
Ancora una volta i brividi mi colgono nel leggere “Caffè svizzero, ore 18”, un racconto che prima o poi chiederò a mia madre di publicare
Twitter / Matteo Balocco (leggermente adattato)
May 17
0:28:00.977 ▶▶ Permalink
Contando che scrivere è il mio mestiere, dimenticare una virgola e non farsi capire è come tagliare un orecchio per un barbiere!
Twitter / Suzukimaruti (minimamente adattato da blazar come che ci piace a lui!)
May 20
12:00:00.458 ▶▶ Permalink
E allora, lancio da qui la mirabile proposta: grandi editori italiani, vogliamo andare fino in fondo con questa cosa della globalizzazione? Vogliamo dare una svolta al crollo delle vendite? Sì? Coraggio! Chiudete tutte le librerie e arruolate i senegalesi. Di sicuro un senegalese a piedi costa meno di un megastore da 3.500 metri quadri in centro con casse, personale, scaffali e tutto il resto. Già me li vedo per strada: migliaia di giovani neri carichi di romanzi, decisi nel promuoverli, capaci di venderli. “Ciao amigo, qua la mano, ha mai letto Borges? Eddai, leggilo, così diventi intelligente e io vado a comprarmi un panino.” Come mai nessuno ci ha ancora pensato?
May 30
16:49:13.659 ▶▶ Permalink
L’altra [certezza esistenziale che ho] è che solitamente, e con le immancabili eccezioni, i blog che hanno come titolo un gerundio o una locuzione avverbiale sono delle minchiate cosmiche.
Jun 10
12:00:39.458 ▶▶ Permalink
A study in the February issue of the Oncologist reports that cancer patients who engaged in expressive writing just before treatment felt markedly better, mentally and physically, as compared with patients who did not.
Jul 16
10:19:12.388 ▶▶ Permalink
[Non scrivo più perché] perché in tutti i blog che si rispettino si deve scrivere un post dove si spiega il perché non si sta scrivendo con la frequenza di un tempo.
Sep 04
13:40:00.527 ▶▶ Permalink

Premonizioni & Procrastinazioni

Oggi, 3 settembre 2008, è l’anniversario del 3 settembre 2001: una data che ai più non dirà nulla, ed ai meno pure: per me fu l’inizio del servizio civile, ed anche se di norma quest’ultimo non è il genere di evento che la gente ricorda con espressioni gioiose o cotillon quali cappellini di carta a punta e lingue di Menelik, io ogni anno ci penso con un po’ di benevolenza e financo nostalgia. Se qualcuno propone il 31 agosto come Capodanno, io sono d’accordo con il periodo in generale, ma forse propenderei più precisamente proprio per questa data!!

In questo post, quindi, voglio parlare un po’ del mio servizio civile…

Detto per inciso, le lingue di Menelik sono quelle trombette srotolabili di carta da festa che fanno da complemento ai cappellini a punta, per cui invece di dire “lingue di Menelik” avrei potuto dire “trombette srotolabili di carta da festa che fanno da complemento ai cappellini a punta” solo che siccome che per qualche motivo che non ricordo assolutamente, conosco il loro vero nome, mi bullo dicendolo… E così istruisco pure i miei due o tre lettori!

La mia incredibile erudizione, comunque, non spiega come mai io ricordi con benevolenza e financo nostalgia l’inizio del mio servizio civile: intanto perché ero più giovane, anche se non sono uno di quelli che indulgono nei “momenti amarcord al punto di rendersi ridicoli o se lo sono, non me ne rendo conto… ed in tal caso gradirei che mi si lasciasse pascere nella mia beata ignoranza! Poi perché all’epoca stavo certamente meglio di adesso. Ma se è per questo potrei anche rimpiangere il giorno che un piccione mi cagò in testa, ed allora il 3 settembre perderebbe di ogni significato: invece mi è caro perché, anche se quel giorno io non lo sapevo ed anzi pensavo che fosse tutta una grande sbatta, nel complesso l’esperienza fu positiva, e ad ogni modo ha avuto un’eco tanto grande nella mia vita e ad esempio nelle mie amicizie che posso affermare senz’ombra di dubbio che l’ha influenzata in maniera determinante!

