Feb 29
12:43:00.529 ▶▶ Permalink
L’offerta formativa, in questi anni, è esplosa in una pioggia di denominazioni che vanno dalla “scienza della produzione e della trasformazione del latte” dell’università di Milano, sede di Crema, alle “Scienze per la pace” di Pisa, dalle “Scienze del fiore e del verde” di Pavia alle “Scienze e tecnologie del fitness” di Camerino. Fino alle “Scienze e tecniche equine” di Parma, alle quali si contrappongono le “Scienze dell’allevamento, igiene e benessere del cane e del gatto” dell’università di Bari.
Repubblica.it - Se lo viene a sapere il mio gatto sono fritta. lettiere a parte, ‘scienze e tecnologie del fitness’ fa molto fico. (via elvira) Suppongo che ci sia sempre posto per ‘scienze e tecnologie del fitness equino’. E vai di cardiotrotto e fitgaloppo!
May 29
0:00:00.958 ▶▶ Permalink
Lassate ire la sinistra e la destra: all’Università di Rroma hanno solo fatto un poco di esercitazzione di lotta romanica tra picciotti di cultura. Le aule allora è megghio che vengono trasformate in palestre e le biblioteche riciclate in eccoballe colla cura Bertolaso. Già che ci siamo propongo pure di dare a Milio Fede un canale in più: Rete 4bis da trasmettere in esclusiva nelle scuole e per chi fa la fila d’attesa per parlare a Silvio B., e ci darei pure una cattedra della Sapienza, nei cabbasisi che magari poi torna a penzare col ciriveddu.
Jun 03
12:36:28.483 ▶▶ Permalink
Si può parlare di foibe all’università? direi proprio di sì. È titolata a parlarne Forza nuova? direi proprio di no. [È titolata ad esistere Forza nuova? direi proprio di no!]
Jun 18
1:03:38.002 ▶▶ Permalink

Storie di vita vissuta: luke

No, che poi la gente ha letto la storia di marcoa, e quelli che “erano lì” si sono divertiti, è scattato il momento amarcord, e qualcuno ha pensato che sarebbe bella anche una retrospettiva su luke. Purtroppo i miei ricordi su di lui diventano sbiaditi, appartenendo alla mia infanzia *-istica. O forse li ho semplicemente voluti rimuovere. (E se lo conosceste, capireste perché!) In effetti il tipo era il capoccia quando io collaborai con il laboratorio per la prima volta. Questo è un modo di dirlo: un altro è che si era autoeletto capoccia. Un altro ancora, molto più preciso, è che si era autoeletto “uno che si credeva di essere il capoccia.” Segni particolari: babbo! (Per i toscani: no, non aveva un figlio, era un babbodiminkia o semplicemente babbo, come si dice credo in tutto il resto d’Italia.) Certo è che a quei tempi era il referente del vero capo, per cui una minima -come diciamo noi giovani- bisognava starci attenti: il perché di questa circostanza, come sempre in casi di uomini e caporali non l’ho mai capito… per fortuna che anche come caporale era una mezzasega ed è stato successivamente estromesso.

Devo confessare che inizialmente mi aveva fatto una buona impressione: con quella giacchetta da gaggione e l’aspetto più da quarantenne che da studente universitario, ero convinto -come quasi tutti- che fosse un dottorando o un ricercatore. La verità emerse quando qualcuno sentì il suo nome all’appello di Analisi I: perché non lo sentì solo qualcuno ma anche gli amici di qualcuno e gli amici degli amici di qualcuno; ma non tutti insieme, bensì mese dopo mese, anno dopo anno. A posteriori, la fronte morfologicamente australopitecina ancorché rifinita a mo’ di educanda ciellina, nonché il particolare senso di vuoto che si avvertiva semplicemente fissandolo negli occhi, avrebbero potuto destare qualche sospetto.

Io non dimenticherò mai un evento accaduto nei miei giorni da 150orinatore. Avevo imparato che quando il problema era “non mi parte X” la risposta standard da dare agli utonti era: “hai un problema con la quota!” (La procedura successivamente richiedeva di sbuffare ed aiutare l’utonto ad eliminare un po’ di fuffa, oppure di sbuffare una seconda volta e masterizzargliela.) Un bel giorno ero impegnato a risolvere un complesso problema combinatorio involvente tetramini, quando uno di tali soggetti si permise di interrompermi per scassare o’ cazzo con il solito problema. Mi accingevo appunto a dare la risposta standard, ma in quel momento dietro di me c’era anche A. che sentì tutto e con fare da associzione segreta mi fece: “psst, psst, no è che… huh… non dire niente a Luke, perché… huh… non abbiamo detto niente a Luke, ma… niente, abbiamo cambiato filesystem, e questo non supporta la quota…”

