Jun 09
17:39:45.694 ▶▶ Permalink
Va’ se ‘sti bastardi rispondono alla richiesta di traduzione in francese di “Il blog di Rael è strappamutande”
rael is real, mozo is tumblrael (che potrebbe anche essere minimamente adattato, in fin dei conti, eh)
Jul 18
11:11:00.424 ▶▶ Permalink
C’ho I tried to frequentà those communisti, but there always co ‘is political, policy and then aho’, you bring n’mezzo, you wonder whether that libbbro you read and if you read the nun you look as if t’avessi magnato ER cat. Figurate na’ vorta so’ dovuto annà pure ar Pigneto che vojo di, er Pigneto ma che sei scemo??? Figurate na ‘vorta so’ due annà well ar Pigneto that vojo of, er Pigneto but six scemo? Io nun c’ho nulla coi quelli negri però vojo di, c’è un limite a tutto. I nun c’ho anything with those Negroes vojo however, there is a limit to everything.
So I signed my ciccio (da leggere tutto?) Traduzione automatica di “I so firmato ciccio mio” - trovata nei log!
Jul 19
12:36:00.483 ▶▶ Permalink

Judo: Seiryoku zen’yō (via JudoVision)

Devo dire, non sempre riesco a comprendere appieno i titoli dei posti sul sempre ottimo JudoVision: in questo caso ho comunque realizzato che è stato preso pari pari dal filmato. (Di cui incidentalmente lamento la trascrizione alquanto imprecisa…) Allora perché questo titolo nel filmato? “Seiryoku zen’yō” costituisce, insieme a “Jita kyo’ei” il fondamento “filosofico” del Judo; questi principi sono variamente traducibili, ma le descrizioni più comune in italiano sono in termini rispettivamente di:

  • miglior impiego dell’energia fisica e mentale;
  • tutti insieme per crescere e progredire.

Ora, il Judo è praticamente per definizione… per tutti! Ma il moderno Judo sportivo, come per qualsiasi pratica agonistica specializzata, non lo è affatto e richiede doti di preparazione atletica in termini di forza muscolare ed agilità, non comuni. Una buona tecnica di base, ovviamente, deve esserci sempre: ma spesso vediamo una buona entrata, azzeccata, poi conclusa di forza. In questa bellissima compilation, invece, viene posto l’accento su proiezioni che esaltano lo spirito dello Seiryoku zen’yō basandosi soprattutto su una perfetta esecuzione tecnica in cui la forza fisica non appare l’elemento preponderante e ci fa assistere a kaeshi, renraku, finte, ed interessantissime variazioni personali di tecniche accademiche.

Aug 29
12:52:00.494 ▶▶ Permalink
L’altro giorno, facendo zapping alla tv, mi sono imbattuto in un film che mi ricordava qualcosa. Un rapido passaggio di televideo, Mereghetti, imdb e scopro che il film è il seguito di quello che ricordavo io. Ecco il risultato delle mie indagini: il primo film si intitolava My Girl, ma è stato tradotto con Papà, ho trovato un amico perchè ci recita Macaulay Culkin ed è uscito poco dopo Mamma, ho perso l’aereo, occasione che un titolista che si rispetti non può mancare per riproporre all’infinito l’unica idea che gli sia mai venuta declinandola per ogni film successivo con cui riesca a fare il più blando dei collegamenti. […] Il giudizio del Mereghetti sul [secondo] film è “Almeno nel prototipo moriva Macaulay Culkin”.
L’etica della pigrizia (minimamentadattato, ma da leggere tutto! Ché stavolta non è statto affatto pigro, IMHO!)
Sep 04
13:40:00.527 ▶▶ Permalink

Premonizioni & Procrastinazioni

Oggi, 3 settembre 2008, è l’anniversario del 3 settembre 2001: una data che ai più non dirà nulla, ed ai meno pure: per me fu l’inizio del servizio civile, ed anche se di norma quest’ultimo non è il genere di evento che la gente ricorda con espressioni gioiose o cotillon quali cappellini di carta a punta e lingue di Menelik, io ogni anno ci penso con un po’ di benevolenza e financo nostalgia. Se qualcuno propone il 31 agosto come Capodanno, io sono d’accordo con il periodo in generale, ma forse propenderei più precisamente proprio per questa data!!