Suffice to say che ben un terzo delle relazioni sentimentali che io considero importanti nella mia vita deriva da lì… Per i più tardi: significa che ci ho una ex che ho conosciuto dove ho fatto il civile, neh! (E che ci ho tre “ex” che considero importanti…)

Ad ogni modo so che i più furbetti a questo punto mi faranno notare che oggi non è più il 3 settembre 2008 poiché è già passata la mezzanotte. Io potrei anche fare il superiore ed ignorarli, ma qualcuno più furbetto di altri mi farebbe notare che le 13:40 del giorno successivo sono ben più di quanto la maggior parte della gente accetterebbe come definizione di “già passata la mezzanotte” ed io, dopo avergli comunque fatto doverosamente notare che è un gran rompicoglioni, dovrei ammettere che ho un tantinello procrastinato la stesura di questo post.

In effetti, due sono le cose da dire: la prima è che nonostante tutto, cioè le mie condizioni di salute attuali e bla e bla bla, non solo non mi annoio, ma per fortuna riesco a tenere la mente impegnata tanto che ogni sera arrivo all’ora di sbrandare che sono sempre un po’ incazzato per tutte le cose che avrei voluto fare (leggere, imparare, rielaborare, scrivere) e che ogni mattina sento che “oggi è il giorno buono che ce la faccio” ed invece sono sempre più quelle che lascio indietro di quelle che riesco a sbrigare, con altre -nuove- che intanto si accumulano. La seconda… non me la ricordo!! Ché se la memoria a lungo termine pur non essendo eccezionale credo sia superiore alla media, quella a breve è completamente fottuta!

Fatto sta che stamattina ieri mattina, rinfrancato dal pensiero che è era il 3 settembre e ben disposto da tale pensiero, ho avuto la precisa premonizione che sarebbe stato “il giorno buono che ce la faccio:” a posteriori (che non è mai male!) guardando i post di ieri, si può notare quanto poco ci abbia preso!! Ed allora la seconda cosa da dire potrebbe essere proprio questa: che questo stesso articolo è mancato, e ieri notte all’ora di sbrandare, mi sono incazzato per non essere riuscito a scriverlo; diventa quindi molto autoreferenzialmente un meta-articolo sulla procrastinazione.

But it can get even worse than that: per fare un esempio, che i più non capiranno e i meno pure, sono attivo su un forum tecnico sul più bel linguaggio di programmazione del mondo. Però era da un po’ che o scrivevo solo risposte più o meno standard per niubbi o questioni per così dire amministrative, relative al sito stesso, ma niente di che; finalmente settimana scorsa ho trovato tempo e voglia per chiedere una cosa “seria” di programmazione che da un po’ mi frullava in testa e mi sono state fornite ben tre (famiglie di) risposte diverse. Poiché è un argomento a mio avviso alquanto interessante, è da allora che voglio prendere la discussione e farne da una parte un sunto e dall’altra espandere un po’ sul soggetto -in altre parole “rielaborarlo e sistematizzarlo”- mettendo tutto insieme in un articoletto per il mio use.perl journal (una specie di blog tecnico su un altro sito da nerd!) ed è da allora che ogni mattina mi vado ripetendo: “oggi ce la faccio!” Eppure, ogni giorno, arrivato a sera: niente, nada, nisba!

In un certo senso, scrivere l’articoletto di cui sopra è la cosa a cui tengo di più. Però c’è da ragionarci un po’ su, ci vuole impegno. Ed allora fra una cosa che in termini di impegno e fatica richiede 10 (in qualche unità di misura) e cinque che richiedono 1 (in qualche unità di misura) si finisce sempre per scegliere le seconde. Ehm… qualcuna delle seconde. Vabbe’, cazzo! Una…

Oggi sarà il giorno buono che ce la faccio? Boh, la mattinata ormai è andata… Se ce la faccio, poi il feed dello use.perl journal viene automaticamente importato qui. E poi di solito mi diverto a modificare l’articolo importato, per esempio traducendolo. L’ultima volta, l’ho fatto: era il post sul perlativo. Che peraltro mi ha fatto vincere una meritata menzione d’onore come mejo semio-segaiolo della storia di cui ancora vado orgoglione!

