Jun 25
18:16:00.719 ▶▶ Permalink
Qualche sera fa c’era in TV Pecorella, uno dei tanti avvocati di Silvio, che diceva: “Immaginate in un contesto di politica internazionale il nostro premier che deve giustificarsi con i colleghi per una condanna per corruzione giudiziaria, pensate che figura!” Il bello è che era presente un deputato del PD, ex magistrato tra l’altro, che non ha fiatato. Non si deve arrivare a fare figure del genere con gli altri premier. Ma c’è una via più semplice ed efficace che impedire al potere giudiziario il suo corretto esercizio: non permettere ad un indagato per corruzione di diventare presidente del consiglio, porcamadonna!! Hai capito Pecorella, grandissima testa di cazzo?!? Estendo la mia repentina e sgradevole esplosione di volgarità a tutti quei coglioni che lo hanno votato.
Jul 18
15:34:00.606 ▶▶ Permalink
Federico Aldrovandi: 17 luglio 2008 - 21 anni
Caro Federico, [è il tuo ventunesimo compleanno e] sono trascorsi quasi tre anni da quell’alba di morte. Ora con la testa fra le mani sono davanti alle tue ultime foto, scattate due mesi prima di quell’assurdo 25 settembre 2005 e una stretta fortissima al cuore mi assale perché non posso e non potrò mai più restituirti alla tua mamma, a Stefano, ai tuoi nonni. […] Dio, come eri bello e ingenuo. Una delle tantissime cose terribili di queste udienze […] è continuare a non vedere e percepire in questi quattro agenti alcun segno di pietà verso un ragazzino che si stava affacciando alla vita e avrebbe potuto essere il loro figlio. […] La versione di quei quattro è ben diversa da chi afferma di aver visto molto bene quelle operazioni di “polizia” […Nel video della scientifica] non traspare un benché minimo aspetto di pietoso spessore umano intorno al tuo corpo, nel tuo ultimo viaggio senza ritorno, anzi come  sottofondo audio si sente chiaramente una risata. Non so da chi possa essere partita ed il perché, ma lì c’erano solo poliziotti. […] Cosa avrebbero fatto altri poliziotti se al posto di Federico vi fosse stato il loro figlio? Le avrebbero pretese anche loro quelle risposte da quei quattro individui o sarebbero stati invece solidali… per appartenenza ad una stessa divisa? Io forse lo immagino come sarebbe andata a finire. Sarebbero in galera. [O sottoterra, non sarebbe la prima volta…]
Giustizia vorrebbe dire rivederti in tutto il tuo splendore di giovane accanto ad altri giovani, per riprendere un discorso interrotto in un’alba vigliacca, infame e bastarda, ma purtroppo non sarà così, comunque vada. […] Tu sai, Federico, quanto tempo ho aspettato invano che uno di quei quattro fosse venuto a parlarmi di te, di quella mattina? Niente di niente. Silenzio assoluto, pesante come e più della morte. […] Pensavo che avrei protetto i miei bambini a costo della mia vita e che mai nessuno si sarebbe dovuto permettere di far loro del male, nemmeno un graffio. Purtroppo così non è stato e dopo 1013 giorni di attesa […] ho dovuto ascoltare dalla loro voce  che si considerano anche bravi poliziotti… con lodi ed encomi… [Certo: nella loro mafiosa ed omertosa logica saranno stati anche più che “bravi” - perfetti, addirittura…]
Vorrei dirti di non ascoltare le parole dei tanti infami e vigliacchi, di questa disgustosa storia. Vorrei togliere dal vocabolario la parola morte. Vorrei farti riposare in pace e sereno. […]
Una morte quindi dovuta a cosa? Nessuno lo sa spiegare. Alla droga? Dicono di no. Al contatto con quegli agenti? Dicono di no. Sembra caro Federico che quella mattina il tuo cuore di 280 grammi (l’hanno anche pesato, dopo averti sezionato… Dio che immagini…) avesse deciso beffardamente di suonare la sveglia della morte. […] Certo Sig. Malaguti, i genitali [schiacciati di Federico] non erano i suoi e la capisco, ma né io né lei potremo sapere in realtà cosa mai abbia provato quel ragazzino in quegli attimi strazianti in cui forse si è reso anche conto della vita che gli stava sfuggendo senza un perché…Buon Compleanno Federico

