Paola Cortellesi e Claudio Santamaria con (ci mancherebbe altro!) l’accompagnamento di Rocco Tanica - Cara ti amo. Non perdiamoci di vista.
In questi giorni sto chiedendo spesso ai miei amici coetanei se per caso dice loro qualcosa “La Famiglia Mezil.” Con poche e sparse eccezioni, la risposta è negativa. Per me, si tratta di un ricordo d’infanzia e per la precisione di una serie televisiva a cartoni animati. Ma per l’appunto devo essere un’eccezione, visto che sembra che per il resto quasi nessuno se la caghi…
Ad essere sincero, io stesso ho ho scoperto solo da pochi giorni il titolo originale, mentre “prima” il ricordo era semplicemente quello, confuso, di “un cartone animato il cui protagonista è un bambino che ogni notte fa un viaggio su un pianeta diverso a bordo di un’astronave gonfiabile rosa che di giorno tiene riposta nella custodia di un violino.” Ah, e non ricordavo minimamente i disegni se non per il dettaglio che… non erano quelli tipici (o dovrei forse dire stereotipi?) degli anime giapponesi dell’epoca.
Inoltre, a proposito di disegni… ricordavo pure di essermi imbattuto qualche anno più tardi ma sempre molto in là nel tempo, in un’altra serie in cui riconoscevo… come dire? Lo stesso character design. Anche se ovviamente all’epoca non mi sarei mai espresso in tali termini! Solo che questa narrava una storia meno fantascientifica e cioè precisamente quella di una famiglia un po’ “fantozziana” alla prese con un viaggio sfigato in giro per il mondo. Ricordavo, quelli sì, dei grandi spisci - il che è cosa buona e giusta, qui e in ogni luogo e bla bla e blabla!
Ora, grazie a “Santa Wikipedia” ho fatto un po’ di chiarezza: infatti a quanto pare si tratta non di due cartoni animati diversi bensì di due diverse sottoserie dello stesso, di produzione ungherese, e cioè appunto “La Famiglia Mezil” di cui esiste anche una prima che io non ricordavo affatto e pure di stampo fantascientifico. In effetti sono separate da diversi anni l’una dall’altra, essendo rispettivamente del ‘69, ‘72 e ‘78 per tredici episodi ciascuna, e caratterizzate da temi piuttosti differenti l’una dall’altra, soprattutto le ultime due.
Lasciando da parte gli amici personali e cercando con gùgol ed anche sul tubo, il discorso è leggermente diverso: i cultori non saranno certo tanti e tanto appassionati o financo agguerriti come quelli dei robottoni giapponisi, ma ve ne è una folta schiera… e più vedo più maieuticamente ricordo: per esempio la sigla italiana della terza serie, che come quasi tutte le sigle nostrane di cartoni animati e telefilm dell’epoca non è possibile non ascoltare senza una certa nostalgia e rimpianto, vedendo il confronto con le “robe” che fanno adesso… ed un po’ di personaggi…
Morale: ‘sti ungheresi… Era un cartone animato già fuori del tempo all’epoca. O forse in anticipo sui suoi tempi! A rivederlo adesso, ci sarebbe solo da imparare, ne sono convinto: fra l’altro forse non lo si dovrebbe urlare ai quattro formaggi, ma anche sull’equino recalcitrante si trovano tutti quanti gli episodi, e volendolo, pure comodamente organizzati in “collezione…” Ovviamente però noi non li scaricheremo, ché faremmo piangere Gesù bambino e forse anche il povero silvio - che non per dire, ma… non erano tutti comunisti, gli ungheresi?
Gli ungheresi hanno la fama di essere un popolo di geni, sicuramente almeno in parte meritata: c’è chi sostiene che sia per via della lingua, che è talmente complicata che se impari quella… Gli inventori sono stati davvero tanti, e per la Matematica si potrebbe menzionare Paul Erdős, il quale fra l’altro era piuttosto attinente al binomio stereotipo di “genio e sregolatezza,” benché più che di sregolatezza bisognerebbe parlare di estrosità. Ma io mi “accontenterò” di un bel salto nel passato dei miei anni ‘80 insieme ad un altro genio ed inventore: Aladar Mezil, a bordo di un’astronave gonfiabile!!
via imod
La Perego gli ha chiesto: “senatore, qual è il futuro dei nostri giovani?” Ma Andreotti non ha risposto: guardava fisso il monitor, come se fosse mentalmente e fisicamente assente. La conduttrice ha ripetuto la domanda, e l’esito è stato lo stesso: la fissità negli occhi di Andreotti. E a quel punto dalla regia è partito lo stacco pubblicitario che ha tolto la diretta televisiva. C’è stato un grosso fraintendimento, a mio parere. In realtà la sua è stata una risposta eloquente.