In questo post, quindi, voglio parlare un po’ del mio servizio civile…

Detto per inciso, le lingue di Menelik sono quelle trombette srotolabili di carta da festa che fanno da complemento ai cappellini a punta, per cui invece di dire “lingue di Menelik” avrei potuto dire “trombette srotolabili di carta da festa che fanno da complemento ai cappellini a punta” solo che siccome che per qualche motivo che non ricordo assolutamente, conosco il loro vero nome, mi bullo dicendolo… E così istruisco pure i miei due o tre lettori!

La mia incredibile erudizione, comunque, non spiega come mai io ricordi con benevolenza e financo nostalgia l’inizio del mio servizio civile: intanto perché ero più giovane, anche se non sono uno di quelli che indulgono nei “momenti amarcord al punto di rendersi ridicoli o se lo sono, non me ne rendo conto… ed in tal caso gradirei che mi si lasciasse pascere nella mia beata ignoranza! Poi perché all’epoca stavo certamente meglio di adesso. Ma se è per questo potrei anche rimpiangere il giorno che un piccione mi cagò in testa, ed allora il 3 settembre perderebbe di ogni significato: invece mi è caro perché, anche se quel giorno io non lo sapevo ed anzi pensavo che fosse tutta una grande sbatta, nel complesso l’esperienza fu positiva, e ad ogni modo ha avuto un’eco tanto grande nella mia vita e ad esempio nelle mie amicizie che posso affermare senz’ombra di dubbio che l’ha influenzata in maniera determinante!

Suffice to say che ben un terzo delle relazioni sentimentali che io considero importanti nella mia vita deriva da lì… Per i più tardi: significa che ci ho una ex che ho conosciuto dove ho fatto il civile, neh! (E che ci ho tre “ex” che considero importanti…)

Ad ogni modo so che i più furbetti a questo punto mi faranno notare che oggi non è più il 3 settembre 2008 poiché è già passata la mezzanotte. Io potrei anche fare il superiore ed ignorarli, ma qualcuno più furbetto di altri mi farebbe notare che le 13:40 del giorno successivo sono ben più di quanto la maggior parte della gente accetterebbe come definizione di “già passata la mezzanotte” ed io, dopo avergli comunque fatto doverosamente notare che è un gran rompicoglioni, dovrei ammettere che ho un tantinello procrastinato la stesura di questo post.

In effetti, due sono le cose da dire: la prima è che nonostante tutto, cioè le mie condizioni di salute attuali e bla e bla bla, non solo non mi annoio, ma per fortuna riesco a tenere la mente impegnata tanto che ogni sera arrivo all’ora di sbrandare che sono sempre un po’ incazzato per tutte le cose che avrei voluto fare (leggere, imparare, rielaborare, scrivere) e che ogni mattina sento che “oggi è il giorno buono che ce la faccio” ed invece sono sempre più quelle che lascio indietro di quelle che riesco a sbrigare, con altre -nuove- che intanto si accumulano. La seconda… non me la ricordo!! Ché se la memoria a lungo termine pur non essendo eccezionale credo sia superiore alla media, quella a breve è completamente fottuta!

Fatto sta che stamattina ieri mattina, rinfrancato dal pensiero che è era il 3 settembre e ben disposto da tale pensiero, ho avuto la precisa premonizione che sarebbe stato “il giorno buono che ce la faccio:” a posteriori (che non è mai male!) guardando i post di ieri, si può notare quanto poco ci abbia preso!! Ed allora la seconda cosa da dire potrebbe essere proprio questa: che questo stesso articolo è mancato, e ieri notte all’ora di sbrandare, mi sono incazzato per non essere riuscito a scriverlo; diventa quindi molto autoreferenzialmente un meta-articolo sulla procrastinazione.