Federico Aldrovandi: 17 luglio 2008 - 21 anni

Caro Federico, [è il tuo ventunesimo compleanno e] sono trascorsi quasi tre anni da quell’alba di morte. Ora con la testa fra le mani sono davanti alle tue ultime foto, scattate due mesi prima di quell’assurdo 25 settembre 2005 e una stretta fortissima al cuore mi assale perché non posso e non potrò mai più restituirti alla tua mamma, a Stefano, ai tuoi nonni. […] Dio, come eri bello e ingenuo. Una delle tantissime cose terribili di queste udienze […] è continuare a non vedere e percepire in questi quattro agenti alcun segno di pietà verso un ragazzino che si stava affacciando alla vita e avrebbe potuto essere il loro figlio. […] La versione di quei quattro è ben diversa da chi afferma di aver visto molto bene quelle operazioni di “polizia” […Nel video della scientifica] non traspare un benché minimo aspetto di pietoso spessore umano intorno al tuo corpo, nel tuo ultimo viaggio senza ritorno, anzi come  sottofondo audio si sente chiaramente una risata. Non so da chi possa essere partita ed il perché, ma lì c’erano solo poliziotti. […] Cosa avrebbero fatto altri poliziotti se al posto di Federico vi fosse stato il loro figlio? Le avrebbero pretese anche loro quelle risposte da quei quattro individui o sarebbero stati invece solidali… per appartenenza ad una stessa divisa? Io forse lo immagino come sarebbe andata a finire. Sarebbero in galera. [O sottoterra, non sarebbe la prima volta…]

Giustizia vorrebbe dire rivederti in tutto il tuo splendore di giovane accanto ad altri giovani, per riprendere un discorso interrotto in un’alba vigliacca, infame e bastarda, ma purtroppo non sarà così, comunque vada. […] Tu sai, Federico, quanto tempo ho aspettato invano che uno di quei quattro fosse venuto a parlarmi di te, di quella mattina? Niente di niente. Silenzio assoluto, pesante come e più della morte. […] Pensavo che avrei protetto i miei bambini a costo della mia vita e che mai nessuno si sarebbe dovuto permettere di far loro del male, nemmeno un graffio. Purtroppo così non è stato e dopo 1013 giorni di attesa […] ho dovuto ascoltare dalla loro voce  che si considerano anche bravi poliziotti… con lodi ed encomi… [Certo: nella loro mafiosa ed omertosa logica saranno stati anche più che “bravi” - perfetti, addirittura…]

Vorrei dirti di non ascoltare le parole dei tanti infami e vigliacchi, di questa disgustosa storia. Vorrei togliere dal vocabolario la parola morte. Vorrei farti riposare in pace e sereno. […]

Una morte quindi dovuta a cosa? Nessuno lo sa spiegare. Alla droga? Dicono di no. Al contatto con quegli agenti? Dicono di no. Sembra caro Federico che quella mattina il tuo cuore di 280 grammi (l’hanno anche pesato, dopo averti sezionato… Dio che immagini…) avesse deciso beffardamente di suonare la sveglia della morte. […] Certo Sig. Malaguti, i genitali [schiacciati di Federico] non erano i suoi e la capisco, ma né io né lei potremo sapere in realtà cosa mai abbia provato quel ragazzino in quegli attimi strazianti in cui forse si è reso anche conto della vita che gli stava sfuggendo senza un perché…