— La Repubblica.it && HARDCORE JUDAS
[Da Magda, via mail:]
Lisa e Homer:
“Come possiamo dormire la notte quando c’è tanta sofferenza nel mondo?”
“Spegnendo la luce, cara!”
I Simpson
Patti e Paolo:
“Ma perché non vedrò mai la città più bella del mondo, Parigi?”
“Oh, non ti perdi niente Patti, guarda. Ci sono stato in Germania, non è ’sto granché.”
Camera Café
Xander e Willow:
“Willow, ecco, sei proprio la persona che cercavo.”
“Ah, sì, davvero?”
“Sì, sai, ho un problema con la Matematica.”
“Cosa in particolare?”
“Tutta quanta.”
Buffy l’ammazzavampiri
Lois e Peter:
“Per l’amor del cielo Peter, sei seduto davanti alla televisione da quando sei tornato dal lavoro! Perché non passi un po’ di tempo con la tua famiglia?”
“E lo faccio, solo che aspetto gli stacchi pubblicitari! Se per te è sbagliato, beh allora scusa non capisco cosa ci sta a fare la pubblicità!”
I Griffin
Una cliente orrenda e Fabio, improvvisato commesso in un negozio d’abbigliamento:
“Scusi, vorrei fare una sorpresa a mio marito.”
“Vada via per un paio di mesi, signora. Vedrà come sarà contento!”
Love Bugs 2
House e un giovane paziente:
“Sei Teddy, vero?”
“Sì.”
“Gran bel nome. Se mai avrò un cane.”
Dr. House - Medical Division
Lorelai e Dean:
“Io non ti odio.”
“Davvero?”
“Anche se ho pensato ad almeno venti sistemi per decapitarti!”
Una mamma per amica
Clark/Superman e Mrs. Kent:
“Mamma, se potessi vedere tutto cosa faresti?”
“Imparerei a chiudere gli occhi.”
Smallville
House e Wilson parlano della bella collega Cameron:
“Cameron è così poco perfetta.”
“Nessuno è perfetto.”
“Madre Teresa?”
“Morta.”
“Angelina Jolie?”
“Non frequenta i medici.”
“Guardi il pelo nell’uovo!”
Dr. House - Medical Division
Gabrielle e Susan:
“Quel fusto dell’agente Thompson ti ha fissata tutta la sera.”
“Lo hai notato?”
“Fidati cara. Quando non fissano me, lo noto.”
Desperate Housewives
Kate Lockley interroga un mafioso:
“Caffrey si è sparato?”
“Succede.”
“Dietro alla nuca? Rinchiudendosi in un sacco di plastica? E si è rinchiuso nel portabagagli della sua auto?”
“Beh, era depresso.”
Angel
Una paziente anziana e petulante al Dr. Cox:
“Sa che è davvero affascinante? Se avessi venti anni di meno e fossi brilla, sarebbe il suo giorno fortunato.”
“Stia attenta a quello che dice: non ho ancora deciso in che modo misurarle la temperatura!”
Scrubs - Medici ai primi ferri
Un poliziotto e l’agente dell’N.C.I.S. Tony Di Nozzo:
“NCIS. Ha a che fare con C.S.I.?”
“Solo se sei dislessico!”
NCIS - Unità anticrimine
Alice Video - Sedere spacca tutto!
Mah, io ero rimasto a quelli che spaccavano le tavolette di legno a mani nude… Nel rispondere alla mail con cui mi è stato segnalato non ho potuto fare a meno di commentare con uno smiley in stile giapponese però con la gocciolina di sudore che rappresenta una certa apprensione… Ah, questi giappi!