Morale: io, che ero l’ultimo degli stronzi, sapevo che i ragazzi avevano cambiato il filesystem delle home degli utenti… da remoto, kriminali! Con ReiserFS, che all’epoca IIRC era ancora sperimentale! Ma soprattutto sapevo che tutti lo sapevano, tranne luke, “l’amministratore!” Non solo, ma ci mise anche secoli a scoprirlo… Fu K a capitolare, raccontandogli il fattaccio. Ma K ci tiene a precisare che capitolò solo quando vide luke che si accingeva a fare fsck.ext2 su Reiser. L’aspetto positivo è che da allora in poi scoprimmo la sorgente di tutti i mali del laboratorio, se non del mondo. Del tipo: “mi scappa la pipì: è colpa di Reiser. Abbiamo perso i mondiali di calcio: è colpa di Reiser. Oh, sai il nazismo? È colpa di Reiser.”

In effetti qualche anno più tardi Hans fu accusato di uxoricidio: luke profetico? Non lo sapremo mai, e dovremo accontentarci di ricordarlo per la sua incommensurabile babbitudo.

Jun 19
15:42:53.613 ▶▶ Permalink
Io che uso Linux? Temo siano i server universitari. È più facile che serva la santa messa senza sbagliare una preghiera…
hardcorejudas (ed è questa la parte che fa ridere) in una comunicazione semiprivata
Jul 11
0:11:00.965 ▶▶ Permalink
[…] È molto difficile che una retorica [quella dell’insicurezza] prodotta oggi dalla totalità del ceto politico […] non goda di favore per un certo tempo, anche perché alimentata quotidianamente. Io trovo tale retorica intellettualmente ripugnante. In primo luogo perché questo tipo di messaggio, martellante com’è, finisce per alimentare e accrescere proprio un senso di insicurezza dai contorni incerti e inconoscibili […] E poi perché finisce per giustificare ogni obbrobrio […Ad esempio] da un mese circa i rom vengono cacciati da tutti gli insediamenti non si sa dove. Da qualche tempo i prefetti delle grandi città fanno schedare anche i sinti, per lo più di cittadinanza italiana, inviando la polizia all’alba nei loro insediamenti, come se si trattasse di criminali. In qualsiasi posto civile, questa sarebbe considerata discriminazione su base etnica […] e quindi inammissibile. Alle proteste giustificatissime di un sinti molto noto, sopravvissuto di una famiglia sterminata dai nazisti, il giornalista di un quotidiano diffusissimo […] obietta più o meno: «Ma lo fanno per voi, per stabilire chi si comporta bene e chi no…» Insomma, se ti svegliano alle cinque del mattino per schedarti e terrorizzano i tuoi bambini, lo fanno per il tuo bene. […Similmente] l’ondata di piccoli pogrom contro i rom a Napoli sarebbe stata causata dal supposto tentativo di ratto di un bambino da parte di una nomade. Immediatamente l’Opera nomadi e altre associazioni hanno fatto notare che non esiste un solo caso accertato o giudicato nel dopoguerra di bambini rapiti dai rom. Ma tutta la stampa nazionale ha riportato l’episodio prendendolo per buono […] Ed ecco che cos’è l’insicurezza, almeno nell’Italia d’oggi: un misto di balle mediali, cinismo politico e anche, perché no, panico generalizzato. Pensare che in queste condizioni i sondaggi sulla percezione dell’insicurezza o dell’immigrazione […] siano veraci significa avere un’idea curiosa della verità: è vero quello che i media propongono come tale. Creando un nemico ubiquo, indefinibile e fungibile […] le vere magagne in cui affondiamo [e.g. mancanza di senso del futuro, salari più bassi che altrove, università agonizzanti, giovani senza speranza d’impiego stabile e spazzatura che trabocca dai cassonetti] sono minimizzate e il ceto politico può continuare a fare la bella vita. E i giornali a vendere il loro allarmismo.
Alessandro Dal Lago via Liberazione, Femminismo a Sud (da leggere tutto!)
Aug 13
12:44:00.488 ▶▶ Permalink
Above: Quasar 1317+520; false color: X-ray image from Chandra X-ray Observatory; contours: 5 GHz radio image from the Very Large Array. Click here for more details. (via Blazar Research at Boston University)

Above: Quasar 1317+520; false color: X-ray image from Chandra X-ray Observatory;
contours: 5 GHz radio image from the Very Large Array. Click here for more details. (via Blazar Research at Boston University)