But it can get even worse than that: per fare un esempio, che i più non capiranno e i meno pure, sono attivo su un forum tecnico sul più bel linguaggio di programmazione del mondo. Però era da un po’ che o scrivevo solo risposte più o meno standard per niubbi o questioni per così dire amministrative, relative al sito stesso, ma niente di che; finalmente settimana scorsa ho trovato tempo e voglia per chiedere una cosa “seria” di programmazione che da un po’ mi frullava in testa e mi sono state fornite ben tre (famiglie di) risposte diverse. Poiché è un argomento a mio avviso alquanto interessante, è da allora che voglio prendere la discussione e farne da una parte un sunto e dall’altra espandere un po’ sul soggetto -in altre parole “rielaborarlo e sistematizzarlo”- mettendo tutto insieme in un articoletto per il mio use.perl journal (una specie di blog tecnico su un altro sito da nerd!) ed è da allora che ogni mattina mi vado ripetendo: “oggi ce la faccio!” Eppure, ogni giorno, arrivato a sera: niente, nada, nisba!

In un certo senso, scrivere l’articoletto di cui sopra è la cosa a cui tengo di più. Però c’è da ragionarci un po’ su, ci vuole impegno. Ed allora fra una cosa che in termini di impegno e fatica richiede 10 (in qualche unità di misura) e cinque che richiedono 1 (in qualche unità di misura) si finisce sempre per scegliere le seconde. Ehm… qualcuna delle seconde. Vabbe’, cazzo! Una…

Oggi sarà il giorno buono che ce la faccio? Boh, la mattinata ormai è andata… Se ce la faccio, poi il feed dello use.perl journal viene automaticamente importato qui. E poi di solito mi diverto a modificare l’articolo importato, per esempio traducendolo. L’ultima volta, l’ho fatto: era il post sul perlativo. Che peraltro mi ha fatto vincere una meritata menzione d’onore come mejo semio-segaiolo della storia di cui ancora vado orgoglione!

Morale: oggi sarà il giorno buono che ce la faccio?

Sapete una cosa? Alla fine mi sa che nel mio articolo sul 3 settembre e sul mio servizio civile, del 3 settembre e del mio servizio civile non vi dico proprio una ciunfa di minchia!