Aggiornamento: poiché è un commento troppo arguto perché non meriti di stare nel post principale…
Ecco una donna che puoi chiamare tritacazzi sicuro di non offenderla, ed anzi con qualche possibilità concreta che lo prenda come complimento!!
— HariSeldon
V - Visitors, 1983 (via Sgembo, blogger senza arte né parte: Il futuro che è passato /8)
Un altro piccolo tuffo negli anni ‘80: ai tempi parevami cool, solo che non dicevo certo “cool” ed a parte questo dettaglio insignificante, temo che rivedendolo oggi sarebbe più grottesco che altro. La vera domanda che mulinella in testa (bando al politically correct e orsù, mi si dia pure del maschilista!) è: ma che fine ha fatto quella gran figa di Diana? Ok, domanda parzialmente retorica: Wikipedia risponde, oh ma qui è gravissimo: questi prendono sottogamba che la signora in questione ha preso parte alla formazione dell’immaginario erotico della mia generazione quasi quanto Lamù e Margot/Fujiko…
Voyager (Particolare estratto da me medesimo: leggere tutto, per effetto spiscio assicurato! via Mulholland Dave)
Io vorrei sapere perché sono sempre l’ultimo a sapere le cose, ed in particolare di questa spisciosissima serie! Grazie al Giubo che me l’ha segnalata…
È pazzesco che quanto più una cosa sia una merda tanto più a volte si senta il bisogno di parlarne: tuttavia mi riporta l’amico HariSeldon, che adora i gatti sempre e comunque, e chi seguisse questo blog ed i rispettivi commenti non avrebbe il minimo dubbio in merito… che gli hanno detto che è “una persona che odia gli animali” e tutto ciò solo per aver detto che ‘sta suoneria glieli ha sfasciati.
Io stesso ho forse affrontato l’argomento con relativa superficialità: siamo -ormai è noto- nell’Era della riproducibilità tecnica dell’Opera d’Arte. Anche la comicità è un’arte e ne viene influenzata: mi viene in mente una delle scene cinematografiche più divertenti e geniali che conosco, quella di Totò e Peppino a Milano, alle prese col vigile, in “Totò, Peppino e… la Malafemmina.” Forse qualcuno si ricorderà di come venne utilizzata per uno spot del Corriere, qualche anno fa: contrariamente a quanto avrei creduto, riproposta ad nauseam non solo riuscì a venirmi in odio, ma così ai più! Qui invece abbiamo a che fare con qualcosa che ab initio ha a che fare con gli insondabili orrori cui riesce ad inabissarsi lo spirito umano: qualcosa che fa profondamente schifo non dico con una sola ripetizione, ma anche solo con un frammento di qualche frazione di secondo. Pertanto la persone che possano arrivare a formulare nella loro testolina “un’accusa” come quella che è stata rivolta ad Hari, dimostrano quanto meno una bella insensibilità… e non voglio neanche pormi domande sul loro quoziente intellettivo! Comunque non è per nulla peregrina l’idea che la bruttura dello spot in questione e della correlata suoneria, potrebbero indurre anche il più acceso animalista ad un profondo odio nei confronti degli animali, dellì’umanità e dell’universo in genere.
(Adattato in parte da una mail privata, ed in parte da un mio stesso commento.)
Scrive non fatti, ma artefatti:
«Leggendo i promessi sposi vien voglia di fare il tifo per la peste.» Notevole, anche se non so chi lui sia.
E si vede che sei o troppo giovane o troppo vecchio: ma io il linkino a Wikipedia allora che cosa l’avevo messo a fare? Mario Zucca è un doppiatore, un attore e un comico molto in gamba, ma a mio avviso anche molto sottovalutato e che forse avrebbe potuto fare di più: io che invece ho “l’età giusta” non posso fare a meno di ricordarlo al Drive In col suo sketch in cui aveva reso popolari i tormentoni “Vi amo bastardi” e “Io sono Rambo uno, due, tre e Quarto Oggiaro!” (Quartiere “difficile” milanese, N.d.”R.”) Incidentalmente, qualche anno fa seppi da una persona che ritengo assolutamente fidata che Zucca all’epoca abitava veramente a Quarto: una volta lo aspettarono sotto casa e gliele diedero di brutto…