Morale: oggi sarà il giorno buono che ce la faccio?

Sapete una cosa? Alla fine mi sa che nel mio articolo sul 3 settembre e sul mio servizio civile, del 3 settembre e del mio servizio civile non vi dico proprio una ciunfa di minchia!

Sep 07
14:18:26.554 ▶▶ Permalink
Cazzo vuoi che scriva una domenica di settembre semiuggiosa su quanto accadrà in città il mese prossimo? E che ne so? E chi me lo dice di domenica? Mi sa che passo.
Sep 19
16:19:05.638 ▶▶ Permalink
zio blazar , uno che tutti i giorni tenta almeno un postaccione [Ma no, dai, dipende dai periodi… Oggi no, per esempio!] la dice com’è: qui, più che uno zio, un fratello; il “qui” sarebbe poi il postaccione di ier l’altro: la citazione proviene dai commenti, altro terreno dove il nostro si spende come pochi, dimenticando poi di sottrarre quel tempo al tempo, ché ci s’infervora e non si tiene in conto, e l’energia svanisce senza darne avviso, ché scrivere ci sembra sempre senza sforzo; presi dall’urgenza, non curiamo il dispendio.
nikink (minimamentadattato per togliere qualche parentesi!)
Oct 09
16:18:00.637 ▶▶ Permalink

Time Slip?

Bon, affetto da cronica mancanza di tempo ormai lo sono da tempo, ed incidentalmente trovo meravigliosamente autoreferenziale tutto questo parlare di tempo! Ma si sa: mi diverto con poco…

A volte m’infastidisce: il leitmotiv essendo quello di svegliarsi ogni mattina dicendo oggi ce la faccio!” Ed ogni giorno arrivare a sera rendendosi conto che non si è fatto “niente…” Senza contare i forum, i newsgroup, le mail, gli IM e quant’altro! Poi però ci pensi su e ti ricordi che non è mica un lavoro. Allora per quanto sia frustrante ti consoli pensando che sarebbe molto peggio se accadesse il contrario e ti annoiassi ogni giorno aspettando una sera che non arriva mai; e te la prendi comoda senza troppi rimorsi.

Così ieri avevo deciso con molta tranquillità di “trascurare” questo blog senza tumblare alcunché per dedicarmi ad altro… (anche se una piccola citazione “privata” non ho resistito alla tentazione di metterla!) quando… me lo sono trovato pieno mio malgrado! La spiegazione del mistero? Semplice: qualche libro importato tramite il feed di aNobii. Tutto normale quindi? Beh, mica troppo: perché quei libri li avevo aggiunti in occasione della mia ultima visita su aNobii stesso, cioè… qualcosa come un anno fa! (Un’altra storia di ordinaria procrastinazione…) Morale: non ce la fa proprio a star vuoto, eh? La “colpa” pare essere di aNobii stesso, ché sostiene puScic che:

“ieri invece che in FriendFeed pareva d’esser in biblioteca”

Ah, ed ora visitona di parenti dal Piemonte, per cui non conto di essere particolarmente attivo e scrivere granché neanche oggi: chissà se salterà fuori qualche altro deus ex machina creatore di contenuti?!?

20:18:50.804 ▶▶ Permalink
A furia di cancellare gente [da FriendFeed] mi rendo conto che alla fin fine mi interessano sempre le solite persone, e che probabilmente è proprio questo genere di condivisione e di socializzazione in sé che non mi si attanaglia. A furia di socializzare, condividere, segnalare, sono mesi che non scrivo un post! Non che qualcuno ne senta la mancanza; ciò di cui però sento la mancanza io, è di prendermi un po’ di tempo per produrre, creare, esprimermi, invece di cercare l’esultanza collettiva e l’armonia della folla.
Irene in comunicazione semiprivata (minimamentadattato e con link aggiunti da me.)