Sep 14
1:11:00.007 ▶▶ Permalink
Un post del blazar che riblogga Spoilerin’ mi ha fatto tornare voglia di parlare di titoli. […] si sono ben guardati dal citare il titolo con cui è stato distribuito in Italia, preferendo quello originale o una sua traduzione letterale. D’altronde la scelta di “The Assassination” al posto di “The Assassination of Richard Nixon” rischia di non essere facilmente assimilabile da un cervello sano, che molto probabilmente finisce per difendersi rimuovendo l’informazione. Invece il Titolista in questo caso utilizza una tecnica rarissima nell’arte dell’adattamento dei titoli, detta tecnica del troncamento, di cui “Le tre sepolture” al posto di “The three burials of Melquiades Estrada” è il più fulgido esempio. Con l’aggiunta del mantenimento della lingua originale il Nostro raggiunge un doppio scopo. Il primo è quello di banalizzare il titolo togliendo gli unici elementi che possano incuriosire il lettore, rappresentando di fatto il tratto principale che dovrebbe distinguere la pellicola dalle altre. Così “Guarda! Un film sull’assassinio di Richard Nixon, ma lui è vivo! Dev’essere interessante.” diventa “Toh, un’altro film su un assassinio.” Oppure “Fico! Un film su un uomo che viene seppellito 3 volte!” diventa “Che palle, un film che parla di funerali.” Il secondo è quello di far confondere un film impegnato con Sean Penn con un qualsiasi action movie con Sylvester Stallone e Antonio Banderas: “Che palle! In questo film non sparano a nessuno, rivoglio i soldi del biglietto!”
valz, minimamentadattato - manco a dirlo!
1:25:00.017 ▶▶ Permalink
[Il Titolista] se ne esce all’improvviso con “Decameron pie,” sottotitolo “Non si assaggia… si morde!” Il risultato è talmente stupefacente che sono tre giorni che ho letto il titolo e sono ancora sballato. Con un colpo di genio, un’azione travolgente degna di un grande fantasista, il nostro eroe crea un’associazione tra due film che non c’entrano un cazzo l’uno con l’altro, recupera il riferimento al Decameron che gli autori originali avevano lasciato cadere per senso del pudore e riesce pure a beccarsi i complimenti del recensore del film che non sa assolutamente cosa dire di una pellicola talmente insulsa che in America è uscita direttamente in DVD. Poi, per infierire sull’avversario già a terra, aggiunge un sottotitolo misterioso sul cui significato gli studiosi potranno continuare a interrogarsi per secoli. Di fronte a tutto ciò non ci interessa sapere qual era il titolo originale, o quali erano i metodi migliori per preservare eventuali riferimenti o giochi di parole in esso contenuti, vi basti sapere che le Titoliste, avversario francese del nostro, ha prodotto uno scarsissimo “Medieval pie.”
valz, minimamentadattato - manco a dirlo!
Oct 18
18:55:00.746 ▶▶ Permalink
Voglio approfittare per denunciare un altro grave abuso dell’uso della traduzione. Pensate che il film del 1995: “Weapons of ass destruction” è stato tradotto con “Mamma ho preso l’uccello.” È uno scandalo, ancora una volta il provincialismo italiano rovina tutto.
Aui, via mail
Oct 19
21:35:51.858 ▶▶ Permalink
L’inventore di favole: Inventava favole. Gentile da parte dei traduttori farcelo sapere già dal titolo.
Oct 28
14:39:00.610 ▶▶ Permalink
Devo ammetterlo, per un attimo ho avuto paura. Paura che lui [il Titolista] se ne fosse andato, sparito nel nulla, licenziato nonostante gli anni passati a modificare in maniera insensata parole di titoli solo per dare ai suoi capi la parvenza della sua utilità. Avranno capito che non c’era davvero alcun motivo di tradurre “Le silence de Lorna” con Il matrimonio di Lorna,” e l’hanno fatto fuori - mi sono detto. […] Ero davvero sconsolato: anche se lo critico molto non vuol dire che non gli voglia bene.
il valz, minimamentadattato
14:49:00.617 ▶▶ Permalink
D’altronde cos’altro potevo pensare quando ho visto che tutte le uscite di quella settimana, compreso un film italiano, avevano i titoli in lingua straniera? E uno di quei film si intitola The Hurt Locker,” frase che, nonostante le mie discrete conoscenze di inglese, mi risulta alquanto oscura. Questa era la prova che i distributori avevano deciso di fare a meno del suo operato, […] Poi sono andato a vederlo, il film, e alla fine non avevo ancora capito cosa cazzo volesse significare “The Hurt Locker” - no: l’armadietto del dolore non significa nulla nel contesto del film. Allora mi è venuto un dubbio, ho controllato, e ho capito che neanche i madrelingua hanno ben chiaro cosa diavolo voglia dire quella frase. Quindi forse c’era ancora una speranza! Forse si era semplicemente arreso alla troppa semplicità dei titoli degli altri film e all’impossibilità di comprendere questo!
il valz, minimamentadattato
15:03:17.627 ▶▶ Permalink
Questa settimana ne ho avuto la conferma: il Titolista è tornato! E si diverte ad aggiungere le parole 40 anni in tutti i film idioti in cui il protagonista non è di primo pelo, tanto per andare sul sicuro. Forse si era preso solo una settimana di vacanza.
il valz, minimamentadattato