Sep 07
12:06:18.462 ▶▶ Permalink
[I ricercatori che hanno trovato fra i giovani scimpanzè straordinarie capacità mnemoniche di gran lunga superiori a quelle di un gruppo di studenti universitari”] si vede che non hanno avuto il piacere di conoscere alcuni miei compagni di corso: alcuni avevano difficoltà persino a trovarsi il culo usando entrambe le mani e un periscopio. Altro che scimpanzè e straordinarie capacità mnemoniche!
Sep 11
20:25:02.809 ▶▶ Permalink

Undicisettembre

Usti! Con ‘sta storia dei buchi neri quasi non mi ero accorto che anche quest’anno è arrivato l’undici settembre: credo che sia consuetudine scrivere almeno un post nel proprio blog sull’undici settembre. O sbaglio? Solo che io non ce l’avevo mai avuto un blog, e di conseguenza non avevo mai consuetudinato; per cui penso che posso rimediare adesso - e non per fare il disfattista ab initio ma credo che raramente il verbo “rimediare” sia stato utilizzato più a sproposito che in questa frase… Ma per l’appunto: cosa scrivo sull’undici settembre? Io manco ero nato quando successe quell’immane disgrazia! Tuttavia, siccome va di moda parlare anche di quell’altro undici settembre se non faccio i conti errati sarebbe pure il settimo anniversario, il che vuol dire… un cazzo di niente! Però facciamo finta che lo voglia dire e partiamo con ‘sto pezzo una buona volta, suvvia!

L’undici settembre 2001 ricordo benissimo cosa facevo: se la matematica non è un’opinione, era il mio ottavo giorno di servizio civile; i tempi erano abbastanza rilassati e non me la passavo troppo male: nel pomeriggio me ne andavo in università dai ragazzi del laboratorio - faccio presente che a casa avevo un 56K all’epoca, e ce l’ho avuto fino all’altroieri… Quel giorno feci tempo a sedermi davanti ad una macchina e far partire il browser, giusto per… verificare che non andava un cazzo! Ohibò, che novità è mai questa? “Un aereo s’è schiantato contro le torri gemelle” dice qualcuno… E s’appronta l’unità di crisi: per la precisione, il “nostro” (mi ci metto dentro anche se io in realtà non ero che l’ultimo degli stronzi!) sistema televisivo… una scheda tv e un videoproiettore, eh! gloriosamente allestito per trasmettere nientepopodimeno che i Simpson-micacazzi™ viene riconvertito per mandare in diretta le immagini del… [l’autore di questo blog al solo rimembrarlo sta provando a distanza di anni dolori di stomaco, coliche, conati di vomito: mi si sostenga moralmente, orsù!] tg4 di emilio fede! Son cose che fanno male, ma vanno dette…

Inizia ad essere chiaro che si tratta di attacchi terroristici… E manco a dirlo, la rete non va proprio… Sono forse egoista? Mah, magari un tantinello sì. Niente da fare: un pomeriggio non proficuo dal punto di vista telematicuzzo, anzi, proprio perso! Ed una grande notizia: perché non ci voleva un genio per avere la certezza che da lì in poi, qualsiasi cosa fosse successa realmente, ce li avrebbero sfrantati oltre ogni misura con “l’undici settembre.” E poi… vabbe’, visto che tutto sommato non siamo così cinici come talora vorremmo far credere, il pensiero di tutte quelle vittime! Mentre mi dirigevo verso la fermata del 23, il rumore di un aereo, alto nel cielo: e lo sguardo che va a seguirlo… non per dire, ma si sa mai… Ed infine a casa della mia ragazza all’epoca, e tante cose da raccontare: l’unico dettaglio che ricordo è che lei non comprese subito la portata di ciò che era successo! Del resto son sicuro che successivamente ne fu emotivamente coinvolta ben più di me…

Che altro dire sull’undicisettembretuttoattaccato? Si potrebbe raccontare del disegno american-retorico-commemorativo di R. e di come finì a terra sotto gli impietosi colpi di mocio vileda di ‘Ziz… Ma sarebbe in topic? Naaah! Più che altro per quanto fosse un evento spiscioso, non potrebbe risultarlo altrettanto se raccontato; bisognava essere lì. (Lì dove? Un giorno ve lo spiegherò…) Niente: lo zio bleiz si è tolto un sassolino dalla scarpa, ma non ha altro da dire su questo argomento. Passiamo oltre!