Buon Compleanno Federico

Jul 27
0:43:37.988 ▶▶ Permalink
Se c’è una cosa che mi disturba più o meno come il fascismo è la stupidità di chi considera l’astinenza un valore. Non è questione di credere o meno in dio: non c’entra nulla. Volendoci anche credere -dico- in nome di dio, come si fa a pensare che Lui voglia che ci si astenga dal fare una cosa naturale come mangiare, dormire, parlare, camminare?!? Allora anche un atto naturale come il parlare dovrebbe essere limitato se non con lo scopo di dire cose costruttive. Cazzo, se così fosse tutti il politici cattolici dovrebbero fare voto di silenzio… e magari fosse.
Sep 06
12:54:16.496 ▶▶ Permalink
[…] Alla fine dell’articolo, tuttavia, mi interrogo su un fenomeno culturale di sfondo, di cui la sua lettera è soltanto l’ennesima espressione: come mai libri ateisti, per quanto fondati o infondati siano, generano tutto questo nervosismo? In fondo, nella filosofia occidentale, il naturalismo filosofico ateistico è sempre esistito e ha spesso duettato e dialogato apertamente con pensieri religiosi. Da qualche tempo invece, in Italia, non se ne può nemmeno parlare, come se del trascendente potessero occuparsi solo quelli che vi credono. Una ben strana concezione, non trova? Perché mai la fede dovrebbe essere un territorio off limits, alieno da discussioni e da critiche? Tanto più in un paese in cui essa ha un tale rilievo pubblico, mediatico e politico? Rischiamo così di dare per scontate sciocchezze come quella secondo cui, senza la fede, non potrebbe esistere alcuna etica o convivenza civile. Ha ragione, il raziocinio non soppianterà mai il desiderio di trascendenza e di mistero, e forse è un bene così perché come lei dice giustamente questa attitudine è profondamente umana. Ma mi convinco sempre più che un pizzico di tollerante e disincantato raziocinio farebbe un gran bene anche alla fede e ai suoi sempre più zelanti rappresentanti terreni.
Telmo Pievani in risposta a “Marco” (minimamente adattato)
Sep 26
19:58:00.790 ▶▶ Permalink
Vi aspettiamo tutti per un appuntamento pacifico e silenzioso: ci troviamo in Piazza Duomo, sabato 27 settembre 2008 alle 15.30 Precise. Da lì, passando da Palazzo Marino, si prosegue per Via Torino fino alle colonne di San Lorenzo. Parola d’ordine: Tsssss! Zittiamo tutti quelli che incontreremo per strada! Vi invitiamo a partecipare indossando una maglietta bianca autoprodotta con la scritta ‘Scusate il disturbo,’ l’indirizzo del blog e una sottile fascia bianca a mo’ di bavaglio sulla bocca o per chi preferisce, una X bianca. La modalità che abbiamo scelta è prima di tutto performativa ed intende incuriosire la gente, attirare la sua attenzione in un modo civile e ironico: il gruppo  dovrà attenersi alla performance e muoversi al suono di un Tsssss! generale, rispettando le norme del traffico rimanendo sul marciapiede senza invadere la carreggiata.
Il silenzio in questa città, sta causando il deserto culturale, limitando la creatività, impedendo l’aggregazione e lo sviluppo di forme di cultura dal basso.  Vogliamo rispondere a chi gestisce in maniera fallimentare la città, svuotandola, limitando lo sviluppo culturale, sgomberando gli spazi sociali, alimentando il “bisogno di sicurezza,” le paure e l’intolleranza. (via B I K O & scusateildisturbo, parecchio adattato e riassunto da me, con qualche link aggiunto!)

Vi aspettiamo tutti per un appuntamento pacifico e silenzioso: ci troviamo in Piazza Duomo, sabato 27 settembre 2008 alle 15.30 Precise. Da lì, passando da Palazzo Marino, si prosegue per Via Torino fino alle colonne di San Lorenzo. Parola d’ordine: Tsssss! Zittiamo tutti quelli che incontreremo per strada! Vi invitiamo a partecipare indossando una maglietta bianca autoprodotta con la scritta ‘Scusate il disturbo,’ l’indirizzo del blog e una sottile fascia bianca a mo’ di bavaglio sulla bocca o per chi preferisce, una X bianca. La modalità che abbiamo scelta è prima di tutto performativa ed intende incuriosire la gente, attirare la sua attenzione in un modo civile e ironico: il gruppo dovrà attenersi alla performance e muoversi al suono di un Tsssss! generale, rispettando le norme del traffico rimanendo sul marciapiede senza invadere la carreggiata.

Il silenzio in questa città, sta causando il deserto culturale, limitando la creatività, impedendo l’aggregazione e lo sviluppo di forme di cultura dal basso. Vogliamo rispondere a chi gestisce in maniera fallimentare la città, svuotandola, limitando lo sviluppo culturale, sgomberando gli spazi sociali, alimentando il “bisogno di sicurezza,” le paure e l’intolleranza. (via B I K O & scusateildisturbo, parecchio adattato e riassunto da me, con qualche link aggiunto!)

Nov 02
21:35:59.899 ▶▶ Permalink
via imod

La Perego gli ha chiesto: “senatore, qual è il futuro dei nostri giovani?” Ma Andreotti non ha risposto: guardava fisso il monitor, come se fosse mentalmente e fisicamente assente. La conduttrice ha ripetuto la domanda, e l’esito è stato lo stesso: la fissità negli occhi di Andreotti. E a quel punto dalla regia è partito lo stacco pubblicitario che ha tolto la diretta televisiva. C’è stato un grosso fraintendimento, a mio parere. In realtà la sua è stata una risposta eloquente.— La Repubblica.it && HARDCORE JUDAS

via imod


La Perego gli ha chiesto: “senatore, qual è il futuro dei nostri giovani?” Ma Andreotti non ha risposto: guardava fisso il monitor, come se fosse mentalmente e fisicamente assente. La conduttrice ha ripetuto la domanda, e l’esito è stato lo stesso: la fissità negli occhi di Andreotti. E a quel punto dalla regia è partito lo stacco pubblicitario che ha tolto la diretta televisiva. C’è stato un grosso fraintendimento, a mio parere. In realtà la sua è stata una risposta eloquente.
La Repubblica.it && HARDCORE JUDAS