Sep 12
16:06:08.629 ▶▶ Permalink
Il grembiule [per gli alunni nella scuola riformata del ministro Gelmini] sarà a vita bassa, da indossare rimboccato sul culo e con le mutande firmate ben visibili, perché sia chiaro che il ritorno ai sani costumi di una volta non deve penalizzare l’economia nazionale. Azzurro per i maschietti, nero per le femminucce, dovrà essere indossato fino al giorno della tesi, con il fiocco bene annodato e il cestino della merenda sempre a portata di mano. Anche le università dovranno dotarsi di un’altalena in cortile per la ricreazione.
Michele Serra in Crocchia e bacchetta maestra perfetta | L’espresso, da leggere tutto! (che non immaginate quanto sia difficile fare una scelta su cosa tumblare…)
Oct 10
13:32:29.522 ▶▶ Permalink
nascedalnulla via mezzomondo, sulpiuillustrepaesaggio:




Vi voglio raccontare un fatto accaduto ieri alla Facoltà di Lettere di Parma.
Avevo appena finito di attaccare dei volantini con questa immagine, trovata sul Corriere, che mi sembrava l’ideale per attirare l’attenzione su un’assemblea in cui io -rappresentante di Facoltà- cercavo di spiegare ai miei colleghi i vari tagli degli ultimi mesi e in che modo avrebbero inficiato i nostri corsi, grazie alla Gelmini, a Tremonti e pure a Mussi ai tempi.
Beh, ieri mattina entra una persona “x” (non si è voluta identificare nonostante gli abbia chiesto di farlo) che visibilmente alterata ha detto “come vi permettete? ritirate subito tutti i manifesti! io mi sento offesa da questa immagini, la mia religiosità cattolica è turbata, vi denuncio, vi causerò dei problemi.”
Per questa immagine, lo ricordo a tutti.
Dopo una discussione di mezz’ora l’ho invitata a recarsi dal preside a denunciarmi, ritenendo che in una Facoltà di Lettere una persona abbia il diritto di satira e di opinione, anche dissacrando (come se fosse poi stata un’immagine “pesante”) un ministro utilizzando un santino. (Niente di che imho.)
Bene, stamattina nella Facoltà erano spariti non solo tutti i volantini “incriminati”, ma tutti i volantini della mia associazione […] Probabilmente per ordine del preside.
Allora con rammarico mi accorgo che neppure in una Facoltà di Lettere c’è più spazio per un pensiero che possa anche solo minimamente essere eversivo.

nascedalnulla via mezzomondo, sulpiuillustrepaesaggio:

Vi voglio raccontare un fatto accaduto ieri alla Facoltà di Lettere di Parma.

Avevo appena finito di attaccare dei volantini con questa immagine, trovata sul Corriere, che mi sembrava l’ideale per attirare l’attenzione su un’assemblea in cui io -rappresentante di Facoltà- cercavo di spiegare ai miei colleghi i vari tagli degli ultimi mesi e in che modo avrebbero inficiato i nostri corsi, grazie alla Gelmini, a Tremonti e pure a Mussi ai tempi.

Beh, ieri mattina entra una persona “x” (non si è voluta identificare nonostante gli abbia chiesto di farlo) che visibilmente alterata ha detto “come vi permettete? ritirate subito tutti i manifesti! io mi sento offesa da questa immagini, la mia religiosità cattolica è turbata, vi denuncio, vi causerò dei problemi.”

Per questa immagine, lo ricordo a tutti.

Dopo una discussione di mezz’ora l’ho invitata a recarsi dal preside a denunciarmi, ritenendo che in una Facoltà di Lettere una persona abbia il diritto di satira e di opinione, anche dissacrando (come se fosse poi stata un’immagine “pesante”) un ministro utilizzando un santino. (Niente di che imho.)

Bene, stamattina nella Facoltà erano spariti non solo tutti i volantini “incriminati”, ma tutti i volantini della mia associazione […] Probabilmente per ordine del preside.

Allora con rammarico mi accorgo che neppure in una Facoltà di Lettere c’è più spazio per un pensiero che possa anche solo minimamente essere eversivo.

Oct 17
20:05:22.795 ▶▶ Permalink
Oct 30
0:58:00.040 ▶▶ Permalink

Francesco Cossiga al Quotidiano Nazionale: «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro degli Interni […] Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.» (via CROZZA ITALIA - LA SECONDA PUNTATA  - La7.it)

13:07:45.547 ▶▶ Permalink
Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente [“misteriosamente…” LOL!!] ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.
13:13:59.551 ▶▶ Permalink
Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: “arrivano quei pezzi di merda di comunisti!” [Poi un giorno mi dovrai spiegare perché “pezzi di merda:” solo per essere persone migliori de voantri?!?] L’altro risponde: “allora si va in piazza a proteggere i nostri?” - “sì, ma non subito.” Passa il vice questore: “Poche chiacchiere, giù le